Almeno due sono le cose che non vedrete mai a un concerto dei Calibro 35: cellulari al cielo ingordi di testimoniare il momentum (come da titolo dell’ultimo lavoro della band milanese) e mani che battono a tempo con la cassa. Il pubblico torna a essere un organismo attento, coinvolto da ogni sfumatura dell’origami sonoro prodotto dai quattro musicisti, amalgamati da Tommaso Colliva al mixer. Il tour del nuovo disco, uscito lo scorso 24 gennaio, è cominciato all’inizio di febbraio da Brescia e ha già fatto registrare ottimi risultati in termini di partecipazione. Anche ieri sera, in effetti, l’Hiroshima Mon Amour era sold out, segno evidente di come quello che era partito quasi come un gioco 12 anni fa è oggi uno degli act più interessanti in Italia.

‘Momentum’dicevamo, è l’ultima uscita discografica targata Record Kicks. Un titolo che, come già i precedenti ‘Decade’ e ‘S.P.A.C.E.’vuole essere una sintesi dei temi affrontati nelle dieci tracce. Il momentum è il presente, l’adesso; questi club in giro per l’Italia e questa gente che li riempie con interesse genuino. È a ciò che si rivolge il disco, provando a delineare una messa in musica di tutto quello che di attuale si muove nell’ecosistema sonoro – anche – internazionale. Non a caso i nostri già in passato hanno calcato palchi in giro per il mondo, sono stati campionati da produttori come Dr.DreJay-Z e hanno ricevuto attestati di stima in lungo e in largo.  Dai divertissement con atmosfere da poliziottesco italiano degli esordi, infatti, la prospettiva dalla quale leggere oggi la loro produzione è più che mai svincolata dal nostro stivale e assume carattere globale. Jazz, funk, afrobeat, blackmusic si accavallano e contaminano mantenendo inconfondibile lo stile della band. Niente male per una band messa su quasi per gioco da Luca Cavina, Tommaso Colliva, Enrico Gabrielli, Massimo Martellotta e Fabio Rondanini.

La voce di un’intelligenza artificiale (cosa di più contemporaneo?) irrompe nel buio della sala all’inizio del concerto. Quasi fosse un invito all’hic et nunc del titolo, suggerisce di goderci lo spettacolo senza armeggiare con cellulari e Instagram stories. La sensazione è che in pochi, tra i molti in attesa quasi estatica, avrebbero avuto intenzione di farlo. Da questo momento, raccontare la serata scandendo una successione temporale è impensabile: si trattiene il respiro per un’ora e quaranta senza fronzoli né interruzioni e si riemerge soltanto alla fine. Rondanini e Cavina sono dei treni che delineano una sezione ritmica pulita e imprevedibile, Martellotta e Gabrielli la arricchiscono e ne ampliano lo spettro con synth e chitarre. La scelta di utilizzare luci montate su strutture che ricordano quattro lampioni sembra immergere il tutto in un’atmosfera metropolitana e a illuminare – all’occorrenza – singolarmente l’uno o l’altro protagonista.

Per chi non li ha mai visti dal vivo (ma non solo per loro) l’esperienza vale il prezzo del biglietto: il loro suono così stratificato su disco si fa qui espressivo nella dinamica dei musicisti. Gabrielli si destreggia tra due synth suonati in contemporanea, talvolta alternandone uno al sax, o a brevi vocalizzi. Rondanini pesta le pelli con il tocco di un fuoriclasse e sembra quasi non fare sforzo. Martellotta suda tutto il possibile tra la chitarra e i tasti di un campionatore e di un altro synth. La raffigurazione plastica di tutto ciò che già su disco sembra incredibile  allarga lo stupore sui volti del pubblico.

Perché quello che si sente su disco è tutto suonato, è dal vivo viene messo in scena. Anche in questo sta l’unicità di un lavoro come ‘Momentum’, interamente scolpito dall’ingegno artistico anche nelle sue declinazioni elettroniche. Se la definizione non richiamasse alla mente altre epoche la chiameremmo davvero musica concreta: di certo dal vivo si può testimoniare tutta la concretezza che essa comporta per essere prodotta e ri-prodotta. E di produzione dobbiamo parlare per forza, perché quella di Tommaso Colliva è parte integrante del progetto e anche dal vivo contribuisce a amalgamare in uscita i suoni dei quattro.

Quando si riaccendono le luci soffuse della sala dopo un bis a tema poliziottesco, sui volti dei presenti si delinea una sincera soddisfazione. Perché da un live come questo chiunque ami la musica porta a casa qualcosa: dall’esaltazione per il virtuosismo tecnico all’adrenalina sprigionata nel tenere testa al ritmo e all’entusiasmo per tutto il calderone di riferimenti che si intravedono in controluce. Esaurita una vaga ebbrezza plurisensoriale dopo il concerto, quello che sembrano dire i Calibro 35 ogni volta che suonano è: “per noi oggi è questa la musica”. Perché anche quando richiamano il passato sanno essere a fuoco nello spirito del presente. ‘Momentum’ riesce a fotografare questa attualità già dalle premesse, ma basta assistere a un concerto del genere per non aver bisogno di conferme.

 

Immagine di copertina: © Mauro Bonomo
immagini dell’articolo: © Calibro 35
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