Sembra incredibile in questi tempi di autotune, reggaeton, trap e quant’altro, eppure esistono ancora le chitarre. Non solo: hanno ancora un fascino intramontabile, che resiste strenuamente alle mode e ai cicli, che appassiona ogni giorno nuovi giovani e alimenta il desiderio di esprimersi di tante band. Oggi vi raccontiamo quello dei Cara Calma, gruppo bresciano nato dall’incontro di quattro ragazzi con alle spalle una “gavetta” non da poco con altri progetti rock/hardcore e che si è fatto conoscere ed apprezzare con il primo disco Sulle punte per sembrare grandi (Cloudhead Records/Phonarchia Dischi). I quattro hanno raccolto, anche grazie ad una notevole attività dal vivo, un seguito non da poco. Così, a poco meno di un anno di distanza dal precedente, l’8 marzo scorso è uscito il nuovo  lavoro: Souvenir. A differenza del primo lavoro, Souvenir ha un carattere forse meno spinoso e più rotondo, ma non per questo meno efficace: una voce graffiata e distorsori a palla sostenuti da una ritmica solidissima, si lasciano di rado andare a momenti di respiro che sono però fisiologici per poter trattenere ancora il fiato nell’esplosione sonora che li segue (Universo, Com’era per noi). Il risultato è un lavoro brillante, ancora una volta, che mantiene alta l’attenzione sulla band e promette – nuovamente – grandi cose in tour.

Ma adesso passiamo alle cose che ci hanno raccontato Fabiano, Cesare, Riccardo e Gianluca: qui di seguito l’intervista.

Due anni e due dischi (anzi, per essere precisi, poco più di un anno): dove è nato Souvenir?

Riccardo: Souvenir è nato e cresciuto durante il tour di promozione di “Sulle punte per sembrare grandi”. È stato solo grazie a tutte le esperienze vissute e condivise in quest’ultimo anno se siamo riusciti a scrivere un secondo disco in così breve tempo. Non è stata una scelta programmata, in testa avevamo solo la voglia di suonare il primo disco e di concentrarci su quello, ma man mano che il tour proseguiva le idee affioravano e ci siamo trovati ad ottobre (2018) con le bozze di dodici pezzi, quasi senza rendercene conto. Ci siamo trovati ad un bivio: suonare per altri mesi o interrompere il tour per dedicarci ad un nuovo album? La scelta non è stata facile ma la voglia di incidere qualcosa di nuovo e farlo ascoltare a tutti alla fine ha prevalso.

Si dice che il secondo disco sia sempre più difficile, e voi in occasione del primo diceste che era venuto fuori quasi spontaneamente; c’è più metodo in questo secondo lavoro o è figlio della stessa urgenza?

Fabiano: Se il lavoro fatto con “Sulle punte per sembrare grandi” è stato di “pancia e cuore” diciamo che per “Souvenir” ci siamo presi più tempo per curare minuzie e fare scelte più ragionate, ma mai a discapito delle emozioni. Con questo disco raccontiamo le esperienze che ci hanno accompagnati durante questo primo anno di vita in tour e di conseguenza il risultato è comunque un album estremamente sincero sotto il punto di vista emotivo. Scriviamo per ricordare e delle volte per esorcizzare, è questa la vera urgenza che accomuna i nostri lavori.

Il video di Rodica, primo singolo estratto da Souvenir.

Souvenir come il ricordo di un anno passato in giro a suonare; la musica per voi che ruolo ha?

Cesare: Come qualsiasi artista dirà, facendola diventare un cliché più che una risposta, ti dico che la musica per noi è tutto; la musica rappresenta il passato, il presente ed il futuro e questo Souvenir che cerchiamo di bloccare nel tempo è il risultato di tutte le nostre emozioni; esperienze e sogni raccolti durante il nostro viaggio. Speriamo che questa istantanea musicale riuscirà un giorno a strappare un sorriso a noi e a tutti quelli che la riascolteranno

Anche perché per voi – se non andiamo errati – la musica è – ancora – un “passatempo”.

Gianluca: La musica ha un ruolo fondamentale nelle nostre vite. Personalmente è quella cosa che mi ha aiutato a crescere, formarmi, sbagliare. Qualsiasi cosa io abbia fatto o deciso è sempre stata legata alla musica. Non so che persona sarei diventato senza.

Riccardo: La musica per noi non potrà mai essere solo un “passatempo”. Nella mia testa è presente in ogni cosa che faccio, che penso, che amo e che odio. Se si parla di capacità remunerativa nel nostro caso è ovviamente troppo presto per parlare della musica come un vero impiego capace di sostentarci, ma il nostro approccio è quello che avremmo verso un lavoro vero e proprio, costretti spesso a mettere in secondo piano il primo impiego, un’infinita serie di legami e rapporti, noi stessi. Se credi in quello che fai, se provi delle sensazioni che nient’altro riesce a darti, a livello mentale il passatempo diventa tutto il resto.

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A volte le parole sono superflue, ma due ve le vogliamo dire comunque. SOLD OUT. Grazie a @endrigoband e @ilcorpodocenti ​ che ci hanno accompagnati in questa serata assurda, grazie ad @ivobucci ​ e @dmncvoina ​ dei @voina_of ​ per l'alleanza alcolica, grazie allo staff impeccabile della @latteriamolloy , a tutta @tube.agency perché non potevamo desiderare compagni di squadra migliori, alle nostre etichette @cloudhead_records ​ e @phonarchia_dischi , ad @astarteagency per il supporto incondizionato. Grazie ad @alessandro_baccoli , il vero numero 1! Infine grazie a VOI che ci avete regalato un ricordo da portare nel cuore per molto, molto tempo. Galleria foto della magica @valentina.cipriani ✨

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Quale pensate che possa essere l’evoluzione della scena rock italiana? Ci sono molte band più o meno emergenti che provano a dire la loro (i Voina coi quali avete collaborato in Otto Ore, come anche i Riviera, i Quercia e altri). Percepite un pubblico che cresce?

Cesare: Non si può negare che negli ultimi anni il rock sia stato un po’ messo in disparte in favore di altri generi come Trap, hip-hop, itpop ecc., ma confidiamo che questo interesse crescente di cui parlavi, possa essere un trampolino per rilanciare un tipo di musica che probabilmente è immortale. La musica è ciclica e le chitarre hanno già preso abbastanza polvere.

In generale, comunque, stiamo assistendo da tempo ormai a un grande ritorno della musica italiana; c’è posto anche per la scena alternativa in questo revival?

Gianluca: C’è posto per tutti! Mi capita spesso di parlarne con amici di questa cosa e sono dell’idea che la musica, di qualsiasi tipo e genere, debba avere la possibilità di essere ascoltata da tutti. Con questo non voglio dire che dovrebbe esserci un appiattimento della scelta ma che comunque ogni artista dovrebbe avere la possibilità di dire la sua.

Quindi dobbiamo aspettarci un altro disco tra meno di un anno? A parte gli scherzi, cosa sperate per il futuro? Realisticamente parlando, ma anche no.

Fabiano: Non sappiamo cosa aspettarci dal futuro, ma certamente sappiamo quello che vogliamo: Avere la possibilità di suonare il più possibile, e portare la nostra musica a contatto con persone nuove. In fin dei conti è tutto ciò che abbiamo.

Che valore avrà questo Souvenir tra, magari, vent’anni?

Fabiano: Speriamo semplicemente di riascoltarlo ripensando a questi tempi felici con un sorriso sulla faccia, e con la consapevolezza di aver fatto sempre del nostro meglio.

Cara Calma sono in tour e lo saranno per tutta l’estate, non vi resta che seguirli sui loro canali social che trovate qui sotto:

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