Nel libro The rough guide to climate change, Bob Henson parla dei “cinque posti da visitare prima che il riscaldamento globale li rovini per sempre”. Uno di questi è il Colorado Rocky Mountain, seguito dalla grande barriera corallina australiana e dai ghiacciai alpini della Svizzera, altre due bellezze naturali che stanno rapidamente cambiando forma. Mentre ero al concerto di Irene Grandi pensavo proprio a questo: il mondo sta cambiando i suoi connotati, la tecnologia sta ristrutturando la facciata della nostra vita, ma con Irene Grandi il tempo si ferma e tutto rimane come vent’anni fa.

Foto di Riccardo La Valle

Esattamente come quando nel duemila cantava La Mia Ragazza Sempre sul palco di Sanremo. Ricordo che eravamo tutti in salotto quando è apparsa lei, vestita a metà strada fra una cantante punk e un componente disperso dei Lunapop. “Nessuna è più bella di me” cantava la canzone, ed io invidiavo tutta quella grinta e sicurezza che dimostrava sul palco. Grinta e sicurezza che, di certo, non ha perso!
Oggi non veste più in quel modo, ma l’anima rocker della cantautrice di Firenze è rimasta intatta. Così come la sua voglia di comunicare col mondo, di dare la sua versione dei fatti, di esserci e vivere un presente musicale che è ancora luminosissimo per lei. Irene quest’anno, infatti, festeggia i venticinque anni di carriera con “Grandissimo Tour”, in cui ripercorre la sua vastissima produzione artistica dagli esordi ad oggi. Prende nome dal suo ultimo album, Grandissimo, che si avvale della produzione di un grande Saverio Lanza (che mantiene le file degli arrangiamenti anche durante i live) .

Foto di Riccardo La Valle

I nuovi arrangiamenti proposti non fanno che conclamare Irene Grandi non solo una grande interprete, ma anche una colonna miliale della musica leggera italiana che non passa solo dal registro melodico, ma che abbraccia sonorità rock, jazz e blues. I brani scorrono veloci, come un album fotografico che raccoglie attimi indimenticabili di una generazione cresciuta a pane e festivalbar. I Passi Dell’Amore apre il concerto, e nonostante la scelta di utilizzare un nuovo inedito come apertura, il brano coinvolge il pubblico, esattamente come la su hit La Cometa Di Halley, uno dei suoi più grandi successi del decennio scorso. Anche per quest’ultimo brano, l’arrangiamento è più maturo e meno frivolo! Ancora più del motivetto, ne esce fuori una profondità assolutamente inedita.

Foto di Riccardo La Valle

Uno dietro l’altro, passano brani come Alle Porte Del Sogno, Un Vento Senza Nome, e altri capolavori che nell’ultimo lavoro discografico Irene interpreta con due magistrali artiste: Carmen Consoli e Fiorella Mannoia.
Il pubblico canta come a un karaoke di paese. Il parterre diventa una giostra dei ricordi dal quale è impossibile scendere: Bruci La Città, Un Motivo Maledetto, Come Tu Mi Vuoi, sono solamente alcune delle canzoni che hanno caratterizzato maggiormente la serata! Ma è stato più di tutti l’omaggio a Pino Daniele a far emozionare il pubblico. Ad anticipare questo momento, una breve clip a testimonianza di un sincero rapporto, e poi Se Mi Vuoi, a far sciogliere tutti in una commozione sincera. C’è posto però anche per omaggiare la grande artista che l’ha voluta sul palco con lei durante l’ultimo Sanremo, per la serata duetti. Parliamo di Loredana Berté, e oltre le belle parole spese per l’amicizia che le unisce, Irene ha cantato Cosa Ti Aspetti Da Me, riproponendo proprio il pezzo che le ha viste insieme non solo sul palco del teatro Ariston, ma anche sui tanti palchi che hanno condiviso questa estate.

Foto di Riccardo La Valle

Alla fine del concerto, però, a prevalere  è un forte sentimento di nostalgia. Irene Grandi è la voce dei tempi passati, e che non è possibile replicare. Perché è inspiegabile il successo di un brano come Bum Bum, se non iscritto al periodo storico che ha vissuto, e che oggi non sarebbe più possibile rievocare. Vuoi perché i millenials non lo conoscono, vuoi perché quel periodo è stata una parentesi sociale che con i mezzi che abbiamo oggi non può riproporsi. E sì, in radio continua a passare il trapper di turno, ma c’è stato un momento della musica italiana in cui la sua voce era presente in ogni stazione, e rivivere quel ricordo è un’esperienza ed un regalo.

 

Foto di Riccardo La Valle

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Immagine di copertina: Pagina Facebook Irene Grandi

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