È irriverente, fa parlare di sé, ci ha fatto divertire a Pechino Express e ci fa ballare. Di chi stiamo parlando? Ovviamente di quello che è il fenomeno del momento: Achille Lauro. Il cantante, che oggi spegne trenta candeline, ha una di quelle storie tipiche di chi ha fatto la gavetta e adesso si gode il successo. Senza, però, smettere di rinnovarsi.

Chi è Achille Lauro?

Nasce a Verona ma vive la sua adolescenza e muove i suoi primi passi musicali in quella periferia romana che ha visto i primi rapper italiani farsi strada. È grazie al fratello, con cui decide di condividere non solo la passione per la musica, ma anche la casa, che riesce a intraprendere il suo percorso. La stoffa c’è già e si vede.

Sin da piccolo il suo nome diventa, nel giro di pochi anni, uno di spicco nel giro musicale della crew Quarto Blocco. Potremmo raccontare dei suoi cambi di etichetta discografica, di come le sue prime canzoni siano diventate delle hit, a volte anche un po’ troppo discusse e addirittura “tapirate” da Striscia la notizia. O ancora, potremmo raccontare di come Thoiry RMX nel 2018 era diventata una di quelle canzoni che accompagnavano Instagram stories di tutti i tipi.

Insomma, una Sunset lover ma senza il tramonto e lo Spritz. Potremmo, senza aver bisogno di una sfera di cristallo, preannunciare il successo che sicuramente otterrà il suo nuovo album in uscita il 24 luglio: 1990. Un album con brani anni ’90 che faranno scendere una lacrimuccia ai trentenni e faranno riaffiorare i ricordi delle estati passate in cortile: da Blue (Da Ba Dee) a The summer is magic. 

Il segreto di un successo trasversale

Ma veniamo al punto. Achille Lauro suscita la simpatia e la curiosità di tutti: dal bambino che non comprende i suoi testi ai parenti più attempati. Se state scuotendo la testa in forma di dissenso, state mentendo e noi lo sappiamo. Sappiamo che avete sorriso quando avete visto la tutina paiettata sul palco di Sanremo e sappiamo anche che adesso ballate sulle note di Bam Bam Twist. Quindi, se vi state chiedendo il motivo per cui una parte recondita del vostro cervello grida “Achille Lauro ti amo”, proveremo a darvi delle spiegazioni.

Achille Lauro
Fonte: pagina Facebook Achille Lauro

Il suo stile

Gli stilisti lo cercano, Gucci lo sceglie come protagonista del lookbook della collezione Pre Fall 2020. Insomma, Achille Lauro piace al mondo della moda e a lui piace il mondo della moda.

In principio fu Loredana Bertè a portare sul palco di Sanremo una pancia finta e a sfoggiare look che farebbero invidia agli esordi di Lady Gaga. Poi venne Achille Lauro a portare scompiglio nella città dei fiori e a risvegliare gli animi degli spettatori comodamente seduti sulle poltrone del Teatro Ariston.

Debutta sul “red carpet” firmato Sanremo con un pantalone smoking, scarpe di vernice e una canotteria che farebbe gridare ai più “Ma come ti vesti?”, ma che su di lui acquista un suo perché. Però, è sul palco che sfoggia tutta la sua passione per il bello, la moda e per il trasformismo. Diventa San Francesco e al saio preferisce una tutina ricoperta di paillettes. Si trasforma nell’amante di D’Annunzio e non sceglie un “semplice” vestito dell’800, ma piume e trasparenze. Porta in scena Elisabetta I Tudor con una camicia di chiffon rosa, pantaloni a zampa, capelli rossi e colletto vistoso.

Ma perché questo dovrebbe convincere anche gli over 50 a gridare “Achille Lauro ti amo”? Perché il nuovo incuriosisce, diverte e fa tornare tutti un po’ più giovani. Insomma, il cantante di Me ne frego ricorda a chiunque la portata rivoluzionaria dei look di Renato Zero, delle prime scarpe con i tacchi indossate dagli uomini e del reggiseno a punta di Madonna.

Achille Lauro

Achille Lauro
Fonte: pagina Facebook Achille Lauro

Le sue canzoni

È proprio grazie alle sue canzoni che Achille Lauro non divide così tanto chi lo ascolta. Sarebbe sbagliato, infatti, rispondere alla domanda “ti piace Achille Lauro?” con un semplice “Non mi piace la trap”. Perché sarebbe sbagliato? Semplicemente perché lui non fa solo trap e se la fa, la nasconde bene. Spieghiamoci meglio.

Achille Lauro nasce e cresce a pane e rap, grazie anche all’influenza di suo fratello e all’ambiente musicale che frequenta fin da subito. Negli anni, però, impara a sperimentare. Si avvicina alla trap, genere per antonomasia di questo periodo, ma non si ferma. Unisce la samba all’hip hop, nella versione remixata di un successo trap di Quentin40 e Puritano, Thoiry Remix. Canta ballate d’amore che non sembrano essere della stessa persona che ha sconvolto tutti a suon di Rolls Royce a Sanremo. Ci fa tornare negli anni ’90 e ai brani che ascoltavamo durante le estati passate a vedere Festivalbar o sulle giostre del nostro paese d’origine. Sul palco della kermesse sanremese sorprende genitori, nonni e zii abituati alle vittorie di Gigliola Cinquetti e Domenico Modugno, facendogli esclamare “non è il mio genere, ma questa canzone è carina”.

Quindi, per rispondere all’interrogativo iniziale: i brani del nostro Achille piacciono perché sono trasversali a tutte le età e, se sconvolgono, significa che hanno raggiunto il loro obiettivo.

Il personaggio e le personalità di Achille Lauro

Come cantava in uno dei suoi brani più famosi, Achille Lauro “se ne frega”. Parla di temi scomodi e poco convenzionali (anche nel 2020). Sceglie di essere libero dalle etichette che tutt’ora il pubblico decide di dare a priori. Bacia Boss Doms sul palco più conservatore d’Italia. Lancia messaggi di auto-accettazione senza preparare un discorso alla Diletta Leotta e con risultati decisamente migliori. Decide di indossare abiti che lo trasformano in un personaggio diverso ogni volta che calca un palco. In Achille Lauro non sono solo sei i personaggi in cerca di un autore, ma dieci, cento o mille o nessuno. O, forse, quelli interpretati dal cantante non sono personaggi, ma solo sfumature della sua personalità. Anticonformista e rivoluzionaria come il Santo di Assisi, un po’ dandy anni ’70, eclettica come la marchesa, spensierata e divertente come i ragazzi in giro il sabato sera. Achille Lauro ci ricorda che possiamo essere chi vogliamo.

Immagine di copertina: pagina Facebook Achille Lauro
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