Gennaio è stato un mese piuttosto interessante per quanto riguarda l’uscita di nuovi singoli. Questo articolo sarà utile  al rinnovamento delle vostre playlist, ma è doverosa una premessa: parleremo di artisti conosciuti che sanno però fare cose che non si piegano alla loro popolarità.

Giovanni Truppi

Dopo i duetti con Calcutta e La Rappresentante di Lista, il 17 gennaio è uscita una nuova versione di Conoscersi in una situazione di difficoltà con Niccolò Fabi. Questi singoli faranno tutti parte dell’album 5, disponibile dal prossimo 31 gennaio su tutte le piattaforme digitali.

A Giovanni Truppi non importa dei grandi numeri e non si affida alle strategie per assicurarsi il grande pubblico. Scrive usando parole inusuali, dimostrando quanto sia bella la lingua italiana anche ai tempi di quella parte dell’indie più scarnificante.

Conoscersi in una situazione di difficoltà è un pezzo intimo, sussurrato, un’apologia alla solitudine che sa in realtà allenarci alle relazioni. E ora provate a  immaginarlo in atmosfere diverse rispetto a quelle create insieme a Niccolò Fabi: è uno sforzo cieco. Truppi e Fabi rispondono alla faccenda delle affinità elettive e insieme sono una risposta riparatrice all’esaltazione delle urla e della rabbia a cui partecipiamo, talvolta da spettatori, altre da complici.

Vinicio Capossela

A proposito di esperienze mediatiche che danno elettricità, non si può fare a meno di notare come il duo Vinicio CaposselaYoung Signorino sia improbabile, ma capace di funzionare benissimo.

In +Peste, uscita lo scorso 16 gennaio, Capossela ha scelto l’artista che più fa storcere il naso ai benpensanti musicali, quello di cui tutti parlano male ma che tutti conoscono e ascoltano in segreto. Nel videoclip del singolo Capossela indossa una maschera da untore, Young Signorino invece è a volto scoperto, forte di quei tatuaggi tanto discussi, quasi a sfidare i pregiudizi di chi esaspera l’uso dei social e ne diventa una vittima che, per sopravvivere, impara a massacrare.

Vinicio Capossela ha preso un nome bistrattato e lo ha sublimato in questo progetto, confezionando un brano morbosamente inquietante, perché da quegli urletti non si esce: sono divisivi, ma imprescindibili.

Lucio Corsi

E poi c’è Lucio Corsi, il cantautore toscano alla sua terza prova e al terzo centro. Con l’album Cosa faremo da grandi? ci dimostra che il glam-rock non è morto e che, al contrario, ha una nuova linfa poetica e sbarazzina grazie alle sue visioni stravaganti. L’intera narrazione del disco si sviluppa anche nello stile di un cortometraggio a puntate che è stato affidato a Tommaso Ottomano.

Lucio Corsi costruisce le sue canzoni secondo le indicazioni della miglior scuola cantautorale italiana: non deve stupire se si riconoscono i riferimenti a Paolo Conte, per esempio, riadattati alla sua natura da flâneur affascinato dagli anni ’60-’70. Segue un percorso fuori dalle mode, se ne infischia di diventare di tendenza: Lucio Corsi vuole esprimere un concetto personale attraverso la musica senza avere il rimpianto di non averci provato.

Colapesce e Dimartino

Il 24 gennaio, invece, sono stati pubblicati i primi due singoli del nuovo progetto di Colapesce e Dimartino, anticipato da un film girato da Ground’s Oranges a metà tra Jodowrosky e Franco e Ciccio. I Mortali è un album antropocentrico, che racconta quanto la nostra caducità sia funzionale in realtà a un’eternità nel pensiero.

Sono artisti diversi e non a caso si sono presentati con due tracce dalle atmosfere contrastanti: in Adolescenza nera si sente Colapesce, ne L’ultimo giorno Dimartino, e ci regalano due punti di vista differenti per parlare dello stesso tema, l’adolescenza, il momento dell’evoluzione.

Colapescedimartino si inseriscono nel flusso dello streaming, dettandone però le regole a dispetto di quella soglia dell’attenzione bassa che spinge gli artisti a snaturarsi attraverso la proposta di sciatterie musicali. Questi due artisti sapranno invece portarci oltre educandoci all’ascolto autentico, perché saremo anche Mortali, ma esistono cose che sono capaci di sublimarci. E per fortuna la musica fatta bene è tra queste.

Fonte immagine di copertina: Pixabey
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