Se esistessero le rockstar in letteratura, Jo Nesbø sarebbe indubbiamente una di esse. Norvegese, cinquantanove anni e libri pubblicati in una quarantina di lingue. Dopo il caso dello svedese Stieg Larsson e del suo bestseller internazionale Uomini che odiano le donne, è lui ad oggi l’alfiere mondiale del romanzo scandinavo, patria da diversi anni a questa parte di un certo modo di scrivere noir avvincenti e dal sapore sporco, con protagonisti personaggi dalla moralità vacillante, e dalle poco ortodosse quanto efficaci capacità investigative.

Jo Nesbø si è sempre dimostrato affascinato profondamente dalla mente dei serial killer, dalla ricerca del male all’interno della testa di chi compie atti del genere. Nei romanzi della serie di Harry Hole, il biondo detective alcolizzato si muove tra una Oslo violenta ed i luoghi più disparati: dall’Australia a Bangkok fino al Congo. Il ritratto che ne scaturisce è quello di una capitale norvegese decisamente lontana dagli stereotipi che la caratterizzano dalle nostre parti, dove il crimine si annida nelle strade scure e nelle periferie.

Jo Nesbø (fonte: Wikipedia)

Con l’intento – a metà tra intenzione ed ispirazione – di costruire un paesaggio sonoro ai romanzi dello scrittore, è uscito a fine 2018 il disco Norwegian Landscapes del Marco Cappelli Acoustic Trio. Il chitarrista italiano, che da anni risiede a New York, conclude con questo disco una sua personale trilogia dedicata al noir, preceduta da Les Nuages en France (2011) dedicato a Fred Vargas e Le stagioni del Commissario Ricciardi (2013) ispirato a Maurizio De Giovanni. Cappelli è chitarrista dal talento indiscutibile e da tempo anima la scena newyorkese. Proprio durante una residenza al Barbes (famoso locale di Brooklyn), dieci anni fa, è nata la collaborazione con Ken Filiano (contrabbasso) e Satoshi Takeishi (percussioni) che ha dato vita al trio.

Dal punto di vista “discografico”, come dicevamo, il centro nevralgico della loro produzione è l’ispirazione data dalla letteratura, e i tre – tra i più attivi improvvisatori di New York – sono riusciti pian piano ad affermare la propria identità come gruppo riuscendo a presenziare in luoghi storici legati all’avanguardia della Grande Mela come il Roulette, il Brecht Forum ed il famoso The Stone di John Zorn (eclettico e prolificissimo polistrumentista, vera e propria figura di riferimento per quel che riguarda la sperimentazione musicale). Proprio per l’etichetta di Zorn era uscito, nel 2013, l’ultimo disco del trio – al quale abbiamo accennato qualche riga più sopra – registrato a Milano al termine del tour per Les Nuages en France che li aveva già portati in tutta Europa.

Norwegian Landscapes è un disco composto da due parti che scorrono parallelamente: sette brani composti intervallati da sei interludi improvvisati. La chitarra preparata di Marco Cappelli dialoga non solo con il contrabbasso e il particolare set di percussioni di Satoshi Takeishi, ma anche con le atmosfere di DJ Olive, un altro nome importante a cavallo tra jazz ed elettronica, che ha saputo innovare e sperimentare dando forma a concetti nuovi di improvvisazione a cavallo tra ambient, funky e – appunto – jazz. Il risultato che si ottiene dall’amalgama di questi elementi è un disco coerente e al tempo stesso disomogeneo, nel quale non solo le due anime – quella più libera e quella composta – si inseguono, ma al contempo si guardano l’un l’altra in un gioco di specchi che trasporta l’ascoltatore ora su divanetti sfondati immersi nella penombra, ora tra dedali di stradine orientali, per poi allentare il focus con interludi che non sono di ferma attesa ma di concentrata preparazione al prossimo angolo, al prossimo fugace stralcio di paesaggio. Un disco sotto molti aspetti vivido, capace di dialogare con l’immaginazione fin quasi a poterla toccare prima che si dissolva in una nuvola di fumo.

Quest’anno, per la promozione del disco, il trio sarà nuovamente in tour in Italia, arricchendo questa volta la propria formazione abituale con due ospiti d’eccezione: Shoko Nagai e Oscar Noriega, rispettivamente all’elettronica live e ai clarinetti e dando vita, di fatto, al The Nesbø Project, un vero e proprio “supergruppo” che proporrà uno spettacolo suggestivo per gli amanti delle atmosfere noir norvegesi e non. Una proposta che avvicina due mondi – quello della letteratura e quello della musica – che hanno il potere formidabile di creare mondi immaginari.

L’occasione per sperimentare questa unione dal vivo si avrà in sei date sparse omogeneamente tra nord e sud italia: si comincia il 9 febbraio a  Roma (Auditorium Parco della Musica), il 10 a Palermo (Tatum Art), 12 a Naso (ME) (Teatro Vittorio Alfieri), il  14 a  Napoli all’Associazione Scarlatti, il 15 a Ferrara (Il Torrione) e per concludere il 16 febbraio a  Modena (Amici della Musica).