Da zero a un miliardo. 

C’è un video girato a Seattle nel 1991 che riprende la prima esecuzione dal vivo di “Smells Like Teen Spirit“: nessuno o quasi tra le persone presenti aveva mai sentito quel pezzo. C’è un altro video, sempre del 1991 e sempre dello stesso pezzo: è il videoclip musicale che – proprio in questi giorni – ha raggiunto il traguardo simbolico di un miliardo di visualizzazioni su YouTube. In mezzo, a separare questi due puntini simbolici, quasi trent’anni durante i quali il brano ha dapprima sconvolto la carriera dei Nirvana e poi è diventato un vero e proprio manifesto per la Generazione X.

Non possiamo sapere se i presenti al concerto di Seattle abbiano colto l’inizio della valanga; alcune testimonianze farebbero pensare che sì, quella “roba mai sentita prima” è sembrata da subito di una potenza inaudita. Jennie Boddy, un’amica della band, ha detto che “quando hanno iniziato quella canzone, la gente è esplosa; eravamo schiacciati da gente sudata e senza maglietta che pogava e – una volta finita – ci siamo ritrovate con un’amica a iperventilare, incredule di quello che avevamo appena ascoltato”. Vero o no, la realtà è che da quel momento i Nirvana iniziarono un’ascesa inarrestabile e planetaria verso l’olimpo delle rockstar. Oggi le dinamiche dell’industria musicale attraversano la rete, i servizi di streaming; all’epoca era la televisione a fare da megafono e amplificatore. Smells Like Teen Spirit venne così sospinta in tutto il mondo da MTV, che mandò in heavy rotation il videoclip girato da Samuel Bayer contribuendo in maniera fondamentale a alimentare il successo di Nevermind, il disco uscito alla fine del 1991. Chiaramente è impossibile quantificare numericamente quante visualizzazioni ottenne all’epoca tramite la televisione: l’impatto lo si può misurare però dai risultati ottenuti nelle classifiche di vendita, nelle quali il brano è arrivato ai primi posti in quasi tutto il mondo occidentale.

Ambiguità.

La televisione, certo: però è arrivata in un secondo momento. Non sono stati, i Nirvana, un prodotto commerciale messo in piedi da MTV per fare breccia nel cuore degli adolescenti: quella musica parlava già – in potenza – dritto in faccia a milioni di ragazzi e ragazze di tutto il mondo, la televisione le ha offerto un palcoscenico capillare (annusando le enormi possibilità di guadagno, è chiaro). A lungo si è cercato di capire in cosa, di preciso, Smells Like Teen Spirit fosse tanto catartica per quella generazione, ma le risposte sono quasi sempre arrivate dall’esterno, da un quadro che si voleva dipingerle addosso fatto di apatia, rassegnazione e disillusione. Certo: era una generazione che aveva visto il mondo cambiare in una notte o quasi, con la caduta del muro di Berlino, e stava assistendo all’ascesa inarrestabile degli Stati Uniti e del suo modello economico sul panorama mondiale. Ancora: stava crescendo peggio – in termini economici e di prospettive – rispetto a chi c’era stato prima di lei, e per questo come mai prima d’allora covava sentimenti di rassegnazione e spaesamento che hanno trovato anche nella musica una via per esprimersi, soprattutto attraverso il grunge e il suo nichilismo esasperato. Così uno dei versi della hit dei Nirvana è significativo nell’esasperare un certo tipo di attitudine nei confronti della realtà:

And I forget just why I taste
Oh yeah, I guess it makes me smile
I found it hard, it’s hard to find
Oh well, whatever, nevermind

In questi quattro versi c’è un vero e proprio testamento: c’è la droga e quel che ci trovava Cobain nel farne uso (taste è un verbo associato spesso all’utilizzo di stupefacenti) e c’è quella rinuncia a trovare spiegazioni, quel nichilismo che poi dà il titolo al disco. Eppure Kurt Cobain non era soltanto come voleva apparire: menefreghista, disadattato o incurante del mondo che lo circondava. Ne è una prova il fatto che Smells Like Teen Spirit vive di un’ambiguità messa in evidenza proprio dal successo immenso che ha ottenuto: i Nirvana da un lato lo hanno sempre trattato con esibita distanza, giocando la parte di chi rifiuta lo showbusiness; dall’altra ci hanno invece sempre flirtato, con una piena consapevolezza della potenza di certi palcoscenici. Courtney Love ha dichiarato anni dopo che Kurt fosse quasi ossessionato dal successo, che scrivesse a innumerevoli case discografiche pur di ottenere la pubblicazione dei propri lavori. Lui stesso, parlando di Teen Spirit ha detto di averla scritta ‘scopiazzando i Pixies‘ e cercando di fare una perfetta canzone pop utilizzando i pieni e i vuoti sonori tipici della band di Boston.

Kurt Cobain (Photo by Kevin Mazur/WireImage)

Quella del successo planetario di Smells Like Teen Spirit è una storia legata a filo doppio con un momento storico, e per questo un traguardo come il miliardo di views su YouTube potrebbe sembrare soltanto un pretesto per riempire pagine di giornali. In realtà contribuisce a delineare una dimensione più profonda e ampia dell’impatto culturale avuto dai Nirvana. Ormai il miliardo di visualizzazioni non è un risultato così incredibile: Hello di Adele ci ha messo soltanto 87 giorni a conquistarlo. Il grunge e Kurt Cobain hanno fatto il loro tempo, l’hanno plasticamente costruito e modellato, avvicinando una generazione intera a imbracciare le chitarre; solo una manciata di band prima di loro c’era riuscita: Beatles, Clash le prime due che vengono in mente. Al di là dei numeri, resta e resterà un lascito incommensurabile, che alimenterà ancora nel bene e nel male ciò che sarà la musica del futuro.

in copertina: Photo by Kevin Mazur/WireImage

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