Il Teatro Concordia di Venaria è una specie di cattedrale nel deserto: situato nella prima cintura di Torino, quando ci si arriva in un giovedì sera lavorativo di fine novembre, l’atmosfera a tutto fa pensare tranne che ci si stia recando ad un concerto. In piena zona residenziale, però, poi spuntano un paninaro, un discreto via vai e l’edificio del teatro, proprio vicino all’autostrada. Il pubblico che fa la fila per gli ormai consueti (e massicci) controlli di sicurezza è composto in grandissima parte da ragazzi adolescenti, in prevalenza maschi: niente di strano, il pubblico di riferimento della scena trap italiana è questo. Il tour dei criminali (li chiamiamo così utilizzando il titolo del loro singolo) Barracano, Speranza e Massimo Pericolo arriva nel capoluogo piemontese per la penultima data, dopo aver fatto tappa a Bologna, Firenze, Senigallia, Milano, Modugno (BA) e prima di concludersi il 6 dicembre a Padova. I tre rapper sono arrivati a questa collaborazione dopo percorsi al contempo diversi e comunque affini: tutti, infatti, provengono da un tessuto sociale difficile che raccontano in maniera cruda, diretta e senza giri di parole. Anche attraverso questa somiglianza si sono incontrati prima di arrivare alla ribalta, condividendo grazie ai social la musica e le esperienze che li hanno portati a questa collaborazione quasi naturale.

Barracano è il primo a salire sul palco con fare strafottente: birra in una mano, microfono nell’altra, con il classico marsupio a tracolla ciondola per il palco mentre srotola i testi dei suoi pezzi, contenuti nel suo primo disco Il figlio di Scar, uscito proprio in concomitanza con l’inizio di questo tour. Quello del rapper casertano è un live che risente sicuramente della sua minore esperienza dal vivo e della relativa novità che hanno i suoi pezzi: ciononostante il pubblico lo asseconda e partecipa con interesse, come quando in Vodka, complice una citazione di Diventerai una Star dei Finley si levano boati. Dopo una mezz’oretta è già il turno di Speranza. Entra in scena prepotentemente sul beat di Manfredi, che coinvolge tutta la platea in un tumulto di mani a tempo e salti. Un inizio col botto. Tra brindisi e passeggiate giù dal palco a salutare i fan in prima fila, inanella i suoi cavalli di battaglia: Sirene, Pagnalè, Spall a Sott, Sparalo, Givova e accoglie di nuovo sul palco il suo amico Rafilù (altro nome di Barracano) per cantare Modalità, singolo dalle atmosfere quasi dance che li ha visti collaborare sempre quest’anno. Speranza ci tiene a ringraziare in modo particolare il pubblico torinese per l’affetto che gli dimostra, e lo ripete diverse volte; ricorda la prima volta che suonò in città e l’accoglienza che già a suo tempo ricevette. La gente lo sommerge di applausi per rinsaldare questo legame.

L’aria però comincia a farsi elettrica quando il palco si svuota di nuovo prima dell’ingresso di Massimo Pericolo. Parte Scialla Semper. Title track del suo primo acclamatissimo disco (ve ne parlammo qui), che prende il nome dall’operazione di polizia che lo ha fatto finire in carcere e parla della sua esperienza in carcere. Il live di Pericolo, che si presenta con le orecchie da gatto che indossa nella copertina del disco, è come una liberazione per il pubblico: le canzoni di Scialla Semper sono già dei piccoli inni. Soldati, Sabbie D’Oro completano il terzetto d’apertura. Ben presto il rapper di Varese si libera della maglietta e resta a torso nudo, scherzando col pubblico e col deejay. Non mancano i saluti agli amici che dalla provincia lombarda l’hanno seguito fino a qui, non mancano i brindisi e nemmeno i ringraziamenti al pubblico che “mi ha permesso di raggiungere cose che non immaginavo” e al quale augura di poter stare un po’meglio anche attraverso i suoi pezzi. A giudicare dalla reazione della gente, sembrerebbe un auspicio che si è avveratoAmici, Star Wars e il remix di Polo Nord sul beat di In My Mind concludono il suo set, ma c’è una grande esclusa invocata a gran voce dalla massa. Tutta scena, ovviamente, perché 7 miliardi è ben salda in scaletta, ma arriva solo in seguito con l’encore “a tre” insieme agli altri due criminali. Tornano sul palco Barracano e Speranza e la chiusura è di quelle col botto: 7 Miliardi appunto, seguita da Chiavt’ a Mammt del rapper italo-francese e dal singolo dei tre, il “cane a tre teste alla cerbero” (come lo definisce Barracano nella sua strofa), Criminali. Il finale dal ritmo incalzante è la scarica di adrenalina perfetta per concludere la serata e tornare nella profonda periferia addormentata, bagnata da una pioggia battente.

Immagine di copertina: © Davide La Licata
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