“Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista”.

Non è, come cantava qualche anno fa Caparezza, il secondo album dei Fast Animals and Slow Kids ad essere uscito alcuni giorni fa – è già il loro quinto lavoro in studio – ma la cosa certa è che la band perugina ha a che fare con un disco difficile, probabilmente il più difficoltoso della sua carriera.

La copertina del nuovo album, Animali Notturni

Dall’immaturità artistica del loro primo lavoro, Cavalli, la band perugina era riuscita a lavorare ad un secondo album davvero interessante e, soprattutto, autentico come Hybris. Sì, perché da sempre i Fask – in Cavalli era solo la poca esperienza ad offuscare un talento naturale – hanno avuto un merito che pochi nell’indie italiano possiedono e soprattutto riescono a conservare: qualcosa di proprio da raccontare e saperlo raccontare con uno stile riconoscibile. Così il loro secondo lavoro, Hybris per l’appunto, aveva fatto ben sperare la critica e aveva convinto molti che i Fast Animals and Slow Kids potessero rappresentare la valida alternativa rock nel mondo indie nostrano. I due album successivi, con non pochi timori iniziali, hanno confermato questa impressione: una crescita artistica e contenutistica costante ed evidente ad un pubblico sempre più ampio. Alaska prima e, in particolare, Forse non è la felicità tre anni dopo, hanno rappresentato la consacrazione per quello che è uno degli esperimenti musicali più riusciti dell’ultimo decennio. Rimanendo coerenti a delle sonorità precise – che nel nuovo lavoro si intravedono solamente, richiamando dei suoni più vicini all’ultimo album rock pop dei Mumford and Sons – nei primi quattro album si rimaneva stupiti dalla forza con la quale i quattro ragazzi di Perugia riuscivano ad urlare e far arrivare sentimenti autentici al pubblico. I ragazzi hanno sempre gridato, letteralmente, ciò che sentivano di dover esprimere e hanno sempre saputo accompagnare i contenuti a delle sonorità originali.

Ad ascoltare Animali Notturni ci si chiede dove i quattro musicisti siano riusciti a nascondere tutto questo. Il nuovo album, ad esclusione di qualche spiraglio di luce, sembra essere un monito per l’indie italiano: tutti gli artisti, anche quelli che le hanno sempre azzeccate tutte, prima o poi danno forma alle ansie del proprio pubblico. E in queste ansie è compreso trovarsi ad ascoltare un disco fatto di pezzi orecchiabili, questo senza dubbio, ma in cui c’è davvero troppo poco sentimento. L’album, nel complesso, trasmette poco di quello che i Fask avrebbero voluto; conoscendo loro e i loro lavori, la delusione nell’ascoltare questo disco diventa doppia.

Fonte: pagina Facebook ufficiale della band

Eppure, dopo l’uscita del primo singolo di Animali Notturni, sembrava di poter ben sperare. “Finalmente i Fask sono tornati a modo loro”, molti fan avranno pensato. Ad alimentare le belle speranze di ascoltare l’ennesimo bell’album della band contribuisce anche l’ascolto della title track. Dopodiché, si entra in un loop fatto di pezzi troppo identici tra loro: è come se la voce di Aimone, il frontman della band, non si riuscisse nemmeno a sentire. Unica eccezione nel mezzo delle tracce è Non potrei Mai, singolo anticipatore dell’album, che sembra avere la carica e il senso dei pezzi meno recenti dei quattro perugini. Anche qui, dopo una traccia che sembra arrivare al momento giusto per risvegliare le sorti dell’intero album, i pezzi successivi non riescono a raccontare granché. Anche quello che, nelle intenzioni della band, avrebbe dovuto essere il pezzo forte dell’album, cioè Radio Radio, sembra ricalcare una linea musicale già sentita – purtroppo – nella musica rock pop italiana degli ultimi trent’anni. La via italiana al rock commerciale era stata tracciata anni fa da altri artisti e certo non aveva bisogno di essere percorsa anche da una band come quella dei Fast Animals and Slow Kids.

fonte: pagina Facebook ufficiale della band

Animali Notturni è senza dubbio un lavoro complesso: passare, in pochi anni, dall’essere una band di provincia semisconosciuta ad una dei gruppi più noti nel panorama indie non è semplice. A tutti, soprattutto nella musica, accade di non riuscire ad esprimere il meglio di se stessi. L’importante per i Fask sarà, come sempre in queste occasioni difficili, riuscire a riprendersi, ricordandosi del perché si è riusciti ad arrivare ad un pubblico così ampio, ritrovando così la propria essenza.

Aimone, Alessandro, Jacopo, Alessio: come reagirete al presente?

 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊/10

 

Immagine di copertina: pagina Facebook ufficiale dei Fast Animals and Slow Kids
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