Futura 1993
Di Vjesna Doda
Illustrazione di Martina Sobacchi

© Martina Sobacchi

Eccoci arrivati all’ultimo giro di giostra di questo 2019: le vie delle città rivestite con luci e decorazioni, gli alberi tirati fuori dalle cantine. In questo clima prefestivo, ciò che sicuramente non è passato inosservato è come, nel giorno in cui per antonomasia si addobbano gli alberi natalizi, una canzone ha dominato le storie Instagram di tantissimi utenti: si tratta di “CHARLES MANSON (BUON NATALE2)”, ultimo grande colpo sferrato da Maurizio Pisciottu, in arte Salmo. Rapper e produttore che ormai non ha bisogno di introduzioni, Salmo milita all’interno della scena musicale da 20 anni ed è un veterano della scena rap italiana. Artista versatile e poliedrico, ad oggi vanta anni di carriera come musicista e rapper prima come membro di diverse band rap metal e poi come solista, esperienza nel ruolo di attore (consigliato caldamente il cortometraggio Nuraghes S’arena) e di regista del videoclip di Jovanotti per la canzone “Sabato”.
Sfrontato, pungente, provocatorio, sfacciato, non passa mese che non lo veda al centro di polemiche e scontri. Salmo ha la capacità brillante (e fastidiosa) di toccare i nervi scoperti della società d’oggi a suon di rime.

Se però da “CHARLES MANSON (BUON NATALE2)” quello che vi aspettate è la creazione di un mondo intriso di campanellini, fiocchi di neve e tradizionale spirito natalizio, vi consiglio di skippare ed ascoltare il pezzo successivo. Infatti, il rapper sardo decide di irrompere ancora una volta sulla scena musicale con il suo proverbiale carattere derisorio e impertinente, pubblicando un pezzo satirico. Salmo ricopre le vesti del perfetto grinch, l’antagonista dello spirito natalizio per eccellenza. Inoltre, questa traccia è il sequel del precedente “Buon N***** Freestyle” datato 24 dicembre 2013.
Prodotto da Stabber e dallo stesso Salmo, il brano vede il featuring dei colleghi LazzaDani Faiv e Nitro. Sprezzante, insolente, a tratti offensivo, Salmo e i suoi colleghi hanno realizzato un pezzo nato per provocare ed infastidire: “Buone feste del c- / Buon Natale di m- / 25 dicembre / Siamo in stato di allerta”.

Questo brano è inserito all’interno dell’ultimo album pubblicato dal rapper ovvero Playlist live, riedizione di Playlist lanciato nel novembre 2018. Con questa sua nuova creazione, Salmo ripropone l’organico costitutivo di Playlist arricchito da 12 performance live e due inediti.

Il secondo inedito prende in prestito il proprio nome dall’Antico Testamento e scomoda uno dei suoi più famosi salmi: “SALMO 23”. Anche qui, all’arco del rapper non mancano frecce da scoccare, con la classica incuranza e menefreghismo che lo definiscono. Uno dei bersagli è il collega rapper Luché, coinvolto in un dissing lo scorso agosto (“Senti che cantano tutti / Anche se i ritornelli sono brutti”).

Tuttavia, analizzando nel complesso l’anatomia dell’intero album si fanno sentire la mancanza della versione live di due importanti canzoni ovvero “HO PAURA DI USCIRE” e “DISPOVERY CHANNEL”, sostituite dall’aggiunta di “PAPPARAPÀ”, brano di Nerone realizzato in featuring con Gemitaiz, che almeno ci consola.

Quindi perché ascoltare un album che contiene banalmente canzoni già sentite e trasmesse in radio miriadi di volte? Salmo ha voluto riscaldare un brodo già pronto?

La risposta sta nella giusta chiave di lettura dell’intero album. Playlist live, benché contente le due tracce inedite, non nasce come album da scoprire e capire ex novo, quanto piuttosto bisogna pensarlo come un arricchimento a Playlist. Ascoltando questo album dall’inizio alla fine, ciò che traspare è l’immagine di un cerchio che si chiude: Salmo presenta prima i brani nella loro versione standard, registrati nell’intimità degli studi di registrazione, per poi mostrarceli selvaggi, crudi, reali, allo stato brado.

Che si sia andati al suo concerto o meno, questo album vi catapulterà letteralmente all’interno di un suo live. Gli spettatori la fanno da padroni in quanto le loro voci e urla si alzano all’unisono in un coro quasi tangibile. Esse si legano, si amalgamano e diventano una sola. L’idea che si ha è che a cantare – oltre a Salmo e ai vari artisti che hanno composto e inciso con lui – vi sia un terzo artista. Salmo nelle versioni live, conversa, si apre, si esprime, coinvolge. “Ce l’abbiamo qualcosa di tranquillo per i ragazzi che sembrano devastati?” ironizza alla fine di “PERDONAMI – Live” con il suo solito tono canzonatorio.

Questo è Playlist live, una conversazione con Salmo, forse il modo più autentico di entrare in connessione con le canzoni del rapper stesso, che esplodono in tutta la loro crudità ed energia.

Pagina Instagram dell’illustratrice: Martina Sobacchi

Immagine di copertina: © Martina Sobacchi

 

 

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