Fate posto in playlist, perché vi presentiamo il nuovo EP “Balìa” di Delmoro. Parliamo di Mattia Del Moro, un musicista e produttore friuliano che, dopo una laurea in architettura, ha girato l’Europa pubblicando l’album “Landscape” dalle atmosfere folk e nordiche, per poi sperimentare una prospettiva più elettronica insieme ai Delta Club. Esordisce come Delmoro nel 2018 con “Il primo viaggio”, per poi presentare il 17 maggio scorso “Balìa” con la Carosello Records, l’etichetta che ha prodotto tra gli altri Vasco Rossi, Gaber e i The Giornalisti.

Foto di Marco Donazzan

I cinque brani di questo EP sono un antidoto alla sciatteria, perché Delmoro propone un pop sofisticato con architetture di suoni riuscitissime. È un esploratore che ha dimostrato quanto lo studio e la capacità di parlare anche d’amore non siano passati di moda, a dispetto dei cattivi esempi che ci vogliono incapaci di andare in profondità e soli nell’abitudine di non saper più ascoltare gli altri. Delmoro è un artista che va controvento con gentilezza, perché è riuscito a sdoganare l’idea che i giovani debbano solo accontentarsi di percorsi artistici convenienti per farsi notare. E questo album che potrebbe essere considerato un azzardo, si rivela invece il suo punto di forza con cui aprirsi al pubblico in maniera autentica.

In “Balìa” vengono recuperate le atmosfere anni 80 tutte da ballare, le canzoni si imparano già dopo il secondo ascolto perché hanno degli hook potenti che hanno la presunzione di dire molto, nonostante la loro leggerezza. L’album si apre con “Dove siamo finiti”, un pezzo che in estate esploderà diventandone la colonna sonora. Qui i suoni sono sicuri, aerei e raccontano il desiderio di vivere un amore libero senza debiti col passato. I flauti ipnotici sono di Ricky Cardelli e il videoclip è di Bruno Noaro, che ha realizzato un piccolo miracolo girato a Lignano Sabbiadoro in Villa Mainardis, la residenza balneare progettata dall’architetto Marcello D’Olivo noto per le sue frequentazioni con Pier Paolo Pasolini, Luchino Visconti e Giorgio De Chirico. Questo progetto ha un forte gusto estetico che, attraverso suggestioni architettoniche e colori pastello, racconta l’estate italiana lasciandone intatto l’incanto. E non importano le delusioni, c’è sempre una nuova possibilità a cui affidarsi lasciandosi sorprendere.

Tutto normale” invece si apre con il sax di Pino Ceccarelli, che tra le sue collaborazioni vanta quella con Loredana Bertè. Questo brano esprime al meglio l’essenza di “Balìa”, perché restituisce l’idea romantica dell’incertezza, che disorienta e al tempo stesso carica di aspettative. E cosa fa sentire così, se non l’amore? In “Idiosincrasia” il ritmo è suadente, caldo. Il titolo è evocativo e descrive la decadenza dei rapporti, ma anche della società, che tiene sempre uno spazio aperto alla nostalgia. E la stessa analisi viene ripresa anche in “Filippiche”, un brano forte della sua polemica gentile.

Foto di Fabrizio Vatieri

Il tono in questi brani è fastidioso, perché sa metterci davanti ai nostri vizi senza attenuarli. Ma sa anche essere generoso: Delmoro ammette il riscatto, da intendersi come un esercizio che passa per un atto di devozione alla verità e al mettersi in gioco, che sia in amore o in politica.
A chiudere l’EP è “Tenco”, un pezzo che parafrasa alcune produzioni dell’omonimo cantautore e che fa emergere il background di Delmoro forte di una tradizione di esempi imprescindibili come Battisti e Dalla. Il suo pop è erudito ed è capace di innescare la riflessione, o la curiosità di approfondire tutti gli spunti che porta nella sua produzione.

Le contaminazioni più riuscite sono infatti quelle che esprimono un lavoro di ricerca per riuscire poi a raccontare al meglio in quale direzione stiamo andando. Ed è gratificante sapere che si può stare in questa “Balìa”dorata di Delmoro, perché a qualcosa di buono ci porterà.

Foto profilo Instagram Delmoro

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

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