Costa dei Trulli è un festival pugliese, finanziato con Fondi europei di Sviluppo e Coesione 2014-2020 e con il patrocinio della Città Metropolitana di Bari, che rappresenta una delle migliori proposte per il turismo culturale della regione. L’obiettivo del festival è fare rete tra i comuni, superando i campanilismi, al fine di valorizzare le bellezze e la cultura dei luoghi. La rassegna è infatti itinerante e coinvolge i comuni di Fasano, Monopoli, Conversano, Castellana Grotte e Alberobello. Questa edizione ha puntato alla scelta di artisti nazionali e internazionali, in una chiave che potesse favorire un turismo per borghi legato alla sostenibilità.
Per Artwave abbiamo seguito i concerti di Gazzelle in Piazza Ciaia a Fasano (25 agosto) e di Max Gazzè alla Banchina Solfatara di Monopoli (31 agosto).

Costa dei Trulli – Fasano (Ph. Francesco Schiavone)

Gazzelle, al secolo Flavio Bruno Pardini, è l’artista romano che macina sold out. È uscito lo scorso novembre il suo nuovo album “Punk”, un insieme di ballatone che passano di diritto dall’indie al mainstream perché giocano sul sentimentalismo, e d’altronde chi non ha mai conosciuto quel “pezzo di fango” raccontato nel brano “Meglio così” con cui ha aperto la serata.

Costa dei Trulli – Fasano (Ph. Francesco Schiavone)

Nel concerto Gazzelle ha riproposto brani degli album “Superbattito” e “Punk” e, mentre nel primo (da cui ha scelto di eseguire per esempio “Balena“, “Quella te” e “Nmrpm“) è forte l’elettronica, in “Punk” gli arrangiamenti si fanno più complessi e pieni. Non mancano infatti note di piano e di archi a sostenere la sua voce inconfondibile, accogliendo anche sfumature più vicine alle sonorità britpop dei pieni ’90. L’indie di Gazzelle diventa popolare, e pensiamo ai brani “Polynesia“, “Sopra“, “Scintille“, perché è concettualmente di tutti e nel suo vortice si rimane incastrati.

Costa dei Trulli – Fasano (Ph. Francesco Schiavone)

Max Gazzè è invece un esploratore della musica che si impone rispetto ai cattivi esempi che ci vogliono incapaci di andare in profondità e soli nell’abitudine di non saper più ascoltare gli altri. Si è esibito in concerto a Monopoli nella tappa del suo tour “On the road”, dimostrando di essere un artista che va controvento con gentilezza, perché è riuscito a sdoganare l’idea che per arrivare ci si debba accontentare di percorsi artistici facili. E questo che potrebbe essere considerato un azzardo, si è rivelato il suo punto di forza con cui aprirsi al pubblico in maniera autentica.

Costa dei Trulli – Monopoli

E il pubblico ha avuto conferma della caratura di Max Gazzè che sembra quasi eludere le regole dello spazio-tempo con la sua musica paradigma di cose buone. La serata è stato un viaggio iniziato al piano, che poi è esploso nell’esecuzione dei fiati. La musica di Max Gazzè è selezionatrice di bellezza e di una prospettiva verticale. Ottima anche la scelta della grafica, realizzata con le intuizioni di un raffinato digital artist, che si accompagnava alle pulsioni delle luci stroboscopiche.

Costa dei Trulli – Monopoli

La favola di Adamo ed Eva” sintetizzava già nel 1998 la cifra stilistica dei successivi lavori di Gazzé: testi che accoglievano la filosofia, la mitologia e la religione (“L’origine del mondo“, “Raduni ovali“), atmosfere un po’ surreali e melodie orecchiabili (come quelle di “Vento d’estate”, “Cara Valentina”, “Una musica può fare” e la stessa “La favola di Adamo ed Eva“). Un mix che avrebbe poi contrassegnato album come “Max Gazzé” del 2000, “Tra l’aratro e la radio” del 2008, “Quindi?” del 2010, fino ad arrivare al più recente “Maximilian“.

Costa dei Trulli – Monopoli

E non è un caso che Gazzé abbia deciso di proporre nella seconda parte del concerto una selezione di brani pescati proprio dai dischi citati: “Il timido ubriaco”, “L’uomo più furbo”, “Il solito sesso”, “Ti sembra normale”,Mentre dormi”, “La vita com’è”, “Sotto casa” (con il pubblico sotto il palco a cantare e a ballare). Dal 1998 era effettivamente tutto scritto.

Foto di copertina: Francesco Schiavone

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