Si sopravvive a tutto ascoltando Lucio Dalla” cantano i Pinguini Tattici Nucleari nella loro canzone. Come possiamo dargli torto? È proprio vero che a distanza di quasi cinquant’anni dal suo primo album siamo ancora qui ad ascoltarlo e a rendere nostre le parole di canzoni come Piazza Grande o Cara. Di Lucio Dalla si potrebbe parlare all’infinito e di cose ce ne sarebbero da dire fino a consumare la voce. Si potrebbe parlare dell’innovazione che ha portato nella scena musicale italiana, dei suoi duetti indimenticabili e del balletto di Attenti al lupo. Ma non solo. Si potrebbe parlare del suo avere una formazione jazz, ma di aver toccato qualsiasi (o quasi) genere musicale: dalla musica beat al cantautorato italiano, fino ad arrivare alla lirica. Lucio non si è fatto mancare niente, tanto da aver ricevuto il titolo di commendatore e di grande ufficiale al merito della Repubblica e una Laurea honoris causa al Dams di Bologna.

A distanza di sette anni dalla sua morte e di quaranta dall’uscita di uno dei suoi capolavori, potremo sentire ancora una volta la voce del maestro in un cofanetto che sarà una vera e propria ghiottoneria per i collezionisti e per i fan. Il 25 ottobre uscirà, infatti, Lucio Dalla 40TH Remastered Illustrated Edition in Legacy Edition. Partiamo dal termine “legacy”: viene utilizzato in campo discografico per esprimere il concetto di oggetto da collezionismo e questa nuova edizione dell’album, uscito nel 1979, ha tutte le carte in regola per esserlo. Preceduto da Come è profondo il mare e seguito da Dalla, questo album era il secondo capitolo ideale di un trittico che rappresentava la maturità del cantante. A far parte di questi tre dischi ci sono le canzoni più belle e rappresentative di Lucio: da Disperato Erotico Stomp a Futura e La sera dei miracoli. Questo secondo capitolo non poteva essere da meno e infatti nel disco troviamo due tra quelle che possono essere considerate come capisaldi della musica italiana: Anna e Marco e L’anno che verrà.

Il cofanetto sarà disponibile in due formati LP ed includerà: un LP rimasterizzato 192 kHz/24 bit, due CD rimasterizzati con due libretti e tre bonus track per ognuno. Questi tre brani sono: Angeli in studio version, Stella di mare in demo english versione e infine Ma come fanno i marinai sempre in studio version. Piccola curiosità: il brano Angeli rimase inedito fino al 2001; prima di quel momento fu eseguita dal cantante solo una volta in Svizzera, per poi lasciare l’interpretazione a Bruno Lauzi. Altro fiore all’occhiello per questa edizione sarà il contributo dato dalle illustrazioni di Alessandro Baronciani a cui la Sony ha affidato la parte grafica dell’album. Sui social l’illustratore e fumettista ha raccontato cosa lo lega a quest’album raccontando una storia suggestiva e bellissima: «In Italia c’era Dalla, ma a Pesaro anzi a Soria, nel mio quartiere, quando ero piccolo, c’era Fridi, il fan di Lucio Dalla numero uno. Fridi cantava le sue canzoni e faceva la sua imitazione benissimo. Una volta alla festa di Soria fece anche lo sketch del clarinetto in russo di Dalla e poi cantò L’anno che verrà. Io impazzii. Era la prima volta che sentivo una canzone di Lucio Dalla. Quella canzone iniziava come una lettera e infatti era una lettera al suo migliore amico. Era surreale, non si capiva. Era poetica, parlava di tutto quello che stava succedendo come se ci dovessimo preparare a qualcosa di ancora più importante e folle. Chiesi a mio fratello, più grande di me e quasi suo coetaneo, di farmi conoscere Fridi. Gli chiesi di registrarmi una cassetta di Dalla e lui mi portò una tdk da 46 con il disco del 1979. Penso sia stato veramente il primo disco che ho ascoltato dall’inizio alla fine. Non ho altri ricordi di dischi prima. Di questo album ricordo tutti i testi a memoria e ogni volta che lo ascolto ho sempre la stessa sensazione di stupore surreale. E non so cosa pensate della vita e dei cerchi ma sono stato chiamato – per i 40 anni del disco – per chiudere un bellissimo cerchio: ridisegnare la copertina di Dalla 1979 e creare un booklet gigante con 9 illustrazioni, una per canzone.»

A completare quello che diventerà un vero e proprio feticcio per fan e appassionati, alcune interviste a cantautori della scena musicale odierna come Dente e Dimartino, redatte per l’occasione da John Vignola. Ma se la Sony ha deciso di celebrare così questo piccolo capolavoro, come possiamo celebrarlo anche noi? Per omaggiare i quarant’anni di questo album e anche l’autore, che andrebbe celebrato sempre e comunque per il suo lascito nella musica italiana, ascoltiamo e analizziamo tre canzoni. Questi tre brani sono Futura, Anna e Marco e Disperato Erotico Stomp. Iconici o meno questi brani, che fanno parte di quel trittico ideale, rappresentano a pieno l’ecletticità, la bravura del cantautore, ma soprattutto l’anima di Lucio. Un post-scriptum necessario: l’anima del cantante era e sarà direttamente proporzionale alla bellezza delle sue canzoni.

Disperato Erotico Stomp

Era il 1977 e Lucio Dalla cantava una delle canzoni più ambigue della sua carriera, ma anche una di quelle che meglio rappresentano la capacità narrativa del cantautore. Ebbene sì, sottolineiamo “narrativa”. Se cerchiamo il termine narrativa sul vocabolario troviamo questa definizione: attività o la produzione letteraria relativa alla trascrizione artistica di vicende reali o fantastiche, per lo più sotto forma di romanzo, novella, racconto. E non è proprio tutto questo Disperato erotico stomp? A dispetto dell’impegno sociale profuso nelle canzoni precedenti questo brano parla di solitudine, di disperazione, di amore e di masturbazione. Questi temi si adattavano poco a quei salotti tipici della borghesia e a quella sinistra che Lucio definiva ancora troppo moralista. Ed ecco qui che il protagonista della canzone è un uomo rifiutato da una donna per un’altra donna e degli incontri che quest’uomo solo fa per le strade di Bologna: da una prostituta a un berlinese che ha perso la strada. Una carrellata di situazioni surreali e anticonvenzionali, ma del resto “l’impresa eccezionale è essere normale”.

Anna e Marco

“Anna come sono tante”. Una frase che potrebbe passare in sordina in un testo che è una storia d’amore bellissima. In realtà questa frase, forse più di tante altre, esprime cosa faceva Lucio Dalla quando scriveva un testo: raccontava le persone normali. La storia di Anna e Marco è, infatti, quella di tanti altri ragazzi ed è quanto mai attuale: Anna è una ragazza di periferia che “avrebbe preferito morire” e Marco è uno dei tanti ragazzi inchiodati nella normalità e nella routine ed entrambi sognano di scappare. Ed ecco la poesia: i due si scambiano la pelle e tutto, forse, sembra un po’ meno monotono se fatto insieme. La magia di quest’incontro è raccontata attraverso le parole di Lucio che ancora una volta in questa perla del disco, che quest’anno spegne quaranta candeline, ci fa sognare e ci porta in un mondo dove tutti i personaggi delle canzoni prendono vita.

Futura

“La scrissi a Berlino. Non avevo mai visto il Muro e mi feci portare da un taxi al Checkpoint Charlie, punto di passaggio tra Berlino Est e Berlino Ovest”. Ancora una volta Berlino e ancora una volta una storia d’amore, raccontata a una bambina di nome Futura che nascerà in un mondo diviso in due e tra mille incertezze. Un brano quanto mai attuale in un presente dove si continuano a innalzare muri fisici e non e dove l’amore è ancora ostacolato da pregiudizi e da potenti attenti solo agli interessi. Lucio Dalla in questo brano che chiude l’ultimo disco del famoso trittico ideale, ancora una volta dimostra quanto la sua scrittura possa essere sempre attuale. Ma questo lo sapevamo: le belle canzoni e i grandi artisti sono senza tempo.

Fonte immagine di copertina: Wikipedia

 

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