Semplice, diretto e sincero: questo è Andrea Biagioni, cantautore e polistrumentista di Lucca il cui ultimo album, Pranzo di famiglia, è uscito il 25 ottobre 2019 per Adesiva Discografica/Self.

Otto brani dalle sonorità pop, folk e blues, in cui Andrea si mette a nudo, confessando i propri punti di forza e di debolezza con un linguaggio intimo, come quando si raccontano le proprie emozioni e sensazioni durante un pranzo di famiglia.

Abbiamo intervistato Andrea per farci raccontare direttamente da lui il suo percorso, dalla Berklee College of Music di Boston ad X Factor (si è guadagnato un posto nella semifinale della decima edizione, durante la quale ha presentato l’inedito Il Mare Dentro, scritto da Diodato), per poi parlare della nascita dell’album e di cosa  rappresenta nella sua vita.

Pranzo di famiglia - Andrea Biagioni

Pranzo di famiglia – cover

Ciao Andrea, come stai trascorrendo questi giorni in cui siamo costretti in casa?

Sono nella mia casa in campagna e mi sto rilassando parecchio. Non sto suonando molto, dopo questi mesi di tour avevo voglia di staccare. La sera provo a scrivere un po’ di cose.

C’è un messaggio che vorresti mandare agli italiani in questo momento delicato?

Mi piacerebbe che le persone non prendessero la cosa alla leggera. Come dici tu, è un momento molto serio e delicato, soprattutto perché non eravamo preparati e non abbiamo i mezzi adatti per affrontare il virus e tutte le emergenze che giorno dopo giorno stanno arrivando. Se oggi un bambino si rompe il braccio e va al Pronto Soccorso non dico che si tiene il braccio rotto… Ma quasi.

Bisogna cercare di seguire le regole che ci sono state date, stare a casa e approfittare di questo periodo per riposarsi e rilassarsi.

Passando a cose più belle, di cosa parla il tuo ultimo album, Pranzo di famiglia?

Pranzo di famiglia è un’autobiografia dove ho voluto raccontarmi. Avevo voglia di spiegare chi sono, da dove sono partito, qual è stato il mio percorso e perché faccio musica.

Cosa rappresenta questo disco nella tua vita?

È stata una sfida, la terza della mia vita. La prima era andare in America a studiare un anno alla Berklee College of Music di Boston, che è sempre stato uno dei miei sogni. La seconda era X Factor. Ho fatto il provino esclusivamente perché mi faceva paura. Sono sempre stato contrario ai talent, poi mi sono posto una domanda: ero contrario perché pensavo che non mi potesse lasciare niente o perché avevo paura di provarci? Puoi immaginare la risposta. Ho così deciso di fare l’audizione e oggi sono contentissimo di aver fatto questa esperienza. La terza sfida era il disco.

Andrea Biagioni2

Andrea Biagioni

Perché la scelta di realizzare un progetto totalmente in italiano?

Anche questa è stata un po’ una sfida. Io ho sempre cantato in inglese, ma il mio mondo è in italiano, quindi, perché non provare a scrivere un album nella mia lingua?

Ho fatto molta fatica ed è stato molto difficile. Scrivere e cantare in italiano è molto diverso, certe cose che funzionano in inglese non funzionano nella nostra lingua e viceversa.

Hai sempre suonato e cantato in inglese, ad eccezione di Pranzo di famiglia. Ma la musica italiana la ascolti?

Non tanto, per me la musica è in inglese. I miei genitori mi hanno cresciuto con il folk americano, infatti ascolto prevalentemente quel genere. Ho sempre dato più peso alle parole nelle canzoni, piuttosto che al suono. Per me la musica è suono, non poesia musicata. Anche per questo ho trovato molta difficoltà a scrivere un album in italiano.

Allo stesso tempo mi contraddico perché uno degli artisti che amo di più è Fabrizio De Andrè, soprattutto per il mix di sonorità che c’è nei suoi brani. Amo poi le prime pubblicazioni di De Gregori, quelle un po’ alla Bob Dylan. In testa a tutti però c’è Lucio Dalla. Della sua musica non sopporto il sound anni ’80, lo odio, ma adoro i suoi testi e il suo cantato.

È recentemente uscito il video di Leva la rete, il terzo singolo estratto da Pranzo di famiglia. Perché la scelta di girarlo tra le mura di Lucca e di cosa parla la canzone?

Leva la rete è un regalo di un mio amico e cantautore, David Ragghianti. Lui ha scritto il testo, che è rimasto così come l’aveva mandato, mentre io ci ho aggiunto del mio nell’arrangiamento.

È un brano che parla di un momento di difficoltà, di quei periodi in cui abbiamo l’autostima sotto zero.

Ho scelto di girarlo tra le mura di Lucca perché io amo la mia città. A Lucca ci sono delle location stupende e io avevo bisogno di un luogo importante che facesse da cornice al video.

Il video è parte del progetto “Colour Behind The Walls”, una live session realizzata la scorsa estate nei sotterranei del baluardo di San Paolino, all’interno della cerchia muraria di Lucca, durante la quale ho presentato in anteprima Pranzo di famiglia.

Che ricordo hai della tua esperienza ad XF?

X Factor è stata una bellissima esperienza che ricorderò per tutta la vita. Non ho deciso di partecipare ad un talent perché avevo intenzione di diventare famoso, di essere fermato per strada a scattare selfie… Io uso poco i social, non mi interessano e non mi interessa apparire. Io voglio fare ascoltare la mia musica e voglio che la mia musica arrivi dritta al cuore di chi mi ascolta.

X Factor è stato un percorso molto impegnativo (rivedi le tappe principali del suo percorso qui, ndr), soprattutto a livello di stress, ma è un trampolino di lancio che permette di saltare molte tappe e dà una visibilità incredibile.

Ho avuto molta fortuna perché quell’anno tra i giudici quell’anno c’era Manuel Agnelli, che aveva la categoria degli over (quella di cui facevo parte). Lui era l’unico con cui avrei voluto lavorare.

Che rapporto hai oggi con Manuel?

Abbiamo mantenuto un bel rapporto. Quando salgo a Milano ci vediamo quasi sempre, anche solo per un caffè o una cena al volo. Quando possiamo ci vediamo, anche se lui è molto impegnato. Sono stato molto contento quando è venuto a sentirmi al suo locale, il Germi, dove ho avuto occasione di suonare.

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