Non facciamoci intimidire dalle parole di Miranda Priestley o dalla recente deriva impegnata e bacchettona che sta affliggendo l’Italia (dal “Basta con i lustrini” di Lele Mora al caso Paola Perego sulla lista delle donne dell’est).

La prima playlist targata Artwave si apre con il singolo più famoso di Oscar Scheller, in arte Oscar, giovane promessa del pop londinese. Il titolo Daffodil Days è ispirato a un buffo incidente con l’autocorrettore, la crux dei tempi moderni: Oscar voleva scrivere a un suo amico che stava avendo “dei giorni difficili” ma, inavvertitamente, quei “difficult days” sono diventati “daffodil days”. Segue April’s Song dei Real Estate, dal loro penultimo album Atlas (2014). Lo scorso 17 marzo è uscito il loro nuovo album In Mind, il primo dalla dipartita di Matt Mondanile. I cinguettii e il mantra in loop “Don’t haunt me / Don’t hurt me” di Give Up The Ghost (Radiohead) sono come un rito purificatorio prima di entrare nella lasciva Gardenia, contenuta nell’ultima insperata fatica di Iggy Pop, Post Pop Depression (2016). La strumentale Avril 14th di Aphex Twin fa parte anche della superba colonna sonora del film Marie Antoinette, di Sofia Coppola. In The Flowers è la traccia d’apertura di uno degli album più conosciuti degli Animal Collective, Merriweather Post Pavilion, di cui avrete sicuramente presente l’artwork, un esempio di illusione ottica ispirato a Akiyoshi Kitaoka.

L’album Merriweather Post Pavilion (2009) degli Animal Collective

Torniamo a farci cullare dalla voce di Thom Yorke in All For The Best, cover dei Miracle Legion. Questo brano nasce come contributo all’iniziativa promossa dalla Shout! Factory: un album tributo per il leader dei Miracle Legion, Mark Mulcahy, che nel 2008 aveva inaspettatamente perso la moglie. Ad aiutare Mulcahy e le sue piccole gemelle sono accorsi con delle bellissime cover, oltre a Thom Yorke, Michael Stipe, The National, Dinosaur Jr e tanti altri. Le parole di All For The Best acquisiscono così in questo contesto tutto un altro significato: “Promise me, son, not to do the things I’ve done / And walk away from trouble when you can”. Di nuovo padre e figlio in Flowering, frutto del progetto di Jeff Tweedy, leader dei Wilco, e di suo figlio Spencer. Il titolo dell’album, Sukierae (2014), è un omaggio a Susie, moglie di Jeff e madre di Spencer, che in quel periodo stava combattendo contro il cancro. “Vorrei girare in cielo come le rondini”, nello stesso cielo che ospita Lucio Dalla e dove ci soffia il vento di David Bowie. Con la sua versione di Wild Is The Wind Bowie ci ha dato una diversa interpretazione della primavera: “With your kiss my life begins / You’re spring to me, all things to me / Don’t you know, you’re life itself!”. Dopo il vento, magari anche qualche temporale primaverile. La pioggia è sempre presente nelle più belle canzoni dell’astigiano Paolo Conte: “Piovvero languidi giorni” (Architetture Lontane); “Mentre tutto intorno è solamente pioggia e Francia” (Parigi); “Entra e fatti un bagno caldo / C’è un accappatoio azzurro / Fuori piove un mondo freddo” (Via con me). Ci piace pensare che sia una pioggia primaverile, quella de Gli impermeabili, penultimo capitolo della cosiddetta saga del Mocambo.

Enfin le printemps!

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