Oggi, Federico Fellini avrebbe compiuto 100 anni.
La redazione di Artwave.it ha deciso di rendere omaggio ad uno dei più grandi maestri del cinema italiano e internazionale, attraverso una Playlist che ripercorre alcuni dei temi presenti nel sempiterno film La Dolce Vita.

Manuel Saad ha scelto:

Iosonouncane – Stormi

I temi trattati nel film La Dolce Vita di Federico Fellini, sono numerosi. Ognuno di questi, però, è collegato da un unico filo conduttore il cui tessuto è immerso nel liquido della malinconia e dell’insoddisfazione. Marcello, infatti, è stanco e insoddisfatto di inseguire una vita che non gli appartiene. Un’insoddisfazione che, ancora oggi, come una nuvola nera sopra la nostra testa ci lascia sempre zuppi.

“Mi interessava ritrarre un uomo in quanto cosa vivente
tra cose viventi, o cosa morente tra cose morenti.
Volevo raccontarlo nel rapporto inscindibile con la vita a cui appartiene.”

Jacopo Incani in arte Iosonouncane, rispondeva così in un’intervista su Die, il suo secondo album uscito, ormai, quasi 5 anni fa.
Stormi“, una delle canzoni più forti del disco – certificata disco d’oro dopo quattro anni -, per molti aspetti, incarna proprio quell’atmosfera malinconica, quella paura e quel senso di abbandono introspettivo. Questa canzone, figlia del suo tempo, riesce a creare un’atmosfera analoga a quella che i personaggi felliniani avevano dentro. Un testo profondo che incontra una musica originale e fresca.

Francesco Motta – Del tempo che passa la felicità

Una continua ricerca introspettiva, favorita dalla solitudine. Francesco Motta, nel suo primo disco solista, La fine dei vent’annilavora molto su questo aspetto e in particolare il primo brano rilasciato, “Del tempo che passa la felicità“.
Marcello cova dentro di sé un agognato desiderio di ritrovarsi, di voler capire dov’è nascosta la sua felicità. Una ricerca motivata nel ricercare conferme nei personaggi che lo circondano.
Il testo di questa canzone è un colpo al cuore e il personaggio descritto da Fellini, avrebbe avuto pane per le proprie orecchie.

Claudia Pasquini ha scelto:

Lucio Battisti – Emozioni

Emozioni è una delle canzoni più famose di Lucio Battisti, nata dalla magica penna di Mogol. Nonostante i 50 anni che sono trascorsi dalla sua pubblicazione, avvenuta il 15 ottobre 1970, il brano è più attuale che mai.

Il testo è la riflessione interiore di un uomo che manifesta la propria rabbia, il proprio dolore, e la propria insoddisfazione, le emozioni che soltanto lui può sentire. Il protagonista prova le stesse sensazioni di Marcello ne La dolce vita: sente all’interno della sua anima emozioni contrastanti; a volte sente di essere in pace con il mondo, altre volte vorrebbe uccidersi “e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte/per vedere/se poi è tanto difficile morire”.

Giorgio Maria Duminuco ha scelto:

Cosmo – L’ultima festa

Il tempo in cui viviamo oggi non è di certo paragonabile a quello dei primi anni ’60, dove la forte ripresa economica garantiva mediamente a tutti l’idea di dolce vita. I giorni in cui ci troviamo adesso invece profumano a tratti di decadenza, e proprio per questo motivo il concetto di godere della vita è andato incontro ad una trasformazione netta.

Ci aiuta Cosmo a comprenderlo, con il brano del 2016 L’ultima festa appartenente all’omonimo album. Sonorità elettroniche all’avanguardia e andamento techno piazzano il pezzo direttamente sulla dancefloor per essere ballato, enfatizzando l’idea di celebrazione del divertimento.

Il testo, che si sposa perfettamente con la musica, ci presenta il momento dell’estasi contemporanea, il momento culmine in cui viene raggiunta quella condizione di estremo benessere poco prima che la serata finisca. Il corpo viene portato oltre le sue possibilità, c’è spazio per il cuore e per quello che si prova. È a tutti gli effetti un invito a godere della vita nonostante le circostanze, ad approfittare della dolce vita che può esserci concessa ai giorni nostri.

Mauro Bonomo ha scelto:

Baustelle – Veronica N.2

Dolce vita è diventato col tempo un contenitore per qualsiasi stereotipo associabile all’Italia: ne sia prova una veloce ricerca su Google che restituisce alberghi, offerte telefoniche, classifiche e quanto di più eterogeneo si possa immaginare. Per omaggiare la pellicola felliniana per eccellenza, però, dovremmo cercare di proporre qualcuno che sappia attualizzare la dimensione pop del mondo raccontato dal regista in un presente profondamente diverso. I Baustelle, nell’ultimo disco L’amore e la violenza pt.2, si sono confermati come i migliori narratori dell’attualità attraverso la canzone popolare: le tinte che utilizzano non sono più patinate come quelle degli anni ’60, ma rispecchiano le nevrastenie e le incertezze contemporanee. ‘Veronica pt.2’ oltre a essere il singolo che ha trainato l’album, è un manifesto delle intuizioni della band toscana e contiene i motivi più riusciti dell’intero disco. Questo presente così lontano dall’immaginario della Dolce Vita che viene ancora venduto ai turisti, trova nelle voci di Bianconi e Bastreghi un pregevole e onesto racconto.

Cristiana Dicembre ha scelto:

Stromae – Défiler

Stromae, già vicino ai problemi della nostra società, nel 2018 rilascia un singolo dalla critica sociale pungente. Défiler è il nome di un brano contraddittorio: fa da sottofondo alla sfilata reale della nuova collezione di abiti dell’artista stesso, denunciando al contempo i canoni di bellezza e di ricchezza imposti dalla società. Ne La Dolce Vita, Fellini fa in qualche modo lo stesso: rappresenta il bello di una vita ricca, mostrando come quest’ultima inciampi nell’eccesso dei suoi stessi difetti.  Il brano non ha un ritornello unico, inscena ritmi e strofe diverse dando l’impressione di non tornare mai sui suoi passi. In realtà si muove intorno tre ritornelli differenti tra loro, ma emblematici. Un po’ come ne La Dolce Vita, in cui Fellini ci trasporta estasiati nella bellezza delle immagini ricreate, e soprattutto nell’appeal di una vita lussureggiante e sfarzosa, attraverso cambi di scena sconnessi e quasi onirici. Stromae e Fellini, nella rappresentazione di queste due loro creazioni, si muovono tra una storia e l’altra sfilando sull’idea del bello da non dover deludere per essere all’altezza con i canoni imposti dalla società.

“Camminiamo nei ranghi, in gruppo oppure no, camminiamo da soli, cammina o muori, ma cammina dritto” “E il business, funziona, la salute, la famiglia e il resto, quello funziona” “ciò che conta è quello che abbiamo nel cuore, e quello che c’è nel conto”. 

STC ha scelto:

Peter Gabriel – Down the Dolce Vita

Nel 1960, quando uscì La Dolce Vita di Federico Fellini, tutti gli occhi erano puntati sull’Italia, e su quell’uomo che in un solo giorno dalla prima proiezione aveva ricevuto 400 telegrammi che lo accusavano di essere comunista, ateo, bolscevico. Il mondo intero stava a guardare e, quando un anno dopo la pellicola è stata candidata a due Oscar, si è impressa nella memoria globale. Per sempre.

Quasi vent’anni dopo, nel 1977, Peter Gabriel cita esplicitamente il film nel suo primo disco, con il brano “Down The Dolce Vita“. Non è che la punta di un iceberg, ma mostra che anche all’estero quel momento non è stato dimenticato. E, con ogni probabilità, non lo sarà per un po’.

Simona Del Re ha scelto:

Brunori Sas – Italian dandy

Trovare una canzone che rappresenti la Dolce Vita felliniana ai giorni d’oggi è difficile, perché quel film aveva tutto: dalla magia del mondo che raccontava, fino ad arrivare all’ambientazione ricca di bellezza che anche “solo” Roma ha regalato al suo regista. Per questo motivo, la parola d’ordine per trovare un brano che si avvicini anche solo un po’ al magico mondo messo in scena dalla sapiente arte di Federico Fellini, sarà leggerezza.

È vero, nel film del famoso regista riminese non tutto appare leggero. Questa parola, però, riesce a trovare la sua collocazione, non solo nella sua scena più celebre, ma anche nel lavoro del suo protagonista, combattuto tra l’essere un giornalista di cronaca mondana e il suo sogno di diventare scrittore.

Qual è la canzone scelta, quindi, per rappresentare questo mondo? È Italian dandy di Brunori Sas, uno dei cantautori più apprezzati del momento. Il brano, inserito nel primo album del cantautore calabrese, già dalle sue prime note mette in musica alcuni tra i simboli più “leggeri” dell’Italia degli ultimi decenni: Novella 2000 e la diva delle commedie anni ’70 Edwige Fenech. Districandosi tra Prevert, storie d’amore come quelle vissute da Marcello e le duecento poesie scritte dal protagonista di questa canzone, Italian Dandy ci fa sognare. Lo fa, però, non solo grazie alla voce di Brunori e al suo testo, ma anche grazie a quella leggerezza un po’ disincantata, ma anche un po’ triste così simile a quella messa in scena ne La dolce vita.

 

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