L’evoluzione di Ghali l’abbiamo vista tutti, a braccetto con quella della trap che ha popolarizzato. Un fenomeno mainstream in ascesa, una pedina tra tante in una scena sempre più grande e popolare nelle classifiche.

Ghali, l’autore di Cara Italia, che tutti abbiamo sentito in quella pubblicità che passava ogni volta che si accendeva la televisione, è un cantante che si è scavato una nicchia nello stardom italiano e ne è diventato un inaspettato, colorato e giovane protagonista.

Dopo anni dal dominio della trap, tuttavia, Ghali ha capito la fondamentale realtà che nessun artista evolve rimanendo uguale a sé stesso, e la prova di questo suo pensiero si può riscontrare nel suo terzo album in studio, uscito venerdì 21 febbraio (lo stesso giorno in cui è stato pubblicato il nuovo disco del rocker fiorentino Piero Pelù: la nostra recensione qui).

L’album di Ghali si intitola DNA, a indicare sin dagli albori un lavoro personale e ragionato, e nonostante la sua natura radiofriendly e leggera offre esattamente quello che promette e non deluderà di certo i fan del genere.

Ghali - Cover DNA

Cover di DNA
© Pagina Facebook Ghali

DNA, il nuvo album di Ghali

Se c’è qualcosa che si può dire di Ghali, come anche dei suoi colleghi che condividono il genere, è che a nessuno di loro manca la sua dose di autostima. Ecco così che l’autore di Pizza Kebab ci propone una collezione di canzoni confezionate apposta per la radio, facili, accese e orecchiabili in maniera implacabile, di cui buona parte non supera la lunghezza dei tre minuti.

Eppure, nonostante tutto, capaci di mostrare la crescente maturità artistica e creativa di Ghali e la sua maggiore determinazione di raccontarsi e farsi sentire così com’è, da artista completo con una dignità e una visione tutta sua.

A cominciare dal titolo, che racconta al Corriere della Sera come la prima apparizione sulla scena di “sé stesso in modo profondo”. Un genere difficile da definire, che descrivere come “trap” risulterebbe riduttivo e limitante, soprattutto ai fini dell’indubbia ricerca compiuta nell’includere messaggi, riferimenti e influenza musicali che ricoprano vari generi.

I colori accesi e le immagini pittoresche che compaiono sulla copertina dell’album sono replicate anche nell’album stesso, con visioni anche dark e grottesche. Qui brillano per fascino e completezza Boogieman, gioco di parole tra il mostro dell’horror e la musica, e Fallito, forse la canzone più matura e dark della sua carriera. Perché sì, per rendere genuinamente inquietanti le parole “abracadabra alakazam”, soprattutto se pronunciate da un infantile mostro che vive sotto il suo letto, ci vuole un cantante che ci sa decisamente fare.

Un album radiofonico, che scorre come acqua senza eccessiva fatica nell’ascoltarlo, ma fiero di essere quello che è proprio come colui che lo canta. DNA propone un Ghali eclettico, felicemente mainstream, impegnato e curioso senza risultare pedante o pretenzioso.

A quale genere appartiene il disco?

Si è parlato di trap, ma forse il paragone che meglio descrive DNA e le canzoni che contiene è la corrente moda latin-pop e reggaeton, eccetto molto più veloci di tempo e interessanti – termini che applicati alla tendenza musicale corrente tendono ad essere sinonimi.

Ci sono le percussioni trap, ma i beat sono sempre pieni e accesi, e il testo non manifesta la mentalità egocentrica e sciovinista che rende molti colleghi invisi al pubblico mainstream. Al centro di DNA c’è un ragazzo che vuole divertirsi e trovare il suo posto nel mondo, raccontando il mondo suddetto da un punto di vista in crescita continua.

C’è il fattore sempre presente, mai inevitabile della sua identità culturale e del suo legame con il mondo arabo, che si evolve artisticamente come lui in una promozione di artisti neri che altrimenti non riceverebbero altrettanta attenzione, Mr. Easy e Soolking, i cui versi rispettivamente in Jennifer e Combo (in inglese) arricchiscono le rispettive canzoni con energia e carisma.

© Pagina Facebook Ghali

Alla meglio si può dire che DNA non è lento, non è noioso, ed è stato chiaramente fatto da un artista che ci crede. Alla fine Ghali ci ricorda qualcosa che tutti sappiamo, ma che fa sempre bene sentirsi ripetere: che il mostro sotto al letto alla fine scappa, e che la formula magica sono solo parole senza significato.

Si può mandare un messaggio semplice in maniera efficace, senza che esso perda di fascino e di smalto, purché si riesca a far capire che ci si crede, e DNA riesce egregiamente in questi obiettivo semplice ma fondamentale. Ascoltarlo almeno una volta non farà male: se la trap piace non lascerà cattive memorie.

Voto: 🌊 🌊 🌊 🌊 🌊 🌊 🌊 🌊.5/10

Tracce consigliate: Boogieman, Combo, Fallito, 22:22

Fonte immagine di copertina: pagina Facebook Ghali
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