“Buonasera, sono Manuel Agnelli e voi no”. La seconda stagione di Ossigeno, trasmessa in seconda serata e in coda a un carpool della Carrà, parte così. Il programma, nonostante la difficile collocazione nel palinsesto, torna con tutta la sua atmosfera intima e il suo rock senza ghirigori. Location del programma in onda ogni giovedì su Rai 3 è il famoso locale di Roma, il Lanificio, addobbato per l’occasione con luci soft, poltrone di pelle e insegne luminose. Il programma sembra essere in linea con le esperienze artistiche che vedono coinvolto il frontman degli Afterhours, Manuel Agnelli, nell’ultimo periodo.

Manuel Agnelli Fonte: profilo Facebook Rai3

Partendo dal contenitore culturale nato nel cuore di Milano, passando per i concerti che stanno toccando piccoli teatri d’Italia, fino ad arrivare all’abbandono di X Factor da parte del cantante milanese. In tv però ci è rimasto, ma con qualcosa che sicuramente suona più vicino alla sua dimensione e con il collega con cui sta condividendo i palchi di “An Evening with Manuel Agnelli”. Troviamo quindi Rodrigo D’Erasmo, qui in veste di direttore musicale e nei panni che più gli stanno comodi di polistrumentista e violinista.

Ossigeno è un programma che può essere definito “alternativo” rispetto a quelli presenti nel palinsesto televisivo italiano. Non ci sono teatrini, non ci sono lacrime comandate e mossette costruite, non ci sono showgirl o showman, se non un Manuel che fa un cambio d’abito nella prima puntata e lo fa autodefinendosi una “soubrette”. Ci sono solo gli artisti, le canzoni, i monologhi e le parole chiave delle puntate scritte su un cartone con un pennarello nero. Durante la conferenza stampa, che si è svolta nel neonato spazio Germi e in cui erano presenti Manuel Agnelli, l’autore Paolo Biamonte e il vicedirettore di Rai 3, Giovanni Anversa, è stato chiarito di cosa si parlerà in questa nuova stagione. Dal sito degli Afterhours si legge così: «Ossigeno è un viaggio attraverso le storie personali che diventano -o diventeranno- quelle di un’intera generazione. Un’occasione per riflettere su come, guardando il passato, si possa comprendere il futuro».

Se la prima edizione aveva avuto come fil rouge il tema dell’identità, quest’anno si cambia direzione e il fulcro di tutti i discorsi sarà la spaccatura generazionale. Il primo tema era stato snocciolato attraverso interviste con artisti italiani e stranieri del calibro degli Zen Circus, Brunori Sas, Ben Harper ed Editors. L’obiettivo era quello di parlare d’identità e contemporaneamente cercare di riconoscere sé stessi come individui, anche attraverso il racconto di città simbolo della cultura e della musica. Quest’anno il tema è più attuale che mai, non solo tra i più giovani, ma anche tra quelli che hanno superato la soglia dei trenta e dei quaranta. Questi, sempre più lontani tra loro nelle caratteristiche, costringono l’artista a confrontarsi con le nuove generazioni, con nuovi modi di pensare e ovviamente con gusti musicali molto diversi. Il programma si propone di toccare tutti questi aspetti e lo si nota anche dagli artisti, performer, scrittori che presenzieranno nelle varie puntate. La lista degli ospiti che si alterneranno sulle poltrone e ai microfoni di Ossigeno è lunga. Si va da grandi certezze della musica italiana come Daniele Silvestri, Baustelle, fino ad arrivare al fumettista Zerocalcare e all’attore Marco D’amore. Scorrendo tra i nomi troviamo Salmo, che, come ha dichiarato Manuel Agnelli, ha sbaragliato tutti: sette dei primi dieci brani su Spotify, sono suoi. Ci saranno le tre ragazze tenute a battesimo nell’ultima edizione di X Factor Luna Melis, Sherol e Martina Attili, ma anche la band con cui Agnelli e D’Erasmo condividono il palco da di più di trent’anni, gli Afterhours. La vera sorpresa è la presenza di Young Signorino in questa lunga lista. Il trapper, che ha spopolato su YoTube grazie a Mm ha ha ha, è la persona che incarna perfettamente il fil rouge di questa edizione. Ci si chiederebbe il perché. La risposta è semplice e contiene alcune tra le parole che fanno impazzire i “giovani d’oggi”: trap, autotune, video ipnotici e tanta incredulità tra i meno giovani. Lo stesso Manuel si è dichiarato affascinato dall’artista e lo ha definito come l’unico non costruito tra quelli presenti nel nostro panorama trap. Ma nel programma non c’è spazio solo per quella fetta di generazione cresciuta a pane e Ghali o Young Signorino, ma anche una fetta di generazione cresciuta con Piero Pelù, Max Gazzè e Ivano Fossati.

Niente promozione di album, raccolte o progetti, soltanto una chiacchierata tra amici. La prima puntata è iniziata con un racconto su come il suono cambi con le tecnologie e le generazioni e di quando Agnelli si sostituì a un mangiadischi rotto e mangiò letteralmente un disco. Alla fine di questo racconto il conduttore o, meglio ancora, la guida di questo programma, si chiede se sia stato quello il momento in cui la musica è entrata dentro di lui. Si procede a un ritmo che potrebbe sembrare serrato, ma che in realtà ha la stessa naturalezza del programma e si arriva al primo momento musicale. Piero Pelù, infatti, prende in mano il microfono e insieme a Manuel intona una canzone de I ribelli, Pugni chiusi, che apre in bellezza la parte musicale di Ossigeno. Non mancano gli aneddoti simpatici e le chiacchierate che caratterizzano dalla prima stagione questo programma. Manuel Agnelli e Piero Pelù ricordano il momento in cui si conosciuti a New York e di quando andarono dalla polizia per denunciare il furto della bicicletta dell’ex Litfiba. Dopo aver parlato di figli, di gusti musicali diversi e di mezzi comunicativi altrettanto diversi, i due siglano un accordo che vedrà Manuel impegnato nel prossimo album di Pelù.

Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo e Piero Pelù
Fonte: Profilo Twitter Piero Pelù

Senza pubblicità fastidiose Anna Calvi, voce di spicco nel panorama indie-rock britannico, conquista il palco con la sua As a man. Si parla di superamento dell’idea di genere, del suo album appena uscito e anche della Brexit. Lezioni di basso offerte da Max Gazzè e una versione di Walk on the Wild Side di Lou Reed, anticipano uno dei momenti più belli e suggestivi di questa prima puntata. Manuel impugna il microfono e a suo dire, ma non ci trova d’accordo, rovina una canzone di Ivano Fossati. Il cantante, poco avvezzo alle ospitate in tv, racconta l’esperienza con la band rock progressive Delirium e dei cambiamenti che la musica popolare ha attraversato tra gli anni ’60 e ’70. Non mancano temi d’attualità e con Italiani d’Argentina si arriva al tema scottante della chiusura dei porti e della mancanza di umanità dilagante nel Paese. Il programma, che ha come unica pecca quella di essere troppo breve, si chiude con un’emozionante e ben riuscita cover di Lindbergh, cantata da Manuel insieme al trombettista Fabrizio Bosso.

Le puntate andate in onda sono solo due e si possono recuperare su Raiplay. Dal prossimo giovedì, però, non si accettano scuse: bisogna necessariamente rimanere svegli e godersi un’ora di questo spettacolo.

Ospiti di questa edizione:

Salmo, Subsonica + Wille Peyote, Stefano Mancuso, Zerocalcare, Chiara Gamberale, Baustelle, Marco D’Amore, Edoardo Leo, Stefano Boeri, Anna Calvi, Martina Attili, Luna Melis e Chadia Rodriguez, Sherol, Savages, Daniele Silvestri e Rancore, Piero Pelù, Max Gazzè, Ivano Fossati, Fabrizio Bosso, Young Signorino, Big Fish, Mimmo Paladino, Jade Bird, Lo Stato Sociale, Quartetto Prometeo, Xabier Iriondo, Afterhours

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