Il 18 ottobre sarà una data storica per tutti noi nostalgici della scena alternative degli anni ’90, l’opportunità imperdibile per poter finalmente rivedere in versione live gli Smashing Pumpkins di Billy Corgan all’Unipol Arena di Bologna e rituffarci in una chiave quasi elegiaca nel sound unico della band di Chicago.

Per nostra immensa fortuna però non sarà l’unica. È prevista infatti per mercoledì 17 ottobre un’ulteriore serata decisamente sui generis all’interno della quale l’iconico leader Billy Corgan sarà il protagonista focale di una performance solista, intima e raccolta, al Santeria Social Club di Milano (evento che verrà aperto dalla songwriter australiana Katie Cole, già al fianco di Corgan durante il tour acustico In Plainsong del 2015). Per quest’occasione Corgan sarà accompagnato unicamente dalla fedele chitarra degli attuali Smashing Pumpkins nel loro costante stato in perenne divenire, Jeff Schroeder, attivo nell’organico della band dal 2007.

Le trepidanti attese riguardanti la band di Mellon Collie and the Infinite Sadness sappiamo già tuttavia che non si esauriranno qui: le voci di un nuovo album ad opera della parziale reunion della line-up originale (si farà infatti sentire ancora una volta la deliberata esclusione della storica bassista D’Arcy Wretzky) si sono fatte carne e vivono in mezzo a noi. Il prossimo 16 novembre vedrà infatti la luce Shiny And Oh So Bright Vol.1 / LP: No Past, No Future, No Sun, prodotto dalla sapiente mano di Rick Rubin all’interno dei suoi ShangriLa Studios per la Napalm Records. L’anteprima del singolo Silvery Sometimes (Ghosts) non ha nutrito quindi false speranze: il ritorno degli Smashing è dietro l’angolo, con un Corgan carico forse come non mai.La locandina dell’evento del 17 ottobre al Santeria Social Club di Milano. Fonte: Virgin Radio

Artista dalle mille risorse nonché dotato di quell’inconfondibile vocalità dal tratto tipicamente e visceralmente nasale che lo ha reso un simbolo imperituro ed espressione sonora cardine del malessere diffuso nella gioventù a stelle e strisce dei primissimi Novanta, il Corgan che ci si pone davanti è un uomo nuovo, un essere di luce rigeneratosi dalle sue stesse ceneri. È evidente infatti il suo attuale e quasi inusuale stato di grazia, sintomo finalmente di una ritrovata dimensione a livello esistenziale e creativo.

Prova lampante di tutto ciò è stato Ogilala, secondo LP solista a dodici anni di distanza dal precedente The Future Embrace del 2005: un album tanto essenziale da potersi quasi definire nudo, ma mai scarno. Ogilala è un prodotto intimo e morbido della tipica fragilità corganinana, che lascia deliberatamente da parte tutta l’ormai superata rabbia giovanile per dar finalmente sfogo a toni toccanti e naturali ai quali forse non siamo mai stati del tutto abituati, neppure come remota possibilità all’interno della produzione di un artista del suo genere e del suo calibro.

Billy Corgan. Fonte: The 405

Nonostante i tiepidi consensi di critica e di pubblico, Ogilala è in tutto e per tutto la rivincita di Corgan: non è un album rivoluzionario, forse neppure fondamentale alle orecchie dei più. Ad un ascolto più approfondito, tuttavia, ci troviamo di fronte, finalmente, al Corgan della maturità, ad un Billy dalle liriche e dai sound ritrovati tramite un’epurazione cosciente di tutto ciò che era ormai di troppo, senza però mai rinnegarlo.

Questo è quello che vedremo live il prossimo 17 ottobre: la storia, le evoluzioni e la dissonante fenomenologia di un William Patrick Corgan lungo i complessi trent’anni che l’hanno portato fino a qui.

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