I Coma_Cose sono Fausto Lama e California. Fonte: www.deejay.it

I Coma_Cose hanno pubblicato il loro primo disco lo scorso 15 marzo dandogli il titolo “Hype Aura”, a cui è sufficiente spostare un accento per ottenere un risultato completamente diverso, “hai paura”, che sembra quasi una domanda che il duo di casa a Milano si pone. Questa scelta non sorprende, prima di tutto perché i Coma_Cose hanno già dimostrato di essere dei pesi massimi nell’arte dei giochi di parole, che sono disseminati ovunque nei loro brani, ma anche perché l’hype che il progetto di Fausto “Lama” Zanardelli e Francesca “California” Mesiano è riuscito a sollevare con poco più di una manciata di brani ha veramente dell’incredibile. Gli sono bastati quattro singoli usciti nel 2017 per accendere la miccia della bomba che è poi esplosa nel 2018 con la pubblicazione dell’EP “Inverno Ticinese”, a cui sono seguiti altri 2 singoli, “Post Concerto” e “Nudo Integrale”, che gli hanno aperto le porte delle grandi radio nazionali e, per non farsi mancare niente, hanno passato l’estate tra concerti sold out e apparizioni nei maggiori festival italiani. Forse è giusto ricordarlo, tutto questo senza che fosse uscito un vero e proprio disco, ma solo qualche brano isolato e un EP, nel giro di un anno e poco più dal loro esordio. Se non è hype questo.

Sarà stata l’attenzione smisurata e improvvisa attirata su di sé dal duo a fornire l’ispirazione per il titolo del loro esordio discografico, perché l’hype va nutrito, altrimenti ti ingoia, e in questo senso il primo disco dei Coma_Cose è un piatto veramente ricco.

La copertina del nuovo disco “Hype Aura”. Fonte: www.musicfirst.it

“Hype Aura” si articola in 9 tracce cariche di melodia che si muovono tra l’urban, l’hip hop e l’indie, in cui non si sprecano i giochi di parole e i riferimenti alla città di Milano, che quasi non ci si crede che Fausto e Francesca non siano nati e cresciuti lì, ma che vi si siano trasferiti rispettivamente da Brescia e Pordenone. Il disco inizia con “Granata”, in cui le strofe di Fausto e California si alternano su una base scarna e scorrevole che porta naturalmente verso l’apertura del ritornello, efficace e perfetto per essere imparato e cantato nel giro di un paio di ascolti. Mancarsi è candidata a diventare il prossimo singolo estratto da questo disco: California è incisiva e ipnotica, rapisce con la sua voce semplice e quasi monotona, Fausto è ironico e graffiante, il ritornello è un capolavoro, un inno all’incertezza e alla paura, amaro e pieno di un amore non idealizzato, ma sincero e quotidiano, e mette in mostra tutta l’abilità dei Coma_Cose di evocare sensazioni e sentimenti con poche semplici parole. Proprio con il ritornello si apre la traccia successiva, Beach Boys Distorti, che tiene alta l’attenzione grazie ad un arrangiamento oscuro e ansiogeno che fa da perfetta base di lancio per le punchline di Fausto, che si lancia anche in una critica alla scena musicale attuale. Milano torna a dominare in Via Gola, che prende il nome proprio dalla storica via che tra i suoi palazzi ospita case occupate, zone di spaccio, murales e mercatini etnici; il brano è malinconico e così calato nel contesto urbano da far sembrare normale l’utilizzo da parte di California della parola “scighera”, nebbia in dialetto milanese, come anche l’espediente narrativo con cui Fausto evoca il rumore del vetro che viene caricato sul camion dei netturbini e che copre i segreti che sta confessando. Il brano successivo è A Lametta, costruito attorno ad un ritornello suonato al pianoforte che ricorda le costruzioni melodiche dei Beatles, per poi lasciare il posto a S. Sebastiano, canzone malinconica che si regge su un beat elettronico dall’andamento tribale in cui le strofe sono affidate interamente a Fausto, che passa la palla a California per i ritornelli ariosi e carichi di delay dal gusto psichedelico. In Mariachidi il tono si risolleva e il duo si toglie qualche sassolino dalle scarpe lanciandosi in punchline da rapper di periferia per poi confezionare un ritornello che sembra studiato per far divertire il pubblico che affollerà i loro concerti nei prossimi mesi. California si prende poi il suo momento su Squali, un bellissimo brano dal sapore emo in cui un beat minimale e una chitarra accompagnano la voce della cantante, che chiama in causa anche i Velvet Underground e De Gregori. Come chi non fa mai le cose per il verso giusto, i Coma_Cose chiudono il disco con “Intro”, una traccia che sembra un discorso tra Fausto e Francesca, una confessione tra amanti che superano le loro paure sapendo di poter contare uno sull’altra, una dichiarazione d’intenti che cresce fino ad un’esplosione di luce e speranza.

“Hype Aura” è un disco che parla di paure e lo fa in un modo che è solo dei Coma_Cose, fatto di calembour e doppi sensi, di riferimenti alla città che li ha adottati con cui riescono però a parlare a tutta Italia, di immagini vivide e quotidiane, di strofe abrasive e ritornelli melodici, di rime stridenti e metropolitane. In ogni canzone si percepisce la cura per i dettagli, soprattutto nella scrittura dei testi, sempre pungenti ed efficaci. Questo disco conferma la coppia incredibile e preziosa che sono Fausto e California, che appaiono sempre affiatati e a fuoco nei loro ruoli, dimostrando di essere molto più della nuvola di hype che li ha avvolti nell’ultimo anno. I Coma_Cose sono qui per rimanere.

 

VOTO: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

Tracklist