“From the bottom to the top, let me hear you, Hollywood!”

Che l’89esima edizione della cerimonia degli Oscar dovesse essere qualcosa di diverso si era capito già dall’esibizione di apertura. Il pubblico del Dolby Theatre non è riuscito veramente a frenare l’impulso di cui Justin Timberlake canta nella sua Can’t stop the Feeling!, brano scritto e prodotto da Timberlake stesso per il film d’animazione Trolls e nominato nella categoria Miglior Canzone. Dall’entrata in scena dalle ultime file a una breve cover di Lovely Day di Bill Withers, Justin e i ballerini hanno fatto sciogliere tutte le star in platea, con tanto di “Put your hands up!”. L’esibizione è stata molto apprezzata anche dal pubblico da casa. In molti si sono rammaricati del fatto che la conduzione sia toccata a un personaggio come Jimmy Kimmel, piuttosto che a Justin, che ha dimostrato di riuscire a tenere il palco con classe e spirito.

La seconda esibizione della serata è stata quella dell’adorabile sedicenne Auli’i Cravalho, che ha cantato in modo impeccabile la sua How Far I’ll Go. Il pezzo è stato introdotto da un prologo rap di Lin-Manuel Miranda, che ha scritto e prodotto questo brano tratto dalla colonna sonora del film Disney Moana (Oceania qui in Italia)La coreografia che riproduce due fiori celesti è perfettamente consona con l’ambientazione del film e con la delicatezza della voce della Cravalho, che non si è incrinata nemmeno quando, verso l’ultimo ritornello, viene colpita in testa da un’asta dei ballerini.

Con Empty Chair Sting ha dato il suo tocco intimista alla cerimonia, esibendosi da solo con una chitarra acustica. Il brano è stato scritto dal musicista insieme al produttore J. Ralph per il documentario Jim: The James Foley Story, che tratta la vita del fotogiornalista Jim Foley, rapito in Siria e barbaramente ucciso dall’ISIS nel 2014. A fine brano è stata proiettata una citazione del giornalista: “Se non ho il coraggio morale di combattere l’autorità, allora non abbiamo il giornalismo”. Sting è stato nominato altre tre volte per la Migliore Canzone: nel 2001 per Le follie dell’imperatore, nel 2002 per Kate & Leopold e nel 2004 per Ritorno a Cold Mountain.

Infine la quarta esibizione, la più attesa per lo spazio che questi brani occupano nel cuore di tutti. Essa è stata affidata a John Legend per il suo ruolo nel film da cui sono state tratte le canzoni in gara, ovvero City of Stars e Audition (The Fools Who Dream), entrambe di La La Land (ne abbiamo parlato qui). Perfetta esecuzione anche dal punto di vista coreografico, con la riproduzione sul palco dell’ormai famoso ballo fra i lampioni e fra le stelle dei due protagonisti.

Il video In Memoriam delle personalità del mondo del cinema scomparse nell’anno passato è stato accompagnato dalla voce di Sara Bareilles e dalla sua versione del successo di Joni Mitchell Both Sides Now.

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