Giovedì scorso i ragazzi di You Can Sing 6 hanno avuto la possibilità di esprimere la loro gratitudine a qualcosa o qualcuno, attraverso le parole di grandi artisti o le proprie. In molti, infatti, nella serata dal titolo Dire Grazie, hanno preferito gettare il cuore oltre l’ostacolo presentando un proprio inedito.

È il caso di Alex Polidori (team Buda), che con Va tutto bene ritorna sul palco col suo ukulele. Anche Federico Proietti (team Turrini) si accompagna con la sua chitarra in Via da qui, pezzo con cui dà prova di un’appassionata capacità interpretativa, anche se, con l’intermezzo rap, i giudici notano sia facile perdersi – e non in senso leopardiano – nell’ascolto del brano. Lorenzo Lepore (survivor del team Corsi) ci culla nelle sue Notti. Andrea Gherardi si complimenta con lui per l’intimità che riesce sempre a creare con le sue canzoni. Anche Federico Tarsi (team Buda), tra i candidati al ripescaggio, porta un suo inedito: è Pensieri profondi, il cui titolo forse non è da intendere in modo letterale, data la natura del pezzo. Il giudice esterno Francesco Sponta infatti esprime i suoi dubbi sull’arrangiamento. Segnaliamo anche Michael Ang (team Gherardi) e il suo inedito Piove, di cui il suo coach loda l’inusualità e la ricercatezza, giudizio che fa il paio con quello dell’entusiasta Alessandro Corsi: “Stiamo assistendo a delle performance di altissimo livello”. A meno che non stiano giocando al gioco finale di Avanti un altro! (il bastian contrario, per intenderci), alziamo le mani e ci rimettiamo al loro giudizio.

I ragazzi a questo punto hanno capito che non basta adagiarsi sugli allori e prestare la propria voce a canzoni facilmente interpretabili, se puntano alle selezioni di Sanremo Giovani. Per l’appunto uno dei giudici esterni, insieme a Daniel Alan Carter, è proprio un collega di Francesco Sponta: Marco Canigiula, fondatore dell’etichetta Cantieri Sonori, che aiuterà il vincitore nella scalata verso il Teatro Ariston.

I giudici esterni di questa serata: da sinistra Marco Canigiula, Francesco Sponta e Daniel Alan Carter

Non per questo le altre performance sono risultate di livello inferiore: Raihnò (team Turrini) con Say Something ci tocca il cuore, riuscendo sempre a regalarci delle performance più che riuscite. Stavolta nella sua esibizione si fa accompagnare dal ballerino Toto Ponticelli. Anche Letizia (team Buda) ci emoziona moltissimo con Hurt di Christina Aguilera, che dedica al nonno. Leonardo (team Corsi), con Let it go, si esibisce nello stile elegante che lo contraddistingue: seduto con una benda sugli occhi, canta mentre una ragazza danza di fronte a lui.

Per il ripescaggio sono chiamati sul palco gli otto eliminati delle scorse puntate. I quattro che hanno ricevuto i voti più alti dalla giuria interna ed esterna durante tutte le serate devono sfidarsi fra di loro; ognuno di loro deve poi essere votato sia dalla giuria esterna che dal pubblico. In questo preludio al ripescaggio sono scelti Federico Tarsi, Letizia, Roberto e Sara. Avrà anche ragione Alessandro Corsi nel dire che ci sono dei ragazzi che meriterebbero di stare in sfida al posto loro. Ad ogni modo noi non abbiamo dubbi nel preferire in questo quartetto Letizia e Roberto, che infatti sono i concorrenti ad essere ripescati.

Roberto e Letizia

 

E partiamo proprio da Roberto Profenna, in questa doppia intervista condivisa con Federico Proietti del team Turrini. Chi sono questi due semifinalisti?

Siete finalmente arrivati alla semifinale di You Can Sing 6, tra alti e bassi, eliminazioni sfiorate ed emozioni inedite. 6 parole per descrivere questa esperienza?

Roberto: Adrenalina, sorpresa, divertimento, famiglia, opportunità, crescita.

Federico: Energia, entusiasmo, soddisfazione, esperienza, crescita, musica.

A livello esteriore e superficiale potete sembrare due ragazzi molto diversi; durante la serata dance, per esempio, sembrava che vi foste scambiati il guardaroba: Federico in perfetto smoking e Roberto con jeans e camicia azzurra. Quello che abbiamo notato è che vi accomuna la capacità di stupire chi vi ha davanti non appena aprite bocca, contraddicendo gli stereotipi a cui sembrate aderire a primo impatto. Vero è, però, che anche nella propria autenticità abbiamo tutti un modello a cui ispirarci. Che tipologia di artista puntate a diventare? Quello che infiamma i palchi di uno stadio o quello che ritira un premio Nobel per la letteratura indossando una felpa nera?

Federico: Nascendo come chitarrista e amando molto il rock… la risposta è abbastanza ovvia! Esibirmi davanti a poche persone entusiaste mi dà i brividi e mi trasmette la carica di cui ho bisogno per continuare a credere nei miei sogni! Vivendo già tutte queste emozioni, mi piace immaginare di poter un giorno calcare palchi più importanti e sentire il calore di un pubblico che è lì unicamente per me.

Roberto: Beh, sì, in effetti ho sempre odiato gli stereotipi, pur essendone influenzato inconsapevolmente​ tutti i giorni. Non è lo smoking o il jeans a raccontare chi sei davvero! Diciamo che vorrei restare sempre il semplice ragazzo sensibile che sono oggi, che cerca di trasmettere attraverso la musica tutto ciò che ha nel cuore, sicuramente con molta più esperienza e tanta tanta tanta tanta sicurezza in più. Se essere me stesso mi porterà a riempire gli stadi, ben venga!

Roberto Profenna

Dire Grazie è stato il tema della scorsa serata. Da cantanti e musicisti, di cosa invece non siete grati in questo momento? Affrontate questo percorso con positività e dedizione, o lo considerate più che altro una parentesi fra altri progetti, anche non artistici, che avete in mente di realizzare?

Roberto: Io non sono assolutamente grato del fatto che oggi “musica” è sinonimo di “commercio”. La musica, infatti, è divenuta la meretrice di tutti. Prima la musica ti sceglieva, era solo per pochi, ora anche Papi è divenuto cantante. Sebbene al di fuori di YCS ci siano altre realtà più grandi, sto affrontando questo bellissima e indimenticabile esperienza dando il meglio che posso, e non nego il fatto che sento di essere molto, ma molto cresciuto sia artisticamente che personalmente. E tutto questo solo grazie a YCS e alle magnifiche persone che vi sono al suo interno.

Federico: In questo momento quello che più mi scoraggia è la poca possibilità che si ha di emergere, contando solamente sulle proprie capacità. Questo concorso è senza dubbio un’occasione da vivere al 100%, con tutta la passione e la grinta possibili, senza smettere mai di studiare, guardando avanti e puntando sempre più in alto.

Una delle grandi possibilità date al vincitore di You Can Sing 6 sarà la possibilità di partecipare alle selezioni di Sanremo Giovani. Quanto vi fa gola, sinceramente, questa possibilità? Ci riferiamo al fatto che gran parte dei concorrenti provengano da alcuni talent show, spesso oggetto di critiche. C’è una parte di voi che teme queste critiche, di essere associato a Valerio Scanu, o peggio, di fare la sua fine, cioè testimonial del pandoro Melegatti?

Federico: Vedo Sanremo Giovani come una grande opportunità per mettermi in gioco e confrontarmi con altri artisti emergenti come me. Sinceramente non ho pregiudizi nei confronti dei talent show, e anzi, sarebbe un’esperienza che mi piacerebbe fare. Per questo motivo analizzo sempre le critiche prima di scoraggiarmi, valutando da chi mi vengono fatte e per quale motivo, guardandole in modo costruttivo e come una spinta in più per crescere e migliorarmi.

Federico Proietti

Roberto: Beh, è ovvio che per chi vuole fare questo mestiere, essere presentati a Sanremo nelle Nuove proposte è qualcosa di molto importante, essendo un’opportunità che non ti viene data ogni giorno. I talent, purtroppo, negli anni si sono molto “sporcati”, infatti, non viene più ricercato e valorizzato il talento o la voce, ma il personaggio, colui che potrebbe vendere di più. Anche se devo ammettere che, in Italia soprattutto, i talent sono la via più efficace per farsi conoscere; anche se c’è bisogno di tanta fortuna, quella che non tutti hanno avuto (ri-cito Valerio Scanu). Io stesso ho provato 4 volte X-Factor e 2 volte Amici… ma nulla, si vede che non sono abbastanza “commerciale”, cosa che non so fino a che punto possa essere negativa.

Facciamo un po’ i faziosi: chi temete di più, tra gli altri concorrenti? Con chi, degli eliminati, avreste voluto arrivare in semifinale? E perché?

Roberto: Sono sincero, non temo nessuno, poiché a YCS ognuno è speciale a modo suo. Anche se mi piacerebbe avere l’entusiasmo di Polidori, la bellezza di Proietti, le note basse di Rahinò e l’emozionalità di Lepore. A dire il vero mi sarebbe piaciuto arrivarci con Sista, la concorrente del mio stesso team che si è ritirata nella seconda puntata. Aldilà dell’amicizia che si era creata, la considero una vera e propria artista con la A maiuscola, infatti ancora oggi, rimpiango la sua decisione di aver lasciato il contest.

Federico: Sicuramente ci sono ragazzi che hanno le carte in regola per poter vincere il concorso. Tra tutti stimo particolarmente Alex Polidori e Rahinò, per la loro preparazione e capacità di coinvolgere chi li ascolti. Tra tutti i concorrenti eliminati mi sarebbe piaciuto che fosse ancora in gara Brhenda, in primo luogo perché credo abbia una personalità artistica molto particolare, secondo poi perché sarebbe stato bello arrivare in semifinale con il Team Turrini al completo!

L’estate è alle porte: impiegherete il tempo coltivando il vostro talento in qualche progetto in particolare o vi concederete il meritato riposo?

Federico: Grazie alla visibilità che dà You Can Sing, la grande opportunità offertami da Daniel Decò e Christian Nastasi di poter partecipare alla fase finale dei casting del Gay Village Academy è molto allettante. Questa estate ho intenzione inoltre di continuare a studiare, dedicarmi alla scrittura di nuovi pezzi e soprattutto andare in sala di registrazione e incidere quelli già conclusi. il “meritato riposo” può attendere!

Roberto: Partendo dal fatto che odio l’estate, in quanto la mia stagione preferita è l’inverno, penso che mi fermerò almeno per le due settimane che sarò in viaggio per il Nord-Italia con il mio compagno, anche se continuerò a cantare tra una doccia e l’altra. Poi, vorrei trovarmi un lavoretto part-time qui a Roma per ritornare a prendere lezioni private di canto e interpretazione.

Ringraziamo Roberto e Federico per la disponibilità e auguriamo loro il meglio per la semifinale, prevista per giovedì 18 maggio. I ragazzi duetteranno con il proprio coach e si sfideranno sulle note delle più belle colonne sonore della storia. Non mancate!