È arrivato anche il turno dei Coldplay in questo novembre di grandi nomi e di grandi ritorni musicali.

Proprio qualche giorno fa è uscito l’ultimo album del gruppo inglese più odiato e amato degli ultimi tempi. Perché i Coldplay riempiranno stadi in pochi minuti, faranno sempre piangere con i loro brani alla Fix You, ma divideranno sempre e comunque il pubblico. Ci sarà sempre chi, forse per partito preso, li reputa troppo commerciali, chi pronuncerà la famosa frase “meglio i Coldplay di una volta”, chi dirà che sono la brutta copia degli U2 e chi, sempre per partito preso, li amerà a priori.

Everyday life

L’ultimo album della band, uscito solo pochi giorni fa, non farà altro che aggiungere elementi a questi ben affollati gruppi di persone. Come sempre il gruppo, quando torna, lo fa in grande.

Oltre ad aver annunciato un’esibizione al Natural History Museum e aver accompagnato l’uscita dell’album con due miniconcerti in Giordania, il gruppo aveva sparso indizi su questo disco in giro per il mondo. Non solo un poster affisso nelle grandi capitali con Chris Martin e gruppo ritratti in abiti anni ’20, ma anche un annuncio pubblicato su alcune delle più grandi testate mondiali.

Fonte: pagina Facebook Coldplay

Insomma, l’attesa è cresciuta sempre di più in questi mesi in cui tutti, o quasi, aspettavano il ritorno della band. Hanno ricompensato l’attesa? Spoiler: sì, ma tutti non saranno contenti del risultato.

In Everyday Life non ci sono i classici ritornelli da cantare a squarciagola in uno stadio, ma ci sono testi attuali e allineati al periodo che stiamo vivendo, con riferimenti alla guerra e al razzismo.

Il disco è diviso in due parti: Sunrise e Sunset, alba e tramonto, ma anche luci e ombre. Sunrise apre l’album e ci fa capire subito che qualcosa è cambiato negli ultimi quattro anni: niente canzoni d’impatto alla A Head Full of Dreams, ma un brano strumentale che, grazie anche ai violini dell’italiano Davide Rossi, ci accoglie in questo disco senza troppi fronzoli, ma “solo” a suon di musica. A chiudere l’album non è una canzone con il nome della seconda macro-area del disco, come ci si potrebbe aspettare, ma la titletrack. Il testo di questo brano inizia con una domanda ad effetto e procede con riferimenti decisamente “peace and love” nella scrittura. Ciò che probabilmente rende incisiva questa canzone è il monito lasciato nelle sue ultime strofe: “Hold tight for everyday life”.

Il titolo del disco è più esemplificativo che mai, perché è proprio di ciò che succede nella vita di tutti i giorni che le sedici tracce di questo album parlano.

Una vita di tutti giorni che può essere rappresentata da due ballads cantante con un filo di voce e con una chitarra: Daddy e Old friends. Nella prima una difficile dichiarazione d’amore a un padre, mentre nella seconda un’amicizia raccontata attraverso il filtro della nostalgia.

Ma se abbiamo parlato di ciò che c’è all’alba e al tramonto di questo disco, cosa c’è nel mezzo e in quelle che dovrebbero le ore che separano il sorgere del sole dal suo tramontare? Ci sono le molteplici e, forse troppe, anime di questo disco. Dietro quei Sunrise e Sunset non ci sono solamente l’alba e il tramonto, ma tanto altro. Liricamente, musicalmente e tematicamente rappresentano la commistione tra l’occidente e l’oriente che in questo album si fondono in qualsiasi modo possibile.

Church è, per esempio, un brano in cui questo incontro è più visibile che mai: dal testo fino ad arrivare alla musica. La canzone è quasi una preghiera che non si accosta a nessuna religione in particolare e oscilla tra suoni orientali e suoni occidentali, arricchiti da un sample con la voce di Amjad Sabri, un cantante pakistano ucciso in un attentato rivendicato da un gruppo estremista di Talebani.

Si approda in terra orientale grazie anche ai brani بنی آدم e Arabesque. Nella prima traccia a una preponderante parte strumentale, si alterna la citazione di un famoso poema del poeta iraniano Saadi Shiraz, la cui traduzione in inglese è The Children of Adam. Arabesque è, invece, uno dei singoli che ha anticipato l’album e che porta, tra le collaborazioni, il nome della star belga Stromae. Nella settima traccia del disco non c’è solo l’anima orientaleggiante rappresentata dal Le Trio Joubran, ma anche tutte le altre anime di questo progetto, tra cui quella africana.

Il viaggio musicale dei Coldplay fa tappa anche in Africa e lo fa sia musicalmente, che liricamente. Musicalmente grazie alla collaborazione con Tiwa Savage nella dolcissima Èkó e con la famiglia del musicista Fela Kuti in Arabesque, liricamente grazie alle tematiche affrontate in Trouble in Town. Oltre ad essere uno dei brani più lontani da quello che è il mondo della band britannica, questo brano è sicuramente tra i più riusciti dell’album. A prevalere in questo caso non è la musicalità della canzone, ma un tema, soprattutto in America, più attuale che mai: l’abuso di potere delle forze dell’ordine nei confronti degli afroamericani e un clima di intolleranza ormai diffuso nei confronti di chi è ritenuto, ingiustamente, diverso.

Districarsi nel nuovo album dei Coldplay è difficile per diversi motivi e per questo l’album, forse, risulta difficile da ascoltare. Ci si imbatte in tematiche forti e in melodie lontanissime dal sound a volte fin troppo commerciale dei Coldplay. Troviamo gli anni sessanta, il funky, i cori gospel, l’ukulele di WOTW/POTP, il blues veloce di Guns ma anche il buon caro e vecchio pop a cui i Coldplay, da un po’ di anni a questa parte, ci avevano abituato. Insomma, poca comfort zone per la band britannica in questo disco e il Chris Martin musicalmente più a suo agio che mai, lo troviamo solo in brani come Champion of the World e Orphans, in cui chiama a raccolta anche i suoi tre figli. Nel complesso è un disco di quelli che potranno rappresentare un punto di svolta nella carriera della band.

La domanda quindi è questa: i Coldplay sceglieranno la strada della sperimentazione, già intrapresa con grandi risultati in Viva la vida, oppure torneranno a cantare brani in pieno stile Every Teardrop is a Waterfall e A Sky full of stars?

Canzoni consigliate

– Trouble in Town
– Orphans

Voto

 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Immagine di copertina: pagina Facebook Coldplay
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