Formidable

È davvero formidabile quest’artista dal genio creativo che fin dal suo esordio si è fatto chiamare Stromae che, in maniera modesta, è l’anagramma nato da una particolare forma di linguaggio gergale usata in Francia, chiamata verlan, fatta di parole nuove nate dall’inversione sillabica: à l’envers, da cui nasce verlan, significa infatti “al contrario”.

Oggi, compie esattamente 35 anni: non molti per un musicista con un patrimonio musicale ricco e già ben definito.

Stromae © Wikimedia

Caro Maestro, ma dove sei finito?

In questo modo, iniziamo con una delle domande a cui, Stromae, è diventato più allergico. Proprio così, perché dal momento in cui matura il suo successo – anno 2010 –  si ritrova ad affrontare la forte pressione da parte del mercato musicale, per cui la richiesta assidua di produrre sempre un nuovo album inizia, così, a stressarlo.

Uno stress che, purtroppo, coincide con una cura anti-malaria per prepararsi al viaggio in Ruanda nel 2015, il suo paese d’origine. Cura fatta assumendo il Lariam, farmaco che di lì a poco gli causa non pochi problemi: anzi, gli stravolge completamente la vita. Il trattamento sortisce su di lui un vero e proprio effetto droga, ma elevato all’ennesima potenza. Gli provoca allucinazioni, crisi di panico ed un’insonnia profonda, da cui non si riprenderà facilmente.

Considerando che solo a fine 2017 dichiara di stare finalmente bene, ci son voluti due anni per permettere all’artista di riprendersi quasi completamente. Quasi, perché lo stile della sua vita, stando alle sue recenti dichiarazioni al riguardo cambia in virtù di un’insonnia che lo vede comporre e lavorare di notte, e dormire di giorno, schivando ancora qualche crisi che pervade la sua quotidianità.

Certo è che, il suo ritiro dalle scene ci ha lasciato l’amaro in bocca. Un ritiro dichiarato nel 2016 con tanto di “pausa a tempo indeterminato”, per cui ha deciso di volersi dedicare pur sempre alla composizione, ma per gli altri, rimanendo così nell’ombra, per quanto possibile.

Indubbio è il cambiamento a livello psicologico che gli ha causato l’episodio spiacevole in Ruanda.

L’apparizione con i Coldplay

Eppure Paul Van Haver, vero nome del musicista belga in questione, non si ferma del tutto e si diletta, così, nell’attività di produttore e direttore artistico in collaborazione con svariati artisti dello scenario musicale in voga.
Più recentemente, lo vediamo cantare al fianco dei Coldplay, nel loro live in Giordania, nell’esecuzione del brano – finalmente – lontano dall’heritage coldplayiano – Arabesque.

Frame del video “Arabesque” © YouTube

Un brano il cui nome preannuncia già la presenza di sound orientali all’interno ed il cui video live ci mostra uno Stromae del tutto nuovo rispetto all’immagine di lui, con cui l’abbiamo conosciuto.

Viso più pieno e meno scavato, capelli lunghi raccolti in una treccia ed aria visibilmente più matura, oltre che completamente entusiasta della sua collaborazione con Chris Martin & co. Il suo sorriso è un’arma di cui indubbiamente lui stesso si nutre per compensare con l’immagine mediatica di un artista ritiratosi dalle scena causa malaria, – un’immagine che a noi della redazione non piace rimarcare, né sostenere – ma è un’arma di cui ci siam sempre nutriti anche noi, durante le sue esecuzioni live: sempre avvincenti e mai deludenti.

Il creativo

Piuttosto, ci piace soffermarci su quanto di più geniale e performante, in pochi anni di attività artistica, ci abbia donato quest’artista poliedrico. Un operato che da molti sarebbe raggiungibile dopo anni ed anni nel mondo dell’arte, non solo della musica. Stromae, invece, si fa conoscere subito come un creativo, se non “Il creativo” del nostro decennio.
Da Alors on Danse, ogni suo brano è stato ed è una sorpresa: una scoperta che riempie il nostro bagaglio culturale di creatività, appunto, di arte, di meraviglia, di novità.

racine carrée

I messaggi che vuol lanciare attraverso le sue canzoni non sono mai banali, ancor meno lo sono le modalità visive con cui sceglie di mostrarli. Sono formidabili, come tutta l’idea attorno al brano Formidable. Nel 2014 quando si è esibito sul palco di Sanremo, si pensava fosse ubriaco, e questo è già un sintomo di peculiarità nell’esibizione, oltre che nel personaggio in sé.
In realtà, l’artista si stava perfettamente calando nelle vesti di un ubriacone distrutto dagli eventi spiacevoli della vita, perso tra le strade della grande città, mentre si dondola tra le sue stesse frasi dure, tra gli sguardi della gente pronta a riprenderlo.

Non è il solito videoclip: è quasi un mini reportage di vita reale. Voluta la ripresa delle telecamere meno professionale, voluta la parte in cui gli agenti lo fermano, lo chiamano con il suo nome d’arte, e gli chiedono di tornare a casa.
Una realtà che a volte passa inosservata nelle nostre vite, una sofferenza profonda delle persone colpite da ciò che di meno bello ha avuto la vita da offrirgli, e di come questo sortisca disperazione che prova ad aggrapparsi alla denigrazione delle fortune altrui.

Voluta è la scelta di calarsi, lui medesimo, dalla personalità così diplomatica, quanto elegante, nelle vesti più che umili di uomo disperato in strada.

L’arte sta in colui che crea arte partendo da ciò che nessuno penserebbe mai possa diventare tale.

Stromae lo fa, non solo servendosi delle sue innate qualità da creativo, ma anche – e soprattutto – attraverso una visione del mondo artistico unica, prendendo spunto dalla vita, dalla strada, dal mondo, e più in particolare, dalla gente.
Nell’intervista con Fabio Fazio, nel programma televisivo Che tempo che fa, dichiara di non voler puntare sugli aspetti autobiografici. Anzi, spera che noi fruitori della sua musica non pensiamo che ciò che lui canta – e balla – è tratto dalla sua vita privata.

D’altronde, un vero artista, spesso, non è attraverso l’autobiografia che crea un’opera d’arte. Per questo, Stromae si limita a raccontare solo una piccola, ma grande parte di sé nel celebre brano Papaoutai, in cui parla di un padre non comportatosi esattamente da padre, che durante la sua vita ha visto e vissuto poco. Con grande maturità e crescita artistica ammette che questa figura paterna, in realtà, ha fatto ciò che poteva, e quando lanciò il brano, auspicava di fare il meglio che poteva quando sarebbe diventato padre.

In Racine carréeultimo album da lui pubblicato nel 2013, ogni singolo pezzo è una scoperta artistica e stimolo per gli amanti della musica e dello spettacolo, volto a creare qualcosa di sempre più nuovo e stupefacente. 

Ne consigliamo l’ascolto che, come metodo per omaggiarlo nel giorno del suo 35esimo compleanno sembrerebbe essere un regalo più che polivalente.

Immagine di copertina © Copertina album Racine Carrée
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