Nella suggestiva cornice del Porto Antico di Genova, all’Arena del Mare, prenderà vita anche quest’anno uno dei festival cardine della scena italiana contemporanea. Stiamo parlando del Goa Boa, storica kermesse estiva nata nel capoluogo ligure e costantemente attiva a partire dal 1998 sul territorio genovese. Quest’anno vedrà alternarsi sul palco una ben nutrita line-up tutta nostrana nei giorni di fuoco del prossimo mese (13/25 luglio).

Il 20 luglio sarà il turno di Francesco Motta, cantautore e polistrumentista pisano classe 1986, uno degli artisti (o per meglio dire autori) di punta dell’attuale panorama cantautoriale di casa nostra. In questa occasione Motta presenterà il suo ultimo album Vivere o Morire, in tutta la sua ritrovata sentimentalità di fondo. L’album è uscito lo scorso aprile per la Sugar Records, prodotto da Taketo Gohara.

Motta in una foto promozionale per la Sugar Records. Fonte: Sugar Records

Per celebrare il ventennale dalla sua prima fondazione, il Goa Boa ci darà quindi la possibilità di assaporare live una performance di un Motta nuovo, più maturo e consapevole del proprio Io e del suo potenziale artistico, nell’atto fisico e psichico di eviscerare da sé il suo intricato universo personale in una sorta di consapevole seduta di autopsicanalisi. Le sue liriche hanno difatti sempre espresso quella che si potrebbe definire la pura indeterminatezza cosmica legata a filo doppio ad una fase cruciale dell’esistenza, quel passaggio esistenziale e critico che catapulta un giovane nel caos in divenire di una maturità precaria e minata. Francesco Motta diviene così l’espressionista in chiave acustica che ritrae ad arte quello spleen generazionale diventato ormai di fatto uno stato mentale proprio della gioventù nostrana.

La fine dei vent’anni è un po’ come essere in ritardo, canta il cantautore pisano, ex leader della band busker-punk dalle venature new-wave Criminal Jokers, incarnando in questo modo quel pensiero comune di inadeguatezza che pervade il sempre più indefinito rito di passaggio verso l’età adulta.

Motta in una foto del 2016 di Danilo D’Auria. Credits: Danilo D’Auria

Emblemi di tutto ciò sono in primis proprio i titoli dei suoi due lavori solisti in attivo, La fine dei vent’anni (2016), prodotto dalla preziosa e sapiente mano dell’ex-Tiromancino Riccardo Sinigallia ed il recentissimo Vivere o Morire. Le creature del cantautore, grazie appunto ad un perfetto equilibrio sonoro e timbrico, si affermano quindi nella produzione mottiana come il tentativo reale di arginare quell’insostenibile pesantezza dell’essere propria di un adulto impossibilitato ad essere tale in una società priva di prospettive come quella italica, praticandone la consapevolezza attraverso una precisa scelta stilistica fondata sull’essenzialità sostanziale di parole e note.

Insomma, il prossimo 20 luglio al Goa Boa sarà quasi come essere felici.

Ecco la line-up completa della giornata del 20 luglio 2018, al Goa Boa Festival (Area del Mare, Porto Antico di Genova):

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