Futura 1993
Di Sophia Lippi
Illustrazione di Francesca Colombara

© Francesca Colombara

Seguono due anni di silenzio ed esce a sorpresa Ça va, a seguire Matteo Non C’èe Friends Forever quando finalmente il 10 aprile abbiamo potuto ascoltare il suo secondo full-lenght “Piramidi”. La prova del secondo disco si può considerare superata già dai singoli e il disco è sicuramente un buon successore di Per Cercare Il Ritmo.

Ascoltando Ça va ci aveva lasciato intuire di aver studiato i francesi “per cercare di essere più cortese”, infatti sembra che per la scrittura di questo disco abbia “sciacquato i panni in Senna”: le sonorità sempre più funk e disco degli anni ’80 sono molto vicine a quelle della scena francese di gruppi come L’Imperatrice o l’album Ti Amo dei Phoenix. Traccia dopo traccia mi sono trovata a immaginarmi immersa nell’aria parigina tra odori di burro e gonnelline di viscosa a fiori, svolazzanti. Il salto di qualità dal primo disco è evidente già dal primo colpo di cassa di Matteo Non C’èPiramidi ha un’anima più elettronica mescolata a richiami del cantautorato italiano alla Battiato. Per questo genere di lavoro non poteva che esserci dietro le quinte la produzione di Matteo Cantaluppi che, anche questa volta, ha seminato per il disco qualche rullante alla Fuoricampo dei Thegiornalisti.

Rimane quella dimensione intima di tenerezza che aleggia sui testi, dove la solitudine è il filo conduttore dei brani: il personaggio di Marco che cerca disperatamente un’identità provando a sembrare una persona normale; la lacrima malinconica di Gluten Free con Luca che nonostante la sua faccia pulita voleva farla finita; il disperato bisogno di uscire per trovare un appiglio diStasera Esco”; il basso sotto ai piedi per non avere il freddo nei pensieri di Friends Forever.Solitudine che si allenta nell’ultimo brano Piramidi”: nel risolvere i geroglifici del cuore, quando ti senti solo, non sei solo veramente.

Il mood del disco è totalmente in linea con la composizione e l’arrangiamento, entrambi curati da Germanò, seguendo la necessità di avere sotto controllo tutti gli aspetti della scrittura. I testi di questo cantautore sono ricercati ma al punto giusto, mai banali sebbene scritti con semplicità. È facile lasciarsi trascinare dalle atmosfere dance pop unite alla sua voce.

La personalità del disco emerge grazie alla sua capacità di poterci raccontare la solitudine senza farcelo pesare, lasciandoci anche lo spazio per ballare. Alex ha un’aria elegante, rispetta il peso delle parole e le alleggerisce cantandole quasi come sussurri, e il suo immaginario si fa spazio velocemente dentro di noi, proprio per la sua universalità.

Piramidi è un ottimo disco per il buonumore, da ascoltare la domenica mattina con l’odore di caffè

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Immagine di copertina: © Francesca Colombara
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