In questo periodo, quasi di reclusione, causa Coronavirus (Covid-19), ci troviamo tutti nella stessa situazione, intenti a fronteggiare quella che è una vera e propria emergenza.
Molti vedono questa misura cautelare come qualcosa di estremamente frustrante, giustamente. Nella nostra batteria di artisti italiani, però, c’è qualcuno che si è rinchiuso proprio tra le mura di casa per riuscire a scrivere un album con la A maiuscola.

Abbiamo, quindi, scelto 5 album italiani di artisti che, come ingrediente segreto, hanno scelto l’isolamento.

#IORESTOACASA

Niccolò Fabi – Una Somma di Piccole Cose

© Copertina dell’album “Una somma di piccole cose”

Il decimo album del cantautore romano è nato proprio così, in un periodo in cui la solitudine è riuscita a raccogliere numerosi pezzi, sparsi in giro, è ricombinarli insieme.
Fabi ha trascorso circa due mesi in un casale situato a Campagnano, in completa solitudine, ed è riuscito a tirare fuori le emozioni di una vita e quelle del momento, fondendole insieme.
Un momento di profonda introspezione che riesce a far scivolare tutti noi all’interno dei nostri pensieri e riflessioni più intime.
Il nucleo del disco è premiato dalla critica, ricevendo anche la prestigiosissima Targa Tenco nel 2016, e rimane ancora oggi uno degli album più riusciti di Niccolò Fabi.

Brunori Sas – A casa tutto bene

© Copertina dell’album “A casa tutto bene”

Il quarto disco di Brunori Sas ha un titolo che capita a fagiolo, come si suol dire.
Uscito a gennaio del 2017, l’album parte da un tema apparentemente semplice: la paura. La paura vista e studiata come minimo comune denominatore dei meccanismi sociali, politici, economici, etc.
Anche questo è un bellissimo disco che, facendo partire numerosi interrogativi nell’animo del cantautore, riesce ad aprirne altrettanti negli ascoltatori.
L’album tende ad affrontare, quindi, paure personali e collettive a partire dall’uscire dalla porta di casa, attraverso un tessuto musicale che si intreccia perfettamente con le parole scelte.
Da sempre, Dario Brunori, si è detto un cultore della vita casalinga e dei benefici che si possono trarre nel considerare la propria casa come un nido a tutti gli effetti.

Fast Animals and Slow Kids – Alaska

© Copertina dell’album “Alaska”

Qui, siamo davanti ad uno degli album più forti e più applauditi della band perugina.
Uscito nel 2014, Alaska è il terzo fortunato disco dei Fast Animals and Slow Kids che include numerosi pezzi cantati a squarciagola da ogni loro fan, dall’inizio alla fine.
La modalità con cui il gruppo si appoggia per la scrittura del disco è quella di rinchiudersi al Macchione Studio, un casale situato al confine tra la Toscana e l’Umbria. Qui, i nostri quattro eroi si rifugiano per immergersi totalmente nella produzione del disco, allontanandosi da tutto.
In copertina, infatti, vi è la fotografia scattata da una delle piccole finestre che si trovano al casale, che danno su un meraviglioso paesaggio vista lago.
Questi sono i Fast Animals & Slow Kids e questo è Alaska.

Francesco Motta – La fine dei vent’anni

© Copertina dell’album “La fine dei vent’anni”

La fine dei vent’anni è il primo album solista del cantautore toscano Francesco Motta. Uscito nella metà del 2016, il disco, proclamato vincitore della Targa Tenco, è un altro esempio di scrittura “casalinga”.
Anche Motta ha voluto affrontare la solitudine a mani nude, facendo i conti con quelli che erano i suoi fantasmi e le sue paure, ma grazie alla musica, è riuscito ad evadere mentalmente e correre libero.
Nella sua casa di Roma ha fatto nascere molti dei brani presenti nel disco: “Del tempo che passa la felicità”, “La fine dei vent’anni”, “Abbiamo vinto un’altra guerra”, etc.
D’altronde:

Lasciare tutto e godersi l’inganno,
ogni volta,
la magia della noia.
Del tempo che passa la felicità.

Maria Antonietta – Deluderti

© Copertina dell’album “Deluderti”

Deluderti è stato scritto nella campagna di Senigallia, nella mia casa circondata dai meli, dagli olivi, dai cipressi, dalle siepi di salvia, dal gelsomino e dalle api. Uno spazio sicuro, quasi immune dal concetto di aspettativa e delusione, una specie di spazio astratto dalle contingenze. Sono stati anni densi di letture e scatoloni di libri che arrivavano a giorni alterni… i libri per la mia tesi di laurea, i saggi di storia medievale, i libri di poesia soprattutto. Cristina Campo, Fernanda Romagnoli, Emily Dickinson, Sylvia Plath… come sorelle maggiori e quasi unica compagnia nella scrittura, un percorso tortuoso e luminoso a tratti.”

Questo quanto detto dalla stessa Maria Antonietta, in un’intervista per Rock.it, riguardo la scrittura del disco.
La figura del cantautore, in molti casi, trova conforto e un riscontro positivo nello stare in casa per avere un maggiore focus e delineare, il più precisamente possibile, l’ordine di quello che vuole comunicare.
Deluderti è il suo terzo album, e anche qui l’arma scelta è il rifugio sicuro, dove introspezione e solitudine aiutano l’anima nel mettere a posto alcune cose.

Chiudiamo, con un messaggio di Brunori Sas sul suo profilo Facebook ufficiale.

A casa tutto bene.

A casa tutto bene.#iorestoacasa

Pubblicato da Brunori Sas su Lunedì 9 marzo 2020

Immagine di copertina: © Copertina dell’album “Alaska”
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