La Redazione Musica di Artwave ha deciso di raccogliere alcuni brani estivi per una playlist fresca da utilizzare nelle giornate più calde di questa afosa estate italiana.
Ovviamente, non ci saranno brani tormentoni per il semplice fatto che fa già caldo di per sé e l’ultima cosa che vogliamo è rendere l’aria musicale ancora più irrespirabile.

Maria Chiara Cionfi ha scelto:

Diaframma – “Agosto” 

Seguendo in presa diretta il filone degli “anti-tormentoni estivi” non potevamo farci sfuggire questo pezzo, così irriverente, scanzonato e così naturalmente estivo da guadagnarsi un posto di diritto in questa stravagante classifica. Stiamo parlando, quindi, di “Agosto”, un brano datato 1988 firmato da quei maledetti toscanacci dei Diaframma di Fiumani, una traccia capace di trasudare genuina spensieratezza da tutti pori. Un brano estivo fino al midollo, che ci illustra, tuttavia, lo scenario di un agosto atipico, casalingo, in cui l’impellente necessità, qui inesorabilmente mancata, di fuga ed evasione prende forma nel modo più riservato, torbido e malandrino mai immaginabile. Insomma, tra giornaletti furbetti e la tipica afa fiorentina, Fiumani ci catapulta nel mood proprio di un’estate diversa, un’estate in cui trovare escamotages sparsi e inusuali sembra essere l’unica via possibile per vivere un agosto che non ci aspettavamo così tanto privo di senso.

Agosto, mi avvantaggio nel tempo che manca ad un altro inverno,
Voglio un cambio che sia radicale, nato dall’interno.

Mariolina Falone ha scelto:

Metronomy – “The Bay” 

Il brano fa parte dell’album The English Riviera, pubblicato nel 2011 dalla band elettro-pop inglese Metronomy. The Bay è un posto di sole e spiagge sabbiose a sud-ovest dell’Inghilterra, nella zona balneare e turistica della cosiddetta “English Riviera”. Infatti, il riferimento inserisce il brano in un contesto decisamente estivo, che lo riempie di un’atmosfera calda e leggera. “The Bay” è un pezzo dal piglio solare e dal fascino retrò, con un ritmo accattivante che entra in testa insieme a una manciata di spensieratezza. Eppure, non manca di quel retrogusto nostalgico, tipico della fine della stagione estiva, che rende il brano perfetto da ascoltare anche sotto il sole degli ultimi giorni di agosto.

Lorella Greco ha scelto:

Bruno Martino – “Estate”

Era l’estate degli anni 60’, calda e rilassata sui lettini sulle spiagge, a godere del boom economico e ignara degli anni futuri. Tutti al mare a cantare canzonette, a bere vino e mangiare spaghetti, magari ai frutti di mare. Gi stessi che hanno intossicato il povero Bruno Brighetti, mentre scriveva il bellissimo testo di “Estate”, interpretato da Bruno Martino.

Un capolavoro che racconta di un amore sbocciato che poi, bruciatosi, rende tutto insopportabile e non si riesce più a godere dell’estate. L’estate, complice e traditrice, scenario di torment(on)i, di passioni, di sudore che rende appiccicosa la pelle. E Bruno Martino, una voce jazz col fascino del pianista, dell’artista, del cuore tribolato. Una combo che raramente non coglie nel segno. Chi ascolta o chi canta questa canzone, tra i quali Mina, Gilberto Joao, Chet Baker, Vinicio Capossela e tanti altri, possono percepirne l’anima.
Tutti aspettano l’inverno e la neve che copre ogni cosa, affinché forse un po’ di pace tornerà.

Simona Del Re ha scelto:

Perturbazione – “Agosto”

I Perturbazione sono una piccola perla rara che, ormai, da trentadue anni ci ricorda come si fa musica, quella buona. In tutto questo tempo ci hanno abituati a canzoni strappalacrime, orecchiabili, ironiche, danzerecce, filo-sanremesi. Insomma, ci hanno abituati bene. Proprio per questo parlare di tormentone estivo nel caso dei Perturbazione sarebbe sbagliato e, forse, fuoriluogo. Quindi, a furor di popolo la canzone che porta il nome di un mese da tanti atteso e da altri odiato, “Agosto, finisce tra quelli definiti anti-tormentoni.

Nato nel 2003, questo brano non ha niente a che fare con le traversate di Baby K da Roma a Bangkok o con il panino che Tommaso Paradiso ha mangiato a Berlino. Non si raccontano le corse in spiaggia, i tramonti sul mare o la spensieratezza di un’estate passata a sorseggiare cocktail in un lido della riviera romagnola. Ciò che, invece, emerge da questa canzone è quel senso di malinconia che un po’ tutti abbiamo vissuto all’affacciarsi del mese più caldo dell’estate. La sveglia che suona per ore, le giornate che si allungano, l’afa che opprime la città, si trasformano in un inverno emotivo che non lascia scampo ai più nostalgici. Se avete bisogno di una canzone che non contenga la parola despacito e avete voglia di far cadere una lacrimuccia sul vostro telo da mare, “Agosto” e il suo meraviglioso video vi aspettano.

Mauro Bonomo ha scelto:

Nicolas Jaar – “Telahora”

Siamo a luglio, e Nicolas Jaar è già al terzo disco prodotto quest’anno. Insomma il 2020 verrà ricordato drammaticamente ma se non altro è senza alcun dubbio l’anno della consacrazione definitiva dell’artista cileno. L’ultimo lavoro, ‘Telas’, è un meraviglioso caleidoscopio di suoni. Composto da quattro suite tutte oltre i dieci minuti e che ondeggiano tra la world music di Jon Hassell, la musica concreta e il free jazz di Sun Ra. Non solo: c’è spazio anche per incursioni glitch e droni che rimandano a un’aura mistica che pervade tutto il disco. Insomma qui davvero Jaar, dopo il bellissimo ‘Cenizas’ uscito pochi mesi fa (e che invitiamo a recuperare), dimostra di aver raggiunto, a soli trent’anni, una maturità artistica invidiabile. Difficile scegliere un brano, e allora perché non consigliarvi l’ouverture ‘Telahora’, come stimolo a proseguire nell’ascolto. Addentratevi tra i veli (telas significa questo) che si sfiorano come agitati da un vento caldo lungo tutto il disco: senza preconcetti, dimenticandovi delle definizioni di genere. Entrerete in un mondo sorprendente pieno di richiami e suggestioni. Lo aspettavamo al varco, come scrivevamo un paio di anni fa: ebbene, ha superato ogni aspettativa. 

Manuel Saad ha scelto:

Noah and the Whale – “5 Years Time”

5 Years Time“, conosciuta anche come “5 Years’ Time (Sun Sun Sun)“, è un brano della band folk rock inglese Noah and the Whale. Originariamente fu rilasciato nel 2007 ma dopo scarse vendite iniziali, il gruppo ha scelto di ripubblicare il singolo, facendolo scalare diverse classifiche di diversi paesi.

Uno xilofono, due violini, un ukulele, dei fischiettii e dei timpani. Una ricetta semplice che dona freschezza al pezzo e sicuramente un momento di respiro in questa estate afosa e asfissiante

And there’ll be sun, sun, sun all over our bodies
And sun, sun, sun all down our necks
And there’ll be sun, sun, sun all over our faces
And sun, sun, sun, so what the heck

Immagine di copertina: Alessio Colzani

 

 

 

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