Difficile capire, a prima vista, cosa renda Dua Lipa una tale favorita tra i fan del pop contemporaneo. Definire il suo album di debutto, Dua Lipa, un brutto lavoro sarebbe una palese bugia: è un lavoro di tutto rispetto per una giovane cantante alle prime armi, e dimostra che quando Dua Lipa è ben attrezzata con musica, strumenti e testi che funzionino riesce a confermare di diritto il proprio posto come una delle nuove signore del pop.

Tuttavia mancava qualcosa – qualche elemento unico e differente, forse, o provocante come un tempo erano state molte debuttanti d’interesse. Oppure, semplicemente, la conferma che la figura di Dua Lipa fosse qualcosa di più che una meteora, un fenomeno passeggero oltre cui il pubblico era eventualmente destinato a passare. Sarebbe stata senza dubbio un’ottima carriera, lasciandosi alle spalle hit iconiche come New Rules e One Kiss, ma si sarebbe comunque sentita la mancanza di qualcosa di più.

Copertina di Future Nostalgia
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Future Nostalgia, il secondo album di Dua Lipa

E quel qualcosa è arrivato, nella forma del suo secondo album in studio: Future Nostalgia, che la cantante presenterà live con un tour mondiale nel 2021 (Future Nostalgia Tour). Molti artisti hanno preferito rimandare le loro nuove uscite a causa della pandemia in corso: Dua Lipa, al contrario, ha rilasciato proprio ieri, venerdì 27 marzo 2o2o, un album tutto nuovo, con una direzione sonora unica e diversa.

L’ispirazione è chiara sin dalla copertina, con colori accesi e immagini uscite direttamente da un poster di Drew Struzan: gli anni ’80 innanzitutto, in cui alcune delle più grandi popstar di tutti i tempi hanno condiviso il palcoscenico. Ma anche il pop degli anni 2000 e dell’inizio del decennio scorso, gli anni del boom delle discoteche e di musica accesa e leggera. Dua Lipa è chiaramente influenzata da loro, e costruisce la sua musica appresso a quell’influenza. Senza tuttavia ricadere nella trappola del copiato e del già visto, e scoprendo per sé stessa un fascino inaspettato. 

I secondi album sono difficili per tutti. Il rischio del sophomore slump è sempre dietro l’angolo, e molte carriere promettenti e interessanti sono state stroncate sul nascere da secondi album privi di fascino. Ma se quel rischio si fosse mai profilato per Dua Lipa, questo album conferma in maniera definitiva che è stato scongiurato e non rischia in alcuna maniera di ripresentarsi

La Dua Lipa in massima forma di successoni come New Rules, Blow Your Mind e Hotter Than Hell è riportata in auge, lanciata alla massima potenza con una produzione più elegante e raffinata, un tono più incisivo e memorabile, e quel perfetto, raro equilibrio tra leggerezza e frivolezza caratterizza molte delle grandi popstar.

Future Nostalgia non è un concept album, non trabocca di ambizione narrativa, forse non rivoluzionerà nemmeno il pop mainstream eccetto nella sua leggerezza ed energia così diversa dalla moda alternative che domina le classifiche da anni. Ma non si propone di essere più di così, ed è chiaro che Dua Lipa ha adorato ogni momento della sua realizzazione.

Ci sono stati recentemente esperimenti pieni di buone intenzioni nel riportare in auge quel sound nostalgico, che sono passati dall’imbarazzo caricaturale del Reputation di Taylor Swift all’onesto impegno di High Road di Kesha. Entrambi sono tuttavia caduti in basso, privi della cura al dettaglio e del fascino mainstream rivelato da Future Nostalgia, dalla sua impeccabile sessione ritmica e dal carisma di Dua Lipa dietro al microfono. La sua voce profonda e particolare è uno degli strumenti più versatili di tutto il disco, forte e interessante, e riconferma in Dua Lipa un talento riconoscibile e tutto suo. 

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Dua Lipa, la portabandiera di una nuova ondata di popstar

Da New Rules e compagne Dua Lipa riprende anche uno dei suoi asset più forti e amati: la sicurezza e la disinvoltura. Future Nostalgia si apre con una title track che rimarca l’ambizione della sua cantante e continua per quella linea con determinazione e certezza delle proprie capacità. È una celebrazione di sé, delle sue abilità e dei suoi conseguimenti che si sente Dua Lipa si sia meritata e guadagnata. C’è un elemento teatrale, soprattutto in canzoni come Good In Bed dalla premessa pungente degna di Lily Allen, ma allo stesso tempo non si ha mai l’idea che quello che si sta ascoltando sia un prodotto proveniente dalle mani di un gruppo di addetti al marketing.

Dua Lipa è, piuttosto, una brava attrice capace di calarsi in vari personaggi. Risulta sulle prime faticoso abituarsi al beat marcato, smaccatamente anni ’80 della hit Don’t Start Now, ma una volta che lo si ascolta assieme al resto anche quella traccia acquisisce un posto nella costruzione di Future Nostalgia, e diventa impossibile non farsi trascinare dalla sua energia.

Dua Lipa si conferma, in breve, come una delle degne portabandiera di una nuova ondata di popstar che congiungono il vecchio e il nuovo e riportano alla scena musicale mainstream intrattenimento, colore, vivacità ed energia. Un album che spingerà chi finora ha ignorato Dua Lipa a darle una seconda possibilità, e ricorderà a chi già la adora il perché.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊.5/10

Tracce migliori: Boys Will Be Boys, Future Nostalgia, Levitating, Physical

Fonte immagine di copertina: themusic.com.au
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