Come ogni giovedì sera, qui al Biff, ci avviciniamo a piccole bracciate verso la boa. La terza serata di You Can Sing 6 è stata presentata dalla bella copia di Queen Mary, ovvero Sara Santostasi, che con il suo brio ha saputo tenere alti gli umori del pubblico in sala e dei ragazzi in gara. Giovedì scorso si sono esibiti tutti i concorrenti, anche quelli eliminati nelle prime due serate, per l’ambito premio della critica e in vista del ripescaggio, che ricordiamo sarà doppio, perché alla fine della seconda serata Sista si è ritirata. Tra i giudici esterni non poteva mancare una delle protagoniste di Sanremo 2017, Giulia Luzi: cantante, attrice e performer, fresca del secondo album Togliamoci La Voglia. Anche se nella prima fase della gara il voto del pubblico in sala conta al 100%, i giudizi dei coach si fanno via via più pignoli, segno che la competizione si sta facendo più accesa.

Brhenda si fa accompagnare dal piano nel presentarci un brano da Sanremo 1998: Senza Confini di Eramo & Passavanti. Ci troviamo d’accordo con Andrea Gherardi, che ha apprezzato la dinamica con cui la giovane cantante ha costruito esibizione. Rahinò fa scatenare le tavolate del Biff con il brano vincitore dell’ultima edizione del festival di Sanremo. Nonostante lo spazio ridotto del palco – e forse qualche remora nell’esibirsi in un brano tanto estroso – la versione di Occidentali’s Karma targata YCS convince anche Giulia Luzi. Leonardo presenta un successo del Festival di Sanremo 1983: Vacanze Romane dei Matia Bazar. Cristiano Turrini l’avrebbe fatta diversamente, dice: una versione così “tosta da portare nel mondo” avrebbe potuto essere gestita in maniera differente. È la volta di Roberto Profenna, che con Nessun Grado di Separazione, brano classificatosi secondo a Sanremo 2016, sfoggia le sue indubbie qualità, ma facendo troppo il verso alla Michielin. Ha comunque emozionato molto il giudice esterno, Max Poli di Radio Kiss Kiss, che gli consiglia: “Puoi osare”. Alex Polidori appende temporaneamente l’ukulele al chiodo per sedersi dietro il piano. La sua versione di Eppure mi hai cambiato la vita (Fabrizio Moro, terzo posto a Sanremo 2008) è canzonata da Alessandro Corsi: “Sembrava che ti stessi mangiando un gelato”, dice, aggiungendo che il suo modo di suonare il piano – alla fin fine vincente – potrebbe diventare un nuovo modo di approcciarsi allo strumento. Sara si scioglie pian piano durante la sua esibizione; ci propone La borsa di una donna di Noemi, brano del Festival di Sanremo 2016, risultando molto convincente. Pubblico femminile in visibilio per Federico Proietti e per la sua Laura Non C’è (Sanremo 1997). Federica Buda encomia giustamente la presenza scenica travolgente del ragazzo, ma osserva che stavolta la sua fida chitarra è stata più ingombrante che altro: alcuni disguidi con lo strumento lo hanno distratto, facendogli perdere il controllo di qualche nota in alcuni punti. Alla fine dell’esibizione di Tabak (A bocca chiusa di Daniele Silvestri, Sanremo 2003), Pippo Baudo si impossessa del corpo di Alessandro Corsi, che corre sul palco per abbracciare il suo allievo. L’avrà inventato lui… Letizia ci riporta alla memoria un brano immeritatamente ignorato dalla critica: Oceano di Lisa, da Sanremo 2003. Scelta che si rivela esiziale per la nostra Letizia, a causa della significativa estensione vocale di Lisa. Come ci tiene però a sottolineare Cristiano Turrini, un calo di voce non distrugge tutto il lavoro che c’è dietro alla preparazione di un brano. Letizia ha una forte padronanza del palcoscenico, accompagnata da stile e delicatezza, per questo non potremmo che essere più d’accordo con coach Turrini. Alessandro, un po’ come Roberto poco prima di lui, ci offre la fotocopia de Il diario degli errori, canzone che sarebbe brutta in bocca a chiunque, ma che stavolta è resa leggermente più orecchiabile dalle doti esecutive di Alessandro. Federica Buda infatti esalta la sua interpretazione impeccabile, aggiungendo però: “Non sono riuscita ad entrare nel tuo mondo”. A difendere a spada tratta l’allievo di Turrini, accorre Corsi: “You Can Sing è un talent meraviglioso”, perché con questa esibizione si capisce come Alessandro sia sempre più consapevole dei propri progressi. Lorenzo Lepore, definito il “Rino Gaetano dei giorni nostri”, porta Gianna, da Sanremo 1978. Piace come sa stare sul palco, nello stile dei cantautori italiani.

È il momento delle esibizioni per il ripescaggio. Luca Bray, il vincitore morale di You Can Sing 6, ingiustamente snobbato alla prima serata, ci fa ribaltare esibendosi ne La canzone mononota (Elio e Le Storie Tese, Sanremo 2013). La giuria esterna chiede più e più volte: “Ma chi ti ha fatto uscire?”. Esattamente.
Federico Tarsi ci fa affacciare da Una finestra tra le stelle (Annalisa, Sanremo 2015). Severo ma giusto Cristiano: “Pazzesco, bravissimo… ma tajate le mani”. Rincara la dose Corsi: “Hai le mani più grandi di Gianni Morandi”. È chiaro che l’ora è tarda, a questo punto, ma Federico ci ride su. Michael Ang ci propone il brano che ha portato Lele di Amici a vincere per la categoria giovani di Sanremo 2017. Con Ora Mai, Gherardi nota che questo è il mood giusto per Michael. Tutti convengono sul fatto che il ripescaggio faccia bene ai concorrenti, che, spogliatisi di ogni ansia da prestazione, tentano il tutto per tutto nel mostrarsi ai giudici.

L’intermezzo si chiude con Matteo Sica, terzo classificato a You Can Sing 5, che ci presenta il suo nuovo singolo Fino a Tre. I brani a cassa dritta di Alessio Bernabei hanno fatto scuola.

Tre le eliminazioni a fine serata. Le coppie scelte per le sfide sono: 1) Tabak&Alessandro, 2) Sara&Letizia, 3) Roberto&Leonardo. Tra Tabak e Alessandro è quest’ultimo a salvarsi, forse per merito del suo inedito In the dark portato come cavallo di battaglia. Tra Letizia e Sara purtroppo è Letizia a doverci lasciare: non ha convinto nemmeno i giudici esterni con la sua impeccabile Hallelujah eseguita a cappella. Tra Roberto e Leonardo è Roberto a doversene andare, ma i giudici esterni lanciano un monito a Leonardo (i brividi si sono sprecati con la sua At Last a cappella): “Less is more”. Sarà stata la stessa linea guida adottata nel preferire la prorompente Sara al posto di Letizia? Chissà! A questo punto il Team Gherardi si è estinto, mentre il Team Turrini risulta ancora intoccabile. A rischio il Team Buda con un solo concorrente, Alex. Ricordiamo però che gli eliminati potranno continuare a sperare nel doppio ripescaggio.

You Can Sing 6 vi dà appuntamento a domani con una serata molto speciale: al termine del quarto appuntamento infatti si decreterà il vincitore del premio per la critica intitolato a Silvia Capasso.

Cos’altro aspettarsi nella prossima serata? Lustrini e luci stroboscopiche.

Non mancate!