Qual è la cosa più impensabile che vi possa capitare ascoltando una riproduzione casuale di Iggy Pop?

Inciampare in una sua versione del 2012 di “Les Passantes di Brassens“, meglio conosciuta come Le passanti di de André, ad esempio. Una versione diplomatica di sé a cui non siamo per niente abituati. Sarà che il precursore del punk, che oggi compie 73 anni, con l’età ha placato un po’ quel suo animo indisciplinato.

Oppure, potrebbe non essere così impensabile considerando che ben trentacinque anni prima, nel lontano e nostalgico ’77, lanciava l’iconica “Passenger“. Insomma, una storia di passeggeri che andava aggiornata con nuove passanti.

Ad esser sinceri, nulla di così sorprendente se pensiamo a tutto ciò che è stato ed ha fatto Iggy l’iguana. Nessun nome d’arte è più azzeccato per questo artista dalle performance letteralmente snodabili e così estreme: un atteggiamento che in parte apprese da Jim Morrison, ma che elevò ai massimi esponenziali. Ad Iggy Pop è bastato vederlo una sola volta in concerto per capire che quella sarebbe stata decisamente la sua attitudine per il resto della sua carriera: così extreme, così “Iggy”.

Possiamo dirlo a voce alta: Iggy Pop non è stato e non è solo musica. Si è servito di questo potente mezzo comunicativo per poter mettere in atto le sue azzardate performance.

Per essere chiari, stiamo parlando di un’iguana ritratta interamente nuda come copertina del magazine Little Caesar no.8 nel 1979.

Che questo Little Caesar non l’abbia ispirato per American Caesar?  L’album del ’93 dove è custodita la sua memorabile versione di Louie Louie.

© Copertina di “American Caesar”

Nel repertorio musicale di Iggy Pop, c’erano sempre scelte di classe per le sue riproduzioni, ma nelle esibizioni lasciava stare l’eleganza.

Murder of a Virgin” sintetizza benissimo cosa s’intende per eccesso ed estremismo quando si parla di Iggy Pop. Nel 1974 a Los Angeles decise di improvvisare una performance che finì con del sangue sul petto, dopo essersi autolesionato con un coltello. La violenza e l’autolesionismo erano alla base delle sue esibizioni.

Di Iggy Pop si narra perfino che voleva suicidarsi sul palco: lo vedeva come spettacolo di una sua performance in un periodo particolare in cui la sua vita era completamente ingoiata dall’eroina. Motivo per cui decise di ricoverarsi lui stesso in un istituto di igiene mentale. Lì, il suo caro amico David Bowie pare che gli portò della droga come presente per fargli visita.

Con Bowie, infatti, ebbe una grande amicizia, non solo, ma i due collaborano in maniera decisamente produttiva ed importante per l’iguana. Fu grazie al suo aiuto che pubblicò i suoi due capolavori storici The Idiot e Lust for Life. Nel primo, troviamo “Nightclubbing“, utilizzata nel famoso film Trainspotting, esattamente come “Lust for life” l’omonimo brano del secondo album.

Lust for life è uno dei brani più belli della storia della musica in quanto troviamo un Iggy Pop al cento per cento, ogni sua sfumatura più amara, come l’amore per le droghe, ma anche e soprattutto quello per la vita: quella gioia di vivere che canta a squarciagola nel ritornello come fosse un mantra.

I got a lust for life
Lust for life
I got a lust for life
I got a lust for life

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