Dopo nove edizioni a Treviso, quest’anno, per la prima volta l’Home Festival è sbarcato a Venezia (ve ne abbiamo parlato qui), portando con sé la musica di oggi, con artisti italiani e internazionali da tutto il mondo.

Credit: homefestival.eu

Oltre ventimila presenza nei tre giorni di festival (12, 13 e 14 luglio) e quasi cento band live. Questi i numeri per la “data zero” dell’Home Festival, che, per l’occasione, ha cambiato “veste” e location, sfruttando i grandi spazi del Parco San Giuliano, il parco urbano più grande d’Europa, affacciato sulla laguna di Venezia.

Decine di migliaia di giovani e famiglie, un parco verde bellissimo, tanta musica sotto il sole cocente e la pioggia battente. Un evento atteso, un festival di tre giorni che ha portato la grande musica di nuovo a Venezia come non accadeva da anni. L’edizione segna l’avvio di un progetto decennale che vedrà impegnati gli organizzatori di Home, il Comune di Venezia ed il suo braccio operativo VeLa SpA nello sviluppo dell’evento sia in termini artistici sia a livello di logistica e di integrazione con il territorio metropolitano. Il tutto grazie agli interventi in corso di realizzazione al Parco San Giuliano, che hanno gettato le basi per rendere disponibile un’area attrezzata in grado di ospitare grandi eventi internazionali.

Credit: homefestival.eu

Noi siamo stati alla data conclusiva del festival, quella di domenica 14 luglio, in cui si sono esibiti artisti internazionali del calibro di Young Thug, rapper e produttore discografico statunitense, noto per il suo stile “mumble”, che ha collaborato con nomi come Gucci Mane e Kanye West; Gué Pequeno, il noto rapper italiano con alle spalle una carriera di successi; i Boomdabash, band pugliese che mischia reggae e dancehall, reduce dal Festival di Sanremo con il loro tormentone “Per un milione”; Elettra Lamborghini, la “twerking queen nostrana”, nipote di Ferruccio Lamborghini, fondatore dell’omonimo marchio di auto di lusso. Oltre a questi meritano sicuramente una menzione Anastasio, la star rivelazione di quest’edizione di X Factor, Sick Luke, noto producer di numerosi rapper stranieri e italiani (Dark Polo Gang), il suo amico e collega Side Baby, ex membro della DPG e ora uscito con il nuovo singolo “Non sei capace”, che anticipa l’album da solista in uscita per il 2020 per Island Record, e i Bloc Party, la band indie rock che vanta milioni di ascolti su Spotify.

Le attese per questo evento erano altissime e la macchina organizzativa che si è mossa è stata davvero imponente, con oltre cinquecento persone dello staff impegnate quotidianamente nella tre giorni di festival. Oltre a questa, sono stati previsti parcheggi gratuiti, navette e mezzi pubblici potenziati per avvicinarsi all’area; un ingente spiegamento di agenti della Polizia locale e delle Forze dell’ordine è stato schierato per permettere alle persone di vivere il festival in maniera ottimale e per garantire la sicurezza.

Non sono comunque mancati i disagi e imprevisti dell’ultimo minuto. Infatti, a causa della mancata installazione di un palco per questioni di sicurezza, l’organizzazione ha comunicato, a pochi giorni dall’inizio del festival, che, tra gli oltre 100 artisti previsti, alcuni non potranno esibirsi. Fra questi gli attesissimi Aphex Twin, John Hopkins, Modeselektor, Adam Beyer, Mura Masa e The Vaccines. Una brutta notizia per tutte quelle persone che avevano già comprato i biglietti sicuri di poter ascoltare dal vivo i propri artisti preferiti. Poche ore dopo, a seguito di numerose richieste di rimborso e lamentele, lo staff organizzativo ha annunciato le modalità ufficiali di rimborso dei biglietti, placando l'”ira funesta” dei fan più delusi.

Nonostante questo piccolo incidente di percorso e il maltempo che si è abbattuto sul parco nella giornata di sabato, il festival si è svolto all’insegna del puro divertimento e della musica che meglio incarna le paure, le speranze e le contraddizioni del nostro tempo.

Così, per un intero fine settimana a San Giuliano hanno vissuto gomito a gomito ragazzi e adulti di ogni parte del mondo. Significativi, infatti, sono stati i flussi dall’estero: in molti hanno scelto di vivere un week end a Venezia e Mestre grazie a Home Festival: si segnalano spettatori provenienti da Australia, Estonia, Russia, Finlandia, Cina, Scozia e Inghilterra che appositamente hanno raggiunto San Giuliano per partecipare al festival.

E oggi non c’è festival di musica internazionale che si rispetti che non preveda anche il campeggio. Così è stato anche per l’Home Festival, che ha messo a disposizione del pubblico diversi tipi di tende, dalla formula “Easy Stay” alla “Exclusive Suite”, per vivere un’esperienza di vero “glamping”, a metà strada tra camping glamour, immersi nella natura e sotto un manto luccicante di stelle.

Tanti anche i partner, istituzionali e non, per questa prima edizione: da TGCOM24 a VH1, da Spotify a Vivo. Ma anche brand di rilevanza internazionale che hanno allestito appositi stand, aree relax o ristoro all’interno del campo: da Levi’s a Clipper, da Aperol Spritz a RedBull. Anche noi di Artwave siamo stati parte di questa grande famiglia e abbiamo supportato il lancio dell’edizione zero in qualità di media partner e di promoter con un contest sui nostri canali social che ha permesso ai due fortunati vincitori di partecipare gratuitamente al festival!

Credit: homefestival.eu

Conclusa questa edizione, adesso Home Festival guarda avanti. L’organizzazione, infatti, sta già lavorando in sintonia con l’amministrazione comunale per programmare l’edizione 2020 di Home Festival Venice. La strada per portare la musica ed il pubblico delle grandi occasioni a San Giuliano è ormai aperta. Venezia, con questo evento, è tornata a competere con i più grandi festival musicali europei, dimostrando di potersi affermare nei prossimi anni come una delle realtà metropolitane più attrattive in fatto di cultura giovanile.

La location unica al mondo, un sistema organizzativo serio e professionale e ospiti illustri della scena musicale di oggi fanno di questo festival uno degli appuntamenti più interessanti degli eventi musicali europei, un’esperienza da provare almeno una volta nella vita, magari da abbinare ad una gita ne La Serenissima, tanto per concludere in bellezza.

© riproduzione riservata