Si è chiusa il 4 maggio la decima edizione del Bif&st, il Bari International Film Festival diretto da Felice Laudadio, uno degli eventi più attesi e prestigiosi riservati al cinema. Rappresenta un attrattore di talenti e di pubblico appassionato, contando circa 75 mila spettatori ogni anno; e si attendono ancora i dati ufficiali di quella speciale dei dieci anni, inaugurata lo scorso 27 aprile da Ennio Morricone che vanta 500 colonne sonore, 70 milioni di dischi venduti, due Oscar, tre Grammy, quattro Golden Globe e un Leone d’Oro. Al più importante compositore vivente di musiche per film, a cui sono state consegnate le Chiavi della Città di Bari e il “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence”, sono state dedicate una retrospettiva, una mostra fotografica e una serie di incontri con alcuni registi con cui ha lavorato.

Il Bif&est è un’occasione importante per il cinema e Bari, in quei giorni, ha una energia fortissima: vedere la fila fuori dai teatri e dai cinema fa sentire bene. Si tratta inoltre di un festival capace di minare la pigrizia: poter vedere tutto a ogni ora e dove vogliamo è comoda, ma stare in sala, guardare i profili degli altri illuminati e raccontarsi le proprie impressioni camminando verso l’uscita è un rituale che non si può replicare. Sono state centinaia le proiezioni e le masterclass aperte al pubblico in questa edizione, 15 invece le opere prime e seconde in gara giudicate da una giuria selezionata. Dopo la loro visione non è stato facile capire chi massacra il cinema italiano, che invece difende un’attitudine ricercata nonostante i budget scarsi, i tempi ridotti di lavoro e i limiti della distribuzione. Il cinema racconta da che parte stiamo andando e noi abbiamo le periferie fagocitanti che non possono essere ignorate, i ragazzi spaccati con i cuori teneri, mamme da aiutare e padri carogne. Abbiamo paura a vivere il dolore e se non lo facciamo come vogliono gli altri ci sentiamo menomati, lottiamo per la vita e per amare in libertà. Siamo terrorizzati dall’idea che la passione si affievolisca e aspettiamo il futuro leali ai nostri ricordi. Il Bif&st è insomma un evento importante per il cinema, ma anche per ricordarci il nostro impegno da spettatori. Dobbiamo tornare nelle sale e diventare piccoli davanti allo schermo, quello che accadrà saprà solo sorprenderci.

Questa edizione del Bif&est ha onorato la carriera di Ennio Morricone, festeggiato al Teatro Petruzzelli da Giuseppe Tornatore, Nicola Piovani e Gianni Quaranta. Morricone è un Maestro, parola che sottintende due accezioni: quella legata alla tradizione artigianale, dal momento che viene usata nei cantieri, e quella riservata ai poeti. Morricone le contempla entrambe, affiancando alla composizione di musica per il cinema la produzione della ‘musica assoluta’, da concerto. I compositori devono molto a Ennio Morricone: prima di lui la colonna sonora, pur composta da eccellenti autori, non veniva quasi considerata. Ha dato per primo smalto e visibilità a questo lavoro. A 90 anni ha deciso di chiudere con il cinema, fatta eccezione per Peppuccio (Giuseppe) Tornatore. Ripercorriamo insieme alcune delle sue collaborazioni.

Foto: www.bifest.it

Sono passati trent’anni dalla colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso, e dall’inizio di un’amicizia fraterna con Tornatore. La soundtrack – che valse a Morricone un David di Donatello nel 1990 e un BAFTA, oltre al Prix Fondation Sacem del 43° Festival di Cannes – è classica, fatta di sinfonie orchestrali trascinanti e avvolgenti, che consegnano a una dimensione verticale. La traccia ricorrente del film, “Tema d’amore“, è stata invece composta dal figlio del compositore, Andrea: si tratta di un effluvio di flauti e strumenti a corda, il pianoforte tiene con delicatezza il loro passo, prima contenendosi per poi diventare più arioso. La malinconia del brano “Infanzia e maturità” accelera poi in “Fuga, ricerca e ritorno“, facendo trapelare un’apprensione che picchietta lo spettatore.

Foto: www.bifest.it

Con Sergio Leone invece c’era un rapporto di affiatamento e confidenza. Avevano frequentato le elementari insieme, ma Morricone ha sempre dovuto faticare per convivere con il perfezionismo di Sergio Leone. A tal proposito lo stesso compositore ha raccontato di quella volta in cui Leone perseguitò i rumoristi per la scena di scontro tra i treni in “C’era una volta il West“. Entrambi erano convinti che non sarebbero arrivati fuori dall’Italia, tanto da ripetersi “è già tanto se arriviamo a Catanzaro”. E invece il successo li travolse. Pensiamo a Per un pugno di dollari o a “Il buono, il brutto e il cattivo” che qualche anno fa la Bbc Radio ha definito la seconda migliore colonna sonora di tutti i tempi, dopo il tema di “Star Wars” di John Williams.

Ennio Morricone – Sergio Leone

Non voleva vincere l’Oscar per The Hateful Eight di Quentin Tarantino nel 2016, se lo aspettava piuttosto per “Mission” di Roland Joffé. Teneva molto a queste musiche, che non riuscirono a convincere rispetto alle composizioni di Herbie Hancock per Round Midnight nell’87. Morricone non avrebbe nemmeno voluto lavorare a The Hateful Eight. Tarantino andò a trovarlo a casa, raccontandogli l’idea singolare del western girato sulla neve: una trovata che lo convinse ad accettare.

Foto: Kevin Mazur/Getty Images for Universal Music

E poi c’è la collaborazione con il maestro del brivido Dario Argento: pensiamo alle colonne sonore originali scritte per i film “Non rimane più nessuno”, “Come un madrigale”, “Il Gatto a nove code” e “Quattro mosche di velluto grigio”. In L’uccello dalle piume di cristallo, film in cui Dario Argento amalgama istanze alte e basse in un feticismo ossessionato dal dettaglio rivelatore, Ennio Morricone voleva ottenere un risultato più anarchico. Ha così registrato tutto in una sorta di jam session, come fossero un’orchestra jazz, unendo all’improvvisazione sperimentale l’avanguardia e la tradizione pop.

Ennio Morricone – Dario Argento

Tra gli aneddoti più curiosi che riguardano Ennio Morricone c’è la sua passione per la politica: candidatosi una sola volta alle primarie Pd in lista con Walter Veltroni ed eletto all’Assemblea costituente, e per il calcio. Tifa Roma, ma nel 1978 scrisse anche la sigla ufficiale dei Mondiali in Argentina. Bono Vox lo considera il suo artista preferito, tanto da avergli dedicato il brano Magnificent degli U2. Non solo canzoni, ma anche asteroidi: nel 2005 infatti gli è stato intitolato un nuovo asteroide scoperto dagli scienziati nella “fascia principale”, la regione del sistema solare posta tra le orbite di Marte e Giove.

 

Immagine in copertina: www.enniomorricone.org
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