Adriana. Fonte: Facebook

Graziosa, sorridente e dalla voce dolce e forte: direttamente da Verona arriva Adriana, selezionata a Gennaio per il Coca Cola Future Legend, progetto di Annalisa Scarrone. Uno dei nostri migliori produttori, APOC, gestisce la base del suo singolo di partenza: se non avete ascoltato Black Heart, vi si raccomanda di farlo. È una traccia soul che combina tradizionale e moderno, e che mette in mostra un talento vocale ormai raro nel mercato musicale di oggi. Intanto potete trovarla su Instagram, e ascoltarla qui sotto in esclusiva per Artwave.it. 

 

Black Heart è ispirato a qualche evento o persona della tua vita? Se sì, ti va di raccontarcelo?

Il Black Heart rappresenta la mia unicità, il mio modo di espressione che ho trovato nella musica.  Non è tanto dedicato a me stessa, ma a dove ho trovato la mia unicità. Allo stesso tempo, mi piace pensare che questo Black Heart, che rappresenta me, può significare qualunque cosa per qualcun altro. La mia unicità, rappresentata da questo “Black Heart”, può essere qualsiasi altra cosa. Una cosa in cui ci si può identificare tutti, ecco. Diciamo che, assolutamente, la protagonista di Black Heart è proprio la musica in sé. Chiunque può trovare un “Black Heart” in cui identificarsi, che per me è un cuore nero, ma per altre persone potrebbe essere un altro singolo.

Quando hai cominciato a cantare? Hai avuto ispirazioni in famiglia? 

Ho cominciato fin da piccola. Mio padre è di origini africane, della Guinea Bissau, e lì a livello culturale la musica fa parte proprio della vita quotidiana. Mio padre ha portato la musica nella mia casa sin da quando ero piccola, ed è sempre stata, diciamo, un filo conduttore. È sempre stata presente, con le mie sorelle abbiamo sempre cantato. È partito tutto da lì. Ho sempre cantato, sono autodidatta, mi sono sempre dedicata alla musica, nella vita faccio la ballerina, quindi diciamo che ho dedicato ad essa la mia vita. Molti mi chiedono quando ho iniziato a cantare ma non c’è un inizio, ho sempre cantato.

Hai qualche evento da raccontare riguardo il progetto Coca Cola Future Legend?

È stata un’esperienza fantastica. La cosa che più, sicuramente, mi rimarrà è stato avere la fortuna di collaborare con Annalisa, una grandissima artista che mi ha selezionato personalmente per far parte del suo team. A quel punto è diventata la mia coach, e insieme abbiamo scritto una altro pezzo che uscirà più avanti, insieme a Patrizio Simonini che è, appunto, il producer di Annalisa. La cosa che sicuramente mi rimarrà di più, al di là dell’esperienza che è stata fantastica, è stata proprio questa collaborazione, che mi ha dato tanto.

Adriana. Fonte: Facebook

Per un eventuale album ti piacerebbe seguire la linea creativa di Black Heart o provare anche altri generi?

Sicuramente mi piace sperimentare, questo è poco ma sicuro. C’è già un progetto in corso, ovviamente, con un produttore molto forte che si chiama APOC. Diciamo che, a livello stilistico, il Soul e l’R&B sono quello che più mi rappresenta, ma mi piace anche variare, ecco. Molto presto uscirà il remix house di Black Heart. Mi sento molto rappresentata all’interno dello stile Soul e R&B, ma non voglio essere etichettata solo per questa cosa qui. Mi piace variare, mi piace essere versatile, quindi usciranno sicuramente anche cose diverse.

Che rapporto hai con Flesha e APOC? 

Lo chiamo “fratello“, ma Flesha non è mio fratello di sangue, nel movimento hip hop ci chiamiamo tutti “fratelli” e “sorelle”. Di sorelle ne ho due, anche loro appassionate di musica, ma la cosa si limita a questo. Flesha mi ha accompagnato in questo percorso, ma la produzione finale di Black Heart è stata fatta da APOC, che è quest’altro produttore che mi sta seguendo per questo progetto e album. Nel 2018 è stato proclamato uno dei 10 migliori produttori d’Italia per l’hip-hop e l’R&B e al momento collaboro con lui.

Verona, la città romantica. Sei affezionata alla tua città?

Assolutamente sì. La mia famiglia ha origine di Vicenza, la mia infanzia l’ho passata in quella provincia, però è un bel po’ di anni che sono qui. Adoro Verona. È una città bellissima, molto romantica. Mi ci trovo davvero molto bene.

Che opinione hai del panorama musicale, italiano e mondiale, di adesso? 

Sicuramente l’Italia è piena di artisti molto talentuosi. Quello che cerco in un artista è la capacità di comunicarti qualcosa, un’emozione reale. Di mandare dei messaggi, diciamo. Secondo me ci sono degli artisti in Italia che questo lo fanno assolutamente. Diciamo che della musica italiana mi piace il fatto che mi arrivi proprio “dritta”. A livello del panorama internazionale, per quanto io sia praticamente bilingue visto che per molti anni ho vissuto all’estero e parlo bene l’inglese, la musica non è comunque diretta come in italiano. Questa è per me la differenza principale tra la musica italiana e quella internazionale. Poi, nel panorama internazionale, specie nel campo R&B soul, è pieno di artisti molto bravi che portano quella innovazione che in Italia manca. Prendiamo ad esempio A COLORS SHOW, canale youtube che seguo molto, e che presenta quotidianamente nuovi artisti di tutti i generi, soprattutto del panorama Soul/R&B.

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