di Manuel Saad e Claudia Pasquini

Questo 2019 sta per giungere al termine e noi di Artwave abbiamo deciso di racchiudere in soli dieci nomi – nonostante sarebbero molti di più – , gli artisti che sono riusciti a portarsi a casa la nostra e la vostra attenzione.
Nella speranza che il 2020 sia un anno pregno di buona musica e di concerti memorabili, ecco a voi i dieci artisti che hanno ricoperto un ruolo fondamentale nelle cuffie di molti di voi.

I Hate My Village

I Hate My Village è, decisamente, il progetto più d’impatto e frizzante del 2019. Il primo e unico disco, omonimo, è stato concepito e realizzato con un’attitudine degna della migliore vecchia scuola, in quanto è stato registrato rigorosamente su nastro: nudo e crudo nella registrazione, nudo e crudo nel suono; un anno di gestazione per plasmare un’idea, una decina di giorni per materializzarla. Il disco riesce a unire quel senso di carne cruda ed ossa rotte, misto a fuochi accesi di accampamenti sparsi nella foresta: suoni caldi e ritmi morbidi che vanno a incastrarsi in dinamiche complesse degne del migliore sperimentalismo.

Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion), Fabio Rondanini (Calibro 35, Afterhours), Marco Fasolo (voce e chitarra dei Jennifer Gentle) e Alberto Ferrari (cantante dei Verdena): sono queste quattro menti ad essere riusciti a portare sui palchi italiani un prodotto diverso, musicalmente impeccabile e professionale.

Brunori Sas

Che Dario Brunori sia uno dei migliori cantautori italiani che ci sono in circolazione, oggi, è sicuro.
Che il suo ultimo singolo, “Per due che come noi”, abbia conquistato tutti, anche.

Nonostante A casa tutti bene, il suo ultimo album uscito nel 2017 per Picicca Dischi, sia stato ascoltato per molto tempo, il nostro Brunori è tornato quest’anno con due singoli mostruosamente belli: “Per due che come noi” e “Al di là dell’amore”.

Del primo c’è poco da dire: un inno all’amore più puro, senza fronzoli, che non ha paura di dire “ti amo”.
Come anche A casa tutti bene, primo singolo uscito dopo quasi tre anni, che non ha paura di interrogarsi su ciò che rappresenta quella linea sottile che divide il bene dal male.
Fin dal suo esordio, Brunori Sas ha dimostrato sempre di essere un cantautore valido, vero e genuino, in grado di misurarsi, tranquillamente, con i mostri sacri del passato musicale italiano.

Glen Hansard

Siamo andati a vedere il cantautore irlandese, Glen Hansard, all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 12 novembre. Come abbiamo già scritto in precedenza, più che un concerto è stato un viaggio unico di sola andata, un’esperienza unica.
Il suo ultimo album, This Wild Willing ha confermato la sua incredibile dote di autore, performer e musicista.

Zen Circus

Indubbiamente, il 2019 è stato l’anno degli Zen Circus, una delle rock band italiane più forti e comunicative che abbiamo nella nostra scuderia.
Quest’anno, la band ha festeggiato venti anni di carriera e dieci anni dal primo disco cantato, interamente, in italiano. Dopo l’esperienza sanremese, la band ha deciso di festeggiare il suo ventennale con l’uscita della raccolta Vivi si muore 1999-2019.
Per non farsi mancare nulla, gli Zen Circus hanno anche pubblicato la loro anti-biografia, Andate Tutti Affanculo edita da Mondadori che ha raggiunto un notevole successo nelle varie classifiche.
Per l’occasione, infatti, siamo riusciti a intervistarli per farci raccontare qualcosa di più dietro il loro bellissimo progetto che rappresenta, per molti, una vera e propria famiglia nella quale ritrovarsi.

Nick Cave

Il tuo dio non sarà mai come Nick Cave”, urlava un nostro articolo. E lo pensiamo ancora, ovviamente.
Quando il 3 ottobre uscì Ghosteen, il suo diciassettesimo e ultimo album in studio, non siamo riusciti a non dire la nostra, sottolineando ancora una volta la grandezza di questo personaggio.
Proprio qualche giorno fa, il nostro Cave ha fatto un bellissimo regalo ai suoi fan, pubblicando su YouTube il film-concerto “Distant Sky” che uscì al cinema tempo prima.
Con amore per Natale, Nick”, ha scritto sui suoi social il cantautore australiano che ha sempre avuto un occhio di riguardo per il suo pubblico, cercando di annullare il più possibile la distanza tra lui e noi.

Billie Eilish

Billie Eilish è la nuova stella del dark pop mondiale. Da marzo di quest’anno la diciassettenne americana sta continuando a scalare le classifiche di tutto il mondo con i suoi singoli dalle atmosfere cupe e malinconiche, tra cui all the good girls go to hell, bury a friend e everything i wanted (quest’ultimo il più recente, pubblicato il 13 novembre 2019).

Il singolo che ha proiettato la giovane cantautrice verso il successo planetario è senza ombra di dubbio Bad guy, numero uno nella Billboard Hot 100, grazie al quale è riuscita a scalzare dal primato Old Town Road, il singolo del rapper Lil Nas X, dopo 19 settimane consecutive. L’11 luglio è stata rilasciata una versione del singolo insieme a Justin Bieber, da sempre il mito della ragazza.

L’album di debutto di Billie Eilish si intitola When We All Fall Asleep, Where Do We Go? ed è stato scritto, prodotto e registrato interamente da lei e dal fratello Finneas nella loro casa di Highland Park, a Los Angeles.

Achille Lauro

Che ci piaccia o no, Achille Lauro è una delle rivelazioni italiane di questo 2019. Prima della scorsa edizione di Sanremo in pochi lo conoscevano, mentre oggi tutti hanno ascoltato almeno una volta la sua Rolls Royce, della quale si è tanto parlato anche per via delle accuse portate avanti da Striscia La Notizia secondo cui la canzone sarebbe un inno alla droga.

Lauro De Marinis (vero nome dell’artista) rappresenta una rottura nella storia del Festival della canzone italiana: è stato il primo trapper ad esibirsi sul palco dell’Ariston, portando per la prima volta davanti al grande pubblico delle sonorità che prima erano per pochi appassionati.

Dopo la partecipazione al Festival il rapper romano ha pubblicato il singolo C’est la vie, anticipando la pubblicazione del suo quinto album in studio, 1969. Il 25 ottobre è uscito 1990, che anticipa l’omonimo album, di cui ancora non si conosce la data di uscita.

Aiello

Aiello è un giovane cantautore cosentino che è riuscito a sfondare senza la partecipazione a nessun talent show o altri programmi televisivi.

I singoli che lo hanno portato al successo sono Arsenico, il cui video è una lunga Instagram story con l’influencer Emma De Longis, e La mia ultima storia. Questi hanno anticipato l’uscita del suo album d’esordio, Ex Voto, che tratta l’amore in tutte le sue sfaccettature, concentrandosi in particolare sul dolore causato dalla fine di una storia importante.

Le due hit di Aiello confermano il fatto che gli ascoltatori italiani stanno tornando ad amare un genere che per anni era stato messo da parte: il cantautorato. Con la sua voce profonda e graffiante il cantante racconta alcune vicende che hanno segnato la sua vita. Le parole dei suoi testi compongono delle storie che arrivano dritte al cuore dell’ascoltatore e lo fanno immedesimare in una vita che non è la loro, ma nella quale facilmente si identificano.

Fulminacci

Fulminacci è una promessa romana che quest’anno ha vinto numerosi premi e riconoscimenti grazie al suo album di debutto La vita veramente: il 25 giugno ha ricevuto il premio Giovani Mei – Exitwell come miglior giovane indipendente dell’anno; il 1 luglio si è conquistato la Targa Tengo per la categoria Opera Prima (uno dei maggiori riconoscimenti della Canzone d’Autore italiana); l’11 dicembre la redazione di Rockol gli ha attribuito l’omonimo premio come “artista dell’anno”, per essersi distinto per la sua attività musicale.

Filippo Uttinacci, che è stato uno dei protagonisti del Concerto del Primo Maggio a Roma, deve il suo successo ai singoli Borghese in borghese, Una Sera, La Vita Veramente e Tommaso.

Piccola curiosità: prima di dedicarsi totalmente al cantautorato, Fulminacci aveva preso la strada della recitazione, partecipando come attore in alcuni cortometraggi, nel film Fammi Parlare di Luca Iacoella e nel videoclip di In My Mind per la serie di Canale 5 Immaturi.

Leggi l’intervista di Artwave a Fulminacci qui.

Lewis Capaldi

Il 23enne scozzese Lewis Capaldi, che ha origini per metà italiane (da parte del padre), ha iniziato a far parlare di sé nel 2017, ma è a marzo di quest’anno con il brano Someone You Loved che si è fatto conoscere in tutto il mondo.

Il singolo ha scalato le classifiche di mezzo mondo e ha anticipato il suo album di debutto, Divinely Uninspired to a Hellish Extent, che è rimasto in testa alla classifica degli album del Regno Unito per sei settimane.

Lewis Capaldi è il primo artista internazionale ospite della settantesima edizione del Festival di Sanremo, che si terrà dal 4 all’8 febbraio 2020.

Qui la nostra playlist:

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