Jennifer Lopez
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15 Gennaio 1967, Los Angeles Memorial Coliseum: si esibiscono le bande in marcia della University Of Arizona e della Gramolino State University, accompagnate dalla squadra d’esercitazione e dalle majorette della Anaheim High School. Ad accompagnarli il grande trombettista Al Hirt detto “Jumbo” o “The King”, autore di successi come Java, record da un milione di dollari. Questo lo sfondo del primissimo Super Bowl Halftime Show, il quale – ma probabilmente né Hirt né i suoi innumerevoli accompagnatori lo sapevano – sarebbe diventata nel tempo una tradizione celebrata e ammirata in Europa e in tutto il mondo. In Italia il football americano è uno sport che definire di nicchia è dire poco, ma in America è un evento persino più mondano e di tradizione collettiva del nostro calcio. Non dovrebbe dunque sorprendere che in occasione del Super Bowl, l’annuale partita di campionato della National Football League (NFL), gli Stati Uniti d’America siano riusciti a imbastire un evento colossale, atteso ogni anno dai fan della grande musica quanto da quelli dello sport.

Adam Levine, Frontman dei Maroon 5, si esibisce al Super Bowl Halftime Show
Ph. Al Bello

Fino al 1990 ad esibirsi erano bande universitarie, gruppi di cheerleading e personaggi della Disney, accompagnati dalle loro iconiche canzoni. Il 27 gennaio 1991, al Tampa Stadium di Tampa (Florida) sale il primo gruppo pop a calcare quel palco: la boy band New Kids On The Block. Fino d oggi, l’evento è stato guidato dal carisma di artisti di calibro internazionale, che vanno dai signori del rock classico (Sir Paul McCartney, ZZ Top, Aerosmith, Bruce Springsteen, The Rolling Stones), alle grandi voci soul e R&B (Mary J. Blige, Diana Ross, Toni Braxton, Stevie Wonder, Boyz II Men, Queen Latifah), agli ultimi successi pop, come si è ricominciato a fare negli ultimi anni dopo lo sfortunato “nipplegate” del 2004. I risultati di questa decisione sono stati discordi. Da un lato,la performance di Lady Gaga alla cinquantunesima edizione, nel 2017 all’NRG Stadium di Houston, è stata accolta con plauso non solo critico, ma anche commerciale, risultando l’evento televisivo musicale più visto di tutti i tempi, con una cifra di centocinquanta milioni di spettatori dal pubblico a casa. Dall’altra parte, i due seguiti non sono stati altrettanto fortunati. La performance di Justin Timberlake nel 2018, allo US Bank Stadium di Minneapolis, Minnesota, è stata accolta con critiche aspre prima di verificarsi, per il coinvolgimento del cantante nel nipplegate, non penalizzato come la compagna di palco Janet Jackson. Nei giorni seguenti, la performance è stata definita “dimenticabile” e “non memorabile”. La performance dei Maroon 5 l’anno seguente, presso il Mercedes-Benz Stadium ad Atlanta, Georgia, è stata accolta in modo ancora più apertamente negativo. Molti musicisti – tra cui P!nk, Cardi B, Jay-Z e Rihanna – avevano rifiutato l’offerta di esibirsi, in sostegno del giocatore Colin Kaepernick, allontanato dalla NFL per le sue proteste pacifiche contro la brutalità della polizia americana. I Maroon 5, assieme ai loro compagni di palco Big Boi e Travi$ Scott, vengono subissati di asprezze: Jon Caramanica del New York Time definisce la loro “una performance inessenziale, da parte di un gruppo che avrebbe potuto perdere dell’autorità morale se mai ne avesse mai avuta”. Basti pensare che le brevi clip del cartone animato SpongeBob Squarepants, proiettate in tributo al defunto creatore della serie Stephen Hillenburg, sono considerate quasi all’unanimità l’elemento meglio riuscito della serata.
Per la prima performance degli anni venti del nuovo secolo, che si terrà all’Hard Rock Stadium di Miami Gardens, in Florida, la direzione presa dall’organizzazione sembra vertere in direzione opposta. Incominciando dalle basi, con la scelta di due popstar donne e latinoamericane. Si tratterà di Jennifer Lopez e Shakira, due dei nomi più prominenti del pop internazionale, da tempo in sordina sulla scena pubblica e sulle chart, ma ancora figure pubbliche ammirate e riconosciute. La signora del Bronx ha rilasciato nel lontano 2014 il suo ultimo album A.K.A., e al 2017 risale El Dorado, l’ultimo impegno della diva colombiana. Vederle assieme è un sogno ad occhi aperti per molti fan del grande pop, che sperano nel ritorno al Super Bowl dei fasti di Lady Gaga. Le cantanti dimostrano ottima chimica, e una maggiore padronanza del palco dei colleghi più giovani. Una scelta encomiabile, che potrebbe dunque portare buoni risultati su tutti i livelli, in un’era che per la musica pop è sterile.

Shakira durante il suo El Dorado Tour
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Immagine di copertina: Wonder Channel
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