Ricordo quasi tutto segna il ritorno nell’industria musicale di Adriano Zanni, che spesso è conosciuto soltanto per la sua carriera da fotografo, ma in realtà è anche un artista musicale emergente. Pubblica spesso reportage sui viaggi nel suo blog personale ed è fotografo ufficiale per IlPost.it, svolgendo una solida collaborazione con la rivista Ravenna e Dintorni. Negli ultimi anni si è inoltre impegnato in un progetto tutto suo, Soundtrack for falling trees, raccolta di foto scattate ad alberi solitari durante i suoi numerosi viaggi. Quest’ultima opera è stata pubblicata da MBSF Studi Fotografici nel Febbraio del 2019 e contiene le immagini in bianco e nero di alberi. In particolare, l’artista ha usato l’immagine sottostante per descrivere la solitudine che accomuna questi alberi e l’uomo.

Fonte: © Adriano Zanni

L’ultimo album dell’artista, Ricordo quasi tutto, è una memoria sonora che racchiude il tempo che l’autore ha dovuto vivere in solitudine. Adriano Zanni infatti si è dedicato alla creazione della sua musica da un letto di ospedale e, successivamente, durante il ricovero in una casa al mare, dove ha potuto sfruttare una delle sue più grandi passioni per narrare una storia. Il progetto dell’ultimo album ha avuto inizio con l’utilizzo di un piccolo synth OP1, dove l’autore ha registrato le sue prime idee per poi svilupparle nella casa al mare: qui ha potuto ottenere l’ispirazione per Onde sinusoidali, pezzo che utilizza il suono dei fuochi di artificio per rimandare all’infanzia.

La cover dell’album Ricordo quasi tutto. Fonte: © Adriano Zanni

Ricordo quasi tutto racchiude i suoni dell’ambiente come in Conchiglie, cani, gabbiani, mare e nebbia, e questo ambiente circostante è spesso specchio dei sentimenti di Zanni come in Paura, fulmini e saette Fuoco, notte e le perline.

Le opere di questo autore vengono definite come brani di elettroacustica, cioè di un genere che si occupa dell’analisi e della riproduzione di suoni attraverso l’utilizzo di apparecchiature elettroniche ed elettromagnetiche. È un genere musicale che stabilisce le sue radici negli anni ’20. I pilastri dell’elettromusica sono Maurizio Bianchi, Stefano Lentini e Keith Fullerton Whitman.

Zanni era già stato attivo precedentemente sul mercato discografico: aveva pubblicato, infatti, insieme a Punck, Pialassa, che rendeva omaggio all’ossessione per il deserto rosso di Michelangelo Antonioni. Nel 2018 l’autore produce il progetto autonomo, Siamo quasi tenebra, ispirato all’Islanda e al libro Paradiso e Inferno di Jón Kalman Stefánsson.

Potete ascoltare il nuovo album qui e guardare le opere fotografiche di maggior successo nel suo blog personale.

 

Immagine di copertina: © Adriano Zanni
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