Martedì 26 marzo Le Vibrazioni si sono esibite per la prima volta al Mediolanum Forum di Assago per festeggiare i loro 20 anni di carriera. Sì, Le Vibrazioni nascevano nel 1999, l’anno che ci ha dato l’euro e si è preso Fabrizio De André, che ha visto la sospensione di Marco Pantani dalle gare ciclistiche e la nascita di MSN Messenger, chi oggi ha tra i venti e i trent’anni sa di cosa parliamo.  Nel 1999 lo scudetto se l’è aggiudicato il Milan e qui abbandoniamo il passatismo e torniamo a Le Vibrazioni, band formata proprio da quattro milanesi, Francesco Sarcina, autore e compositore, Stefano Verderi, chitarrista e tastierista, Marco Castellani, bassista sostituito nel 2008 da Emanuele Gardossi e tornato nel 2017, e Alessandro Deidda, batterista. Dopo alcuni anni passati a suonare nei locali di Milano, nel 2003 Le Vibrazioni pubblicano il loro omonimo disco d’esordio, che raggiunge l’impressionante cifra di 300.000 copie vendute, trainato da brani ancora attuali come “Dedicato a te”, “In una notte d’estate” e “Vieni da me”, a cui sono seguiti altri quattro album in studio, un best of e un disco registrato dal vivo, tra i naturali alti e bassi di una carriera che è iniziata quando in cima alle classifiche c’era Britney Spears con “…Baby One More Time” ed è arrivata fino a “Mademoiselle” di Sfera Ebbasta.

Fonte: pagina Facebook ufficiale de Le Vibrazioni

Le Vibrazioni hanno portato sul palco del Mediolanum Forum una liturgia del rock’n’roll fatta di chitarre elettriche, fiammate e sfrontatezza, con una credibilità che pochi in Italia possono vantare, ed hanno potuto farlo per il semplice fatto di essere una vera rock’n’roll band, cosa che dimostrano con la loro immagine – vedi ad esempio Francesco Sarcina avvolto in stretti pantaloni di pelle nera che si sposta i capelli dal volto come una rockstar losangelina degli anni ‘80 – ma soprattutto con la loro musica, che è sempre stata la vera protagonista della serata. Ad aprire il concerto è la triade formata da “Così sbagliato”, tratta dall’ultimo album della band, “Seta” e “Electrip” dall’album successivo. I padroni di casa appaiono fin da subito in forma smagliante, affiatati e coesi, decisi nell’essere sinceri e nel non seguire facili mode.

Francesco Sarcina è un frontman esperto, in grado di caricarsi sulle spalle le responsabilità della posizione che riveste, facendo da tramite tra la band e il pubblico, si dimena e incita, trasmette tutto il suo entusiasmo e la felicità di essere su quel palco. Le parole stanno a zero, è solo la musica a parlare, se non per introdurre i primi ospiti a raggiungere la band sul palco, i Ministri, altri paladini del rock nostrano, che imbracciano gli strumenti per “Portami via”.

Dopo “Se” e “Non mi pare abbastanza”, Francesco Sarcina si concede per la prima volta di scherzare con il pubblico chiedendo ironicamente “ma dove eravate stati tutto questo tempo?” per poi introdurre il secondo ospite, Enrico Nigiotti, livornese doc nato sul palco di X Factor e concorrente dell’ultimo Festival di Sanremo, che presta la sua voce e chitarra per “Ogni giorno”. Seguono “Angelica” e “L’ultima neve”, introdotta quest’ultima da una breve overture al pianoforte di Stefano Verderi. Il clima è sempre più caldo e, prima di suonare il discusso brano “Caramelle” con Pierdavide Carone e i Dear Jack, Sarcina fa un appello chiedendo a tutti di essere buone persone, sottolineando quanto oggi ce ne sia bisogno. Francesco imbraccia poi la chitarra acustica e si porta all’estremità della passerella che taglia in due il pubblico del Forum per prendersi un meritato applauso e suonare “Cambia”. La scaletta non concede un attimo di tregua ed è subito il momento di altri due ospiti: Samuel dei Subsonica per “E se ne va” e Elio degli Elio e le Storie Tese che suona il flauto traverso su “Ovunque andrò”.

Siamo quasi a due ore di concerto e Le Vibrazioni non accennano a rallentare, anzi, si avvicina la parte più selvaggia: dopo un assolo di batteria di Alessandro Deidda – che non maschera la sua passione per John Bonham dei Led Zeppelin, con tanto di gong suonato col pugno alla fine dell’esecuzione – sale sul palco il ragazzaccio del rock italiano, Piero Pelù, un performer unico e trascinante che incendia il pubblico del Forum. Pelù è l’unico ospite che rimane sul palco per due brani, “Aspettando” delle Vibrazioni e “Toro Loco”, brano storico del cantante fiorentino eseguito con tanto di simulazione da parte dei due cantanti dello scontro tra toro e torero.

Quando sembra che niente possa ancora stupire il pubblico fa il suo ingresso sul palco Achille Lauro con il fedele compagno Boss Doms per una versione esplosiva di “Rolls Royce”, fortunato brano presentato all’ultimo Festival di Sanremo. Per “Drammaturgia” Sarcina si presenta sul palco con un cappello a tuba e si getta a terra alla fine del brano, inghiottito dalle teste del pubblico, da cui riemerge imbracciando una chitarra con cui si lancia in un assolo, mentre getti di fiamme gli fanno da sfondo.

Luci. La band lascia il palco, ma l’abbiamo detto, è una liturgia e come in una messa il pubblico sa già cosa aspettarsi, anche perché il concerto non può finire senza i brani che per primi hanno fatto conoscere Le Vibrazioni al grande pubblico. La band torna quindi sul palco per il bis, che vede in ordine “Dedicato a te”, “In una notte d’estate”, introdotta da un breve intro dal gusto reggae, e l’attesissima “Vieni da me”, che il forum canta all’unisono.

L’ultimo brano in scaletta è “Vorrei un pianeta”, che fa da base per la presentazione della band e i ringraziamenti, con una pioggia di coriandoli a chiudere il sipario su un concerto che con 30 brani per quasi tre ore di musica è riuscito a celebrare la carriera della band senza mai scadere nell’autocelebrazione, una vera e propria festa che si è svolta tra amici, ospiti e musica.

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