Se pensavate che con La La Land l’universo musicale si fosse appropriato prepotentemente dei riflettori della cerimonia cinematografica più importante del mondo, vi sbagliavate. Dopo la scorsa notte, l’Academy ha ridefinito non solo le dinamiche dello show, ma ha anche visto una partecipazione musicale costante e massiva. Ciò soprattutto grazie alla presenza di film come Bohemian Rhapsody e A Star Is Born. Ma non solo! Diamo un’occhiata più da vicino ai premi che hanno interessato il mondo pentagrammato: miglior colonna sonora e migliore canzone originale.

Jennifer Hudson si esibisce live sul palco degli Oscar 2019

Sulla miglior colonna sonora, l’Academy ha fatto strabuzzare gli occhi già durante le nomination! Grande assente indiscusso dalla rosa dei nomi è Thom Yorke, che, con Suspiria di Guadagnino, ha regalato al suo pubblico una dei suoi lavori meglio riusciti. Altro nome preda delle disattenzioni della giuria è stato Justin Hurwitz, con il suo avanguardistico lavoro su First Man – Il primo uomo. Nonostante questo, il gruppo dei nominati era comunque molto variegato.

Dal compositore Nicholas Britell per Se la strada potesse parlare, che abbiamo già apprezzato con Moonlight, al tocco jazz di Terence Blanchard, fino al lavoro del Maestro Desplat sul L’isola dei cani. Quasi inaspettatamente, ad aggiudicarsi l’Oscar è Ludwig Goransson, che, con il suo vibe afropunk, ha dato lo score di Black Panther. Il suo merito è stato quello di combinare gli elementi più classici del sound africano con una produzione energica moderna, ed il successo è stato assolutamente meritato. Il lavoro sicuramente più audace e meglio riuscito fra tutti quelli proposti, nonostante il suo sangue svedese abbia poco a che fare con la natura afroblack del lavoro!

Adam Lambert e Brian May dei Queen immortalati durante l’esibizione live di “Champions”

Per quanto riguarda l’ambita statuetta alla migliore canzone originale, la cinquina che vede scontrarsi diversi artisti, in realtà si è rivelata un testa a testa fra i due favoriti. A contendersela, infatti, sono stati Lady Gaga e Kendrick Lamar: Stefani Germanotta è candidata per l’emozionante Shallow dal film A Star Is Born, che la vede anche protagonista, mentre il rapper ha duettato con SZA nella suggestiva All The Stars, tema principale della colonna sonora di Black Panther, curata dallo stesso Lamar. Quest’ultima è un affascinante viaggio nella musica dell’Africa del sud, che supera gli angusti confini del rap per abbracciare il soul, il funk e l’afro beat, e che si discosta molto dalla più melodica ballad Shallow, che conquista soprattutto per l’intreccio di voci fra la cantautrice newyorkese e l’attore protagonista della pellicola Bradley Cooper.

l’Academy, anche quest’anno, ha deciso di premiare come miglior canzone un brano presente e attivo nel film, continuando una tradizione che negli ultimi anni ha portato al trionfo sul palco del Dolby Theatre i film La La Land e Coco. Diversamente da Shallow, All The Stars è presente nel lungometraggio solo durante i titoli di coda, cedendo così all’inarrestabile successo di miss Germanotta, che meritatamente spodesta anche le altre canzoni in gara.

Lady Gaga e Bradley Cooper cantano “Shallow” live durante la cerimonia degli Oscar

Nonostante sia stata già premiata con un Golden Globe e due Grammy per Best Song Written for Visual Media e Best Pop Duo/Group Performance, Gaga non trattiene l’emozione durante il ritiro dell’Oscar, e nemmeno durante la performance eccezionale che l’ha vista protagonista ancora una volta insieme a Bradley. Shallow, che in italiano significa “superficiale”, è stata composta da Lady Gaga insieme a Mark Ronson, produttore esecutivo del suo ultimo album “Joanne”, con l’aiuto di Andrew Wyatt dei Miike Snow e Anthony Rossomando. Il testo è uno struggente grido d’amore, un dialogo che rispecchia a pieno un film drammatico e per nulla banale. La sua vittoria agli Oscar arriva a coronamento di una carriera splendida per Lady Gaga, che ha saputo reinventarsi ancora una volta, dimostrando al pubblico non solo una grande versatilità, ma anche una sorprendente sensibilità. Probabilmente i fan della Gaga degli esordi, più dance ed electropop, avranno storto un po’ il naso negli ultimi anni, ma grazie a questo splendido lavoro un nuovo pubblico si è accostato alla sua musica. Lo stesso pubblico che magari, dopo ieri sera, parlerà più del suo talento che della sua rottura col fidanzato Christian Carino. Noi ce lo auguriamo!