I concerti ci mancano e anche tanto. Ci mancano i live dove ci si abbraccia, ci si bacia al suono della nostra canzone preferita, si piange e perché no, si poga. Dopo un inverno in cui abbiamo dovuto lasciare in un cassetto i biglietti dei nostri beniamini, l’estate sembra voler fare un regalo a chi ha voglia di sentire musica dal vivo. Il mondo dello spettacolo, infatti, vuole ripartire e ci sta provando. Lo sta facendo in mille modi: live streaming come quello organizzato all’Arena di Verona a settembre, concerti con una capienza massima di mille o duemila persone e secret concert.

Ma c’è chi, come tanti altri in passato, vuole fare qualcosa di diverso e ci riesce. È questo il caso di un Boat Party che avrà luogo domani in Sardegna ad Arbatax nella baia di Porto Frailis. Avete capito bene. Non un concerto su una bella terrazza in riva al mare o su una spiaggia, ma proprio nel bel mezzo di quella tavola blu che tanto abbiamo atteso di vedere in questi mesi. Non posti a sedere, ma imbarcazioni di ogni tipo affittate per l’occasione. Ma non sarà solo la location a far impazzire chi parteciperà a questo insolito concerto, ma anche una line up che prevede uno degli artisti più acclamati della scena musicale contemporanea italiana: Salmo. Insomma, le premesse per un bel live ci sono tutte: tramonto, mare, musica e aria di libertà. Forse non si potrà pogare, però per questo attendiamo tempi migliori.

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Location strane e dove trovarle

Ma se di concerti “strani” si vuol parlare, sicuramente di esempi nel corso degli anni non mancano. Il tetto della Apple Corps a Londra e le Piramidi di Giza sono solo alcuni dei luoghi che artisti di ogni genere hanno scelto come scenografia perfetta per dei live indimenticabili. Ripercorriamo alcuni di questi concerti e scopriamo insieme qualche curiosità che li ha caratterizzati.

Rage Against The Machine – Live a Wall Street

“Don’t dare take what you need
I’ll jail and bury those committed
And smother the rest in greed
Crawl with me into tomorrow
Or I’ll drag you to your grave
I’m deep inside your children
They’ll betray you in my name”

Quale luogo migliore per cantare queste strofe, se non uno di quelli che maggiormente rappresenta cupidigia, capitalismo e il bigliettone verde americano? Ovviamente stiamo parlando della sede della borsa di New York, conosciuta da tutto il mondo come Wall Street.

Erano le 14.52 del 26 gennaio del 2000 quando i Rage Against The Machine davano appuntamento ad una folla di trecento fan davanti alla scalinata del NYSE. Poliziotti allarmati, gente che canta e uomini in cravatta che si lasciano andare a balli sfrenati. Tutti ingredienti che rendono l’esibizione di Sleep Now in the Fire indimenticabile. A memoria dell’unico evento musicale che ha costretto Wall Street ad abbassare le saracinesche, un video diretto da un premio Oscar: Michael Moore. Ebbene sì, lo stesso Michael Moore di Fahrenheit 9/11, documentario che destò non poche critiche da parte di politici e governatori.

The White Stripes – Fermata dell’autobus a Winnipeg

Immaginate di essere alla fermata di un autobus e di salirci. Immaginate adesso di non aver bisogno di far partire l’i-pod per ascoltare un po’ di musica, ma che quegli stessi artisti che forse sentireste in cuffia siano lì a cantare per voi. Fatto? Adesso fate volare ancora di più la vostra immaginazione e pensate che quella band seduta sul sedile di un bus di linea a cantare Wheels on the Bus, sia la stessa che ha composto uno dei motivi più famoso nella storia del calcio italiano. Vi ricorda qualcosa Popopopopo? Bene.

Se siete riusciti ad immaginare tutto ciò, avete ben chiara davanti ai vostri occhi l’immagine dei White Stripes che cantano in un bus di Winnipeg con circa una ventina di spettatori/pendolari. Una chitarra, due maracas, qualche coro improvvisato: il gioco è fatto. Del resto, la band aveva abituato i fan a concerti decisamente alternativi, come quello che li ha visti suonare solo due note e sparire.

Metallica – Antartide

Niente chitarre rotte, stage diving o poghi selvaggi per questo live. Solo pochi fortunati fan vincitori di un concorso indetto da Coca Cola per il Sud America, un gruppo di scienziati e una delle band metal più irreverenti della storia, i Metallica. Dopo aver suonato “in tutti i luoghi, in tutti i mari e in tutti i laghi”, la band questa volta sfida il freddo glaciale e si esibisce in una location mozzafiato: l’Antartide. Lo fa in una cupola trasparente della base scientifica Carlini senza l’utilizzo di amplificatori esterni (per evitare che le vibrazioni frantumassero i ghiacciai), ma trasmettendo la musica in cuffia. Insomma, un Silent Party targato Metallica e con tutti i successi che li hanno resi famosi nel mondo.

Pink Floyd – Pompei e Venezia

Questi due concerti meritano sempre un capitolo quando si scrive e si parla di storia della musica. Il primo è un live nato per caso e, con il senno di poi, diremmo un fortunatissimo caso. Era il 1971 quando il regista Adrian Maben propose al manager della band e agli stessi Pink Floyd di combinare la loro musica ad alcuni artisti come De Chirico e Magritte. La risposta fu un bel pollice verso da parte di Roger Waters & friends.

Come sappiamo, però, l’Italia ha ispirato menti creative di ogni genere e anche in questo caso non si è smentita. Maben, infatti, dopo visitato le rovine di Pompei ed essersi imbattuto per caso da solo nell’Anfiteatro romano della stessa città, capì che quella sarebbe potuta diventare una location perfetta per un live del gruppo. E così fu: i Pink Floyd accettarono e suonarono (a porte chiuse) una serie di tracce all’ombra delle rovine della città colpita dall’eruzione del Vesuvio.

Ma i Pink Floyd sono legati all’Italia anche per un altro evento che, con diverse polemiche, ha fatto parlare di sé: il concerto gratuito su un palco galleggiante a Venezia nel 1985. Polemiche sulla gestione dei luoghi, sulla durata brevissima del live, sulle spese e, addirittura, sui decibel. Uno spettacolo senza precedenti.

Artisti italiani e location alternative

Questa volta è un italiano a scegliere come scenografia un luogo ben lontano dal caldo del Mediterraneo e decisamente diverso dal solito. L’intrepido artista che ha optato per l’Oceano Artico come location per un concerto è Ludovico Einaudi. La scelta del luogo in questo determinato momento storico non è affatto casuale e il pianista ha potuto toccare con mano gli effetti del cambiamento climatico.

Ma non sono sempre luoghi con temperature al di sotto dello zero ad essere scelti. C’è chi, come Mannarino ha avuto l’onore e l’onere di suonare al Musee D’orsay a Parigi. Chi, come Renzo Rubino, porta in scena uno spettacolo che si svolge in una barca da pesca affacciata sul porto di diversi paesi. O ancora, Brunori e altri artisti ormai da anni suonano sulle cime di alcune montagne in cui è possibile arrivare solo dopo aver fatto un percorso di trekking. Poco comodo, ma sicuramente suggestivo.

Fonte immagine di copertina: musicaccia
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