Non è mai troppo tardi per affrontare un tour, specialmente quando si tratta del primo: questo è ciò che ci insegna dopo cinquantacinque anni di onorata carriera il nostro Giorgio Moroder, paladino e pioniere assoluto della scena disco internazionale.

Il leggendario producer altoatesino ha infatti annunciato la prima serie di date live che lo vedranno finalmente protagonista in prima linea sui palchi del mondo, accompagnato, almeno in base alle altissime aspettative a riguardo, da uno stuolo ben nutrito di cantanti e band di prim’ordine. Questo progetto pantagruelico all’interno della sconfinata attività discografica del non più giovanissimo Moroder toccherà per nostra immensa fortuna anche il nostro Paese nel mese di maggio: potremo quindi immergerci nei suond del DJ nativo di Ortisei rispettivamente a Milano (Teatro Ciak 17/05), Firenze (Nelson Mandela Forum 18/05) e Roma (Auditorium Parco della Musica 19/05), in tre occasioni imperdibili per lasciarsi coinvolgere dal lavoro di un uomo che ha fatto la storia della musica contemporanea nel senso più stretto del termine.

Sono molto eccitato di farlo, finalmente. È qualcosa che ho sempre voluto fare. I fan continuavano a venire da me a chiedermi se avrei mai fatto un vero tour. In passato era impensabile per i produttori uscire dai loro studi. Quel territorio era riservato ai cantanti. Oggi, DJ e producer sono diventati superstar della popular dance music, quindi sembra il momento giusto.

Giorgio Moroder. Fonte: The Stranger

Autodidatta nonché ai primordi completamente digiuno di qualsiasi impostazione e formazione a livello musicale, Giorgio Moroder è ad oggi considerato uno dei compositori italiani più influenti di sempre nella storia del pop mondiale in chiave elettronica. Un rivoluzionario in piena regola, capace in una decina d’anni di scardinare le regole storicamente imposte, ponendo così le basi di un nuovo modo di pensare e fare musica. Moroder è riuscito così a porsi in una posizione di estremo rilievo nella giungla discografica dei primi Settanta, influenzando e cementando delle salde radici compositive per tutto il divenire musicale che sarebbe seguito.

Sono passati ben cinquantacinque anni dal suo esordio datato 1963, e ancora oggi le atmosfere firmate Moroder sono profondamente familiari a tutti noi, nel bene e nel male, in grado di farci ancora ballare senza tregua e remore da più di mezzo secolo. Album fondamentale nella sua sconfinata produzione è senza dubbio From here to eternity del 1977, all’interno del quale si delinea la sua personalissima idea di quel sound of the future che ci viene spiegato nel dettaglio nell’intro del brano dei Daft Punk Giorgio By Moroder.

Giorgio Moroder. Fonte: HiFi Magazine

Dalla Val Gardena ai palchi del mondo la storia è stata lunga, costellata di successi e sperimentazioni, come ci testimoniano le primordiali ibridazioni uniche di questo artista, un feticista del sintetizzatore, dal sapore inizialmente krautrock. E questa storia non esita a finire, a partire dal quel 1963.

Lunga vita perciò alla discomusic e al suo monarca assoluto.

Discomusic discomusic,
tu mi piaci così tanto perché
fai ballare tutti quanti
ed alle volte fai ballare anche me.
Coi pantaloni scampanati danzerò
balletti degni del migliore John Travolta.

Discomusic, Elio e Le Storie Tese (Craccracriccrecr, 1999)

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