Uomo, insetto poco kafkiano, padre, baronetto, personaggio instancabile ed eclettico, nonché raffinato polistrumentista: questi sono solo alcuni termini che ci potrebbero venire in mente parlando di questa entità. Nel caso in cui la tua esistenza in questo momento fosse troppo felice, ci pensiamo noi a smorzarla: se tra turbe adolescenziali ed acne a quindici anni guardavi la WWE sul divano di casa, lui aveva già conosciuto John Lennon ad una festa. Ma non ti abbattere! La vita è una cosa meravigliosa e ad insegnartelo è proprio Paul McCartney, che ha superato i tre quarti di secolo, ma pubblicherà un album in quest’anno appena iniziato. Le indiscrezioni sono poche sia per la data di uscita che per il titolo; il produttore sarà Greg Kurstin, mentre per quanto riguarda i featuring sono trapelati i nomi di due grandi delle percussioni come Ringo Starr e Denny Seiwell degli Wings. Non ci resta che aspettare pazientemente per risolvere l’arcano: fingers crossed!

Nel frattempo, ripercorriamo brevemente la carriera stellata del nostro beniamino partendo dagli inizi fino ad arrivare alle collaborazioni più stravaganti.

Hallelujah! I Love Her So – The Quarrymen (intorno agli anni ’60)

Ricordate quando parlavamo del quindicenne Paul? Insieme agli altri componenti dei The Quarrymen, proto-organismo che si sarebbe poi trasformato nei leggendari The Beatles, registrò questa cover di Hallelujah! I Love Her So pubblicata originariamente da Ray Charles nel 1956: già da allora si presagiva un glorioso avvenire musicale.

 

You Know My Name (Look Up The Number) – The Beatles (1967)

Questo tanto strano quanto originale pezzo dei Beatles venne registrato nel 1967, ma venne pubblicato solo tre anni dopo come b-side di Let It Be. Si tratta di un’improvvisazione in cui John Lennon ripete solo due frasi, quasi fossero due mantra; il risultato, però, è sorprendente.

 

Man We Was Lonely – Paul McCartney (1970)

Chiuso il capitolo Fab Four, Paul si diede alla carriera solista sfornando album buoni e fragranti. Il primo di questi lavori si chiamava McCartney e contiene alcuni brani duettati con la moglie Linda, tra cui quello che abbiamo estratto. Un sound diverso, certo, ma come sempre ForeverPaul.

 

Paul McCartney era hipster prima che diventasse una tendenza mainstream

Loup (1st Indian On The Moon) – Paul McCartney and Wings (1973)

Quando nel lontano 1971 Paul McCartney decise di formare un supergruppo, fece cosa buona e giusta. L’ottava traccia di Red Rose Speedway è figlia del suo genio e di quello degli Wings, venuti al mondo anche dalle ceneri dei Moody Blues. Così ecco Loup, quattro minuti e ventitré di prog e sonorità sperimentali in cui l’ex Beatle si destreggia col suo basso Rickenbacker 4001S.

 

Say Say Say – Paul McCartney & Michael Jackson (1983)

Contenuta nell’album Pipes of Peace, uscì anticipatamente come singolo rimanendo sei settimane in cima alla classifica Billboard Hot 100 nel 1973. Michael Jackson e Paul McCartney avevano già collaborato l’anno precedente durante la lavorazione di Thriller, incidendo The Girl Is Mine: i due giganti si ritrovarono insieme, ancora una volta.

 

Appreciate – Paul McCartney (2013)

Avremmo voluto farvi ascoltare questa canzone nascondendovi l’autore, ma non è stato possibile. Dimenticate l’artista che avete ascoltato fin’ora: la sua natura camaleontica fa sì che sia sempre diverso, un innovatore mai banale. Da New del 2013, ecco a voi Appreciate.

 

FourFiveSeconds – Rihanna, Kanye West and Paul McCartney (2015)

No, non vi siete sbagliati. Strana collaborazione, eh? Questo singolo pubblicato nel gennaio del 2015 ha spiazzato tutti… sì, ma positivamente. Musica e parole bellissime accompagnate da un’eccezionale video girato da Inez & Vinoodh. Si può chiedere di più?

 

Sunday Rain – Foo Fighters and Paul McCartney (2017)

A proposito di collaborazioni insolite, vogliamo spiazzarvi del tutto dicendovi che questo featuring è realmente avvenuto. Nella versione live che vi proponiamo Paul è assente, ma in quella in studio potrete sentirlo alla batteria di questo pezzo. Il frontman dei Foo Fighters Dave Grohl, ha raccontato in un’intervista la genesi naturale e spontanea di quest’idea. Cos’è successo? Beh, il loro batterista Taylor Hawkins avrebbe cantato la canzone e serviva un sostituto, un valore aggiunto: proprio nei giorni in cui stavano registrando McCartney sarebbe arrivato in città e l’occasione era troppo ghiotta per non essere colta al volo. Per ascoltare la sua inaspettata performance vi lasciamo la playlist di Spotify con i brani che avete trovato nell’articolo.

Paul McCartney è un genio indiscusso: aspettiamoci di tutto per questo 2018.

 

 

1976. David Gilmour, Paul e Linda McCartney assistono alla concerto dei Rolling Stones alla UK’s Knebworth Fair

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