Ce l’abbiamo quasi fatta ormai, non ci siamo arruolati nell’Isis, abbiamo cercato di soddisfare il nostro bisogno di intrighi con l’opera buffa messa in piedi da Trump e dai nostri eroi a palazzo. Il 30 maggio riparte House of Cards, giunto provvidenzialmente alla quinta stagione.

Kevin Spacey ci rassicura sul destino della serie: “Quest’anno in particolare c’è stato molto da commentare sul fatto che non possiamo competere con il mondo reale, che perciò la serie non sarà altrettanto interessante e che le sarà impossibile essere assurda come il mondo reale. Ma la mia risposta a tutto ciò è: aspetta, aspetta e vedrai”.

Verosimiglianze e aspettative a parte, non è stato un passaggio privo di incognite: il creatore della serie Beau Willimon aveva annunciato che avrebbe abbandonato la serie alla fine della quarta stagione, e così è stato. Fortunatamente Frank Pugliese e Melissa James Gibson, che si erano uniti allo staff già nella terza stagione e che quindi avevano già acquisito dimestichezza con le dinamiche dello show, sono stati promossi al posto di Willimon come showrunner.

Una certezza rimane il compositore Jeff Beal, candidato all’Emmy per la composizione della colonna sonora per ben tre volte, vincendo la statuetta nel 2015. Lavoratore instancabile, nonostante la diagnosi di sclerosi multipla ricevuta nel 2007, ha composto le colonne sonore di film, documentari e serie tv, e non certo per riempire il suo tempo: “Sono uno di quelli che crede che la musica da film sia una forma artistica e la prendo molto seriamente. La musica da film o da televisione non è mai puramente utilitaristica per me. Cerco sempre di approcciarmi ad essa in maniera artistica”.

Con questa playlist ci auguriamo possiate prepararvi al meglio alla nuova stagione. Troverete pezzi già presenti nella serie, come la Suite per orchestra di varietà (erroneamente chiamata Suite per orchestra jazz n. 2) di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič. Il valzer n.2 è anche uno dei temi portanti del capolavoro di Kubrick Eyes Wide Shut, in cui la messinscena delle regole sociali e private, di coppia, costituisce il sale della narrazione. Possiamo trovare un parallelo con House of Cards anche nella biografia dello stesso Šostakovič, che durante la sua vita era stato fortemente ostacolato dal regime stalinista. Korobeiniki, altro brano presente nella playlist, è stato cantato dal presidente della Russia Viktor Petrov, nella 3×03. È un brano della tradizione popolare russa, che narra di un incontro romantico segreto fra un venditore ambulante e un ragazza.

Il brano Crime Of The Century dei Supertramp è stato più volte citato da Beal come fonte d’ispirazione per il tema principale della serie, brano senza dubbio sinistro ma che bene si adegua all’importanza della location, la capitale degli Stati Uniti, per l’uso degli ottoni. Le altre canzoni presenti nella playlist sono semplicemente ispirate ai toni foschi della serie, come anche alle parole del presidente Frank Underwood nel trailer della nuova stagione: “Gli americani non sanno cos’è meglio per loro. Io sì. Io so esattamente di cosa hanno bisogno. Sono come dei bambini piccoli, Claire”. E allora, Come to Daddy.

The American people don't know what's best for them… I do. May 30.

Pubblicato da House of Cards su Lunedì 1 maggio 2017

 

© riproduzione riservata