La luce al buio. Giunto alla sua diciannovesima edizione, il Club To Club consolida la propria vocazione di festival polimorfo, proponendo un cartellone ricco ma tenuto insieme dall’attenzione alle nuove tendenze che si muovono nel sottosuolo dell’industria musicale internazionale. Negli anni, il festival ideato da Giorgio Valletta, Roberto Spallacci e Sergio Ricciardone è cresciuto non soltanto nei numeri delle presenze ma anche, e soprattutto, dal punto di vista della proposta artistica, arrivando ad ospitare nomi come Aphex Twin, Thom Yorke, Four Tet, Jon Hopkins, Kraftwerk, Kamasi Washington per citarne solo una piccolissima parte. Obiettivo del festival è da sempre quello di esplorare il presente ed insieme aprire scorci sul futuro; è anche per questo, dunque, che si inserisce anche nella più ampia cornice della settimana dedicata all’arte contemporanea del capoluogo torinese, insieme ad Artissima e Paratissima. Non solo musica, comunque, perché l’esperienza costruita dal Club To Club – come e più di ogni festival che si rispetti – ruota anche attorno ad un’identità visiva immediatamente riconoscibile, quest’anno curata da Weirdcore, che puntava ad esplorare i confini più labili della percezione umana, con un lavoro di animazione che va al di là della semplice interpretazione visiva: anche su questo giocava, quindi, il claim di quest’anno (“La luce al buio”) con l’utilizzo di un ossimoro che richiama sensazioni non usuali. (qui potete trovare il trailer)

Come da diversi anni a questa parte, il festival si articola in diversi luoghi di Torino: dalle Officine Grandi Riparazioni al quartiere di San Salvario, da Porta Palazzo alla storica venue del Lingotto Fiere. Proprio qui siamo stati sabato 2 novembre per i concerti (tra gli altri) dei Chromatics, dei The Comet is Coming di Shabaka Hutchings, di Romy e di Floating Points e queste sono le foto scattate da Davide La Licata.

Immagine di copertina: © Davide La Licata

 

 

 

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