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È l’una passata, ma Maria Himmler De Filippi e il suo fido Carletto non si scompongono. Arriva il momento della rassegna stampa di Rocco Tanica, che come al solito ci fa volare.

Copertina dedicata a Maria e Carlo, che sono sgomenti davanti al televisore quando si accorgono che è iniziato il Festival e che loro sono ancora al ristorante. Una macchina per l’inferno è quella che li ha condotti all’Ariston. Ma come Carlo è solito osservare: “Meglio 10 punti in meno sulla patente, che 50 sullo share”. La successiva copertina dà voce ai malumori sollevati poi anche dai giornalisti nel DopoFestival. Tanica: “C’è questa polemica delle tante interruzioni pubblicitarie. I giornalisti dalla sala stampa dicono: “tra un gruppo di cantanti e l’altro, per favore, meno pausa!””.

Spostiamoci a Villa Ormond per il DopoFestival. Sapete che titolo darebbe Marco Molendini del Messaggero a questa serata? Un titolo “esortativo: troppo lungo, tagliatelo”. Idem Domenico Naso del Fatto Quotidiano: “Svegliateci alla fine”. Laura Rio (Il Giornale) è dello stesso avviso: in generale questo Festival finora le è sembrato “buono, carino, forse un po’ troppo buono e carino, quasi anestetizzato, […] una pax televisiva eccessiva”. Ingrati.

Durante questa serata veniamo a sapere che Gigi D’Alessio è trending su Twitter. Savino&co. ci offrono una chicca tecnica: il cantautore partenopeo ha infatti cantato una versione de L’Immensità in 5/4, un ritmo per niente immediato, come ci chiarisce poi Vittorio Cosma. Chapeau.

Tra gli ospiti anche il Mago Forest, che vuole cimentarsi anche lui nel ruolo di giornalista, dopo aver comprato una laurea in Albania. Ha infatti una domanda per Michele Zarrillo: “Tu hai scritto un sacco di belle canzoni. Come mai poi hai inciso le altre?”. Nel DopoFestival scopriamo il lato fusion nascosto del ragionier Zarrillo. Emozionatosi per l’esibizione di Mark King dei Level 42, a fine serata (nottata? mattinata?) si esibisce in una più che riuscita cover di Purple Rain. Un signore, rispetto alla sgraziata Giusy Ferreri, che ha definito la sua esibizione migliore rispetto a quella della prima serata, proprio perché era “incazzata”.

Così, nella speranza che Piero Degli Antoni sia serio quando avverte Alessio Bernabei (“voto: da arresti domiciliari” – grazie Piero) che fuori Villa Ormond c’è Bennato con intenzioni poco amichevoli, vi lasciamo con i vincitori morali di questa serata: The Jackal.

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