Futura 1993
di Anna Signorelli
illustrazione di Martina Sobacchi

© Martina Sobacchi

Nel lontano 2015, una Myss Keta meno famosa (ma ugualmente iconica) pubblicava “Le ragazze di Porta Venezia”, un inno di appartenenza a uno dei quartieri più liberi e moderni di Milano, ma anche ad una comunità il cui valore più profondo è il proprio diritto alla libertà.

Le ragazze erano sei, ai tempi, e sono tornate il 18 ottobre, con la versione aggiornata della canzone e del video, “Le ragazze di Porta Venezia – The Manifesto”, diretto da Simone Rovellini. Per l’occasione, si sono trasformate in un arcobaleno di quaranta ragazze, colorate ed esuberanti, che attirano l’attenzione e creano scompiglio sfilando per il noto quartiere, che ormai è diventato un simbolo.

Per questa festa, perché di una festa si tratta, la Myss si è voluta circondare di altre compagne pronte a gridare alla libertà di espressione, e infatti nel pezzo troviamo nomi come La Pina, Elodie, Priestess, Roshelle e Joan Thiele, artiste molto diverse fra loro, che riescono a dare sfumature diverse al cantato e ad aggiungere ognuna il proprio valore alla canzone. Alla voce calda di Myss Keta si contrappone il rap aggressivo di Priestess, per tornare alla sicurezza di Elodie e alla voce angelica di Roshelle, e finire con un tocco esotico e multiculturale regalato dal cantato di Joan Thiele.

Il risultato è un pezzo iconico, sicuramente ironico e autoironico, in cui chiunque può trovare qualcosa di sé, dalla voglia di esprimersi per quello che davvero si è, al coraggio di gridarlo al mondo intero. Sembra quindi riduttivo dire che questo è un inno “al femminile”, perché la tematica che affronta è in realtà universale e generazionale: chiunque legga e viva con occhi attenti la realtà che ci circonda può capire bene cosa ha portato la Myss a voler riproporre questo suo manifesto, in un momento storico come questo in cui talvolta il bigottismo e la chiusura mentale cercano di predominare sulla condivisione e l’accettazione.

Myss Keta e le sue ragazze sfilano facendosi bandiera di un principio fondamentale: va bene come sei, nessuno ti può dire chi essere. Prenderci tutto, questo è quello che possiamo fare.

Pagina Instagram dell’illustratrice: martilinea

Immagine di copertina: © Martina Sobacchi

 

 

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