Partiamo da una semplice e chiara verità: Microchip Emozionale è l’album per eccellenza dei Subsonica. Questo disco può essere considerato come quel progetto da cui non si torna indietro e che in una linea del tempo immaginaria rappresenta l’anno zero di un cantante o, come in questo caso, di una band che non ha eguali nel panorama italiano.

Microchip Emozionale ha tutto: l’elettronica, il rock, l’attualità di quegli anni, ma è anche il manifesto di un’intera generazione in preda alla lotta contro la solitudine. Perché quindi, a distanza di vent’anni, non replicare questo grande successo?

Di motivi per non farlo ce ne sarebbero in grande quantità: la paura di non superare il successo dell’originale, non piacere a un nuovo pubblico o magari far storcere il naso ai nostalgici. Insomma, le premesse non sono delle migliori. Ma come dice il proverbio “chi non si risica, non rosica” e ancora una volta i Subsonica hanno deciso di rischiare.

Questo rischio si chiama Microchip Temporale e la band, a un mese dall’uscita dell’album, lo descriveva così sulle pagine social: “Cari terrestri, la ragazza con la pistola è tornata. Midori Tateno, che esattamente 20 anni fa puntava la sua arma presentando “Microchip Emozionale” al mondo, oggi, di nuovo in copertina, si guarda intorno. Nasce così “Microchip Temporale”, dalla rilettura di un passato che ritorna presente, con la complicità di musicisti, cantanti, band, rapper che hanno per la maggior parte la stessa età dei Subsonica nel 1999. Sono 14 i nomi che abbiamo scelto, per stima, per curiosità, per amicizia o perché nella loro musica riconosciamo quei segni.”

Fonte: sito ufficiale Subsonica

Ebbene sì, quella ragazza con la pistola protagonista della copertina di Microchip Emozionale è tornata, come per segnare un legame tra passato e presente. Ma partiamo con l’individuare il perché di questo album.

Dietro Microchip Temporale non c’è una mera celebrazione di un disco che ha spento venti candeline, perché per quello sarebbe bastato un buon tour celebrativo e tante vecchie canzoni cantate all’unisono durante i concerti, ma c’è tanto altro. Prima su tutte c’è ancora la voglia dei Subsonica di rinnovarsi e di trovare strade nuove che si lascino “guidare forte”. Quali possono essere queste strade nuove, se non quelle rappresentate dalle voci che infiammano il panorama musicale italiano alternativo e non?

Il risultato di queste scelte è quello di un parterre di nomi che farebbe invidia a qualsiasi concertone indie, ma non solo. Il criterio utilizzato dalla band è stato soprattutto quello generazionale: sono stati scelti, infatti, soprattutto cantanti che con Aurora sogna e Disco labirinto si sono formati o addirittura le ascoltavano nel tragitto scuola-casa. In un solo caso la scelta non è stata fatta secondo questo criterio e per questo ringraziamo i Subsonica.

Perché per la canzone Lasciati la band ha scelto la voce di Elisa che, come un re mida, trasforma in oro tutto ciò che canta. La cantante friulana, infatti, non si è smentita e ciò che ne è venuto fuori è una canzone che, con una voce femminile di quel calibro, ha acquisito una nuova veste ancora più struggente.

Perfettamente incastrate sono le voci di Samuel e di Motta in Tutti i miei sbagli. Un brano che vive in bilico tra una sua versione elettronica e una acustica e che trova nella versione di Microchip Temporale, forse, un equilibrio. Il timbro di Motta, non riconoscibile in nessun altro cantante della scena indie italiana, dona una delicatezza inaspettata a questo brano che supera a tutti gli effetti l’esame del “è meglio l’originale o la nuova versione?”.

Fonte: pagina Facebook Subsonica

A non passare questo esame sono Lo Stato Sociale e Coez, che non riescono a distinguersi in questo ben affollato gruppo di artisti. A differenza di questi ultimi due, alcuni cantanti sembrano essere al momento giusto e nella traccia giusta. È questo il caso di M¥SS KETA con Depre e l’ormai onnipresente Achille Lauro con Il mio D.J. Passano con un bel voto, invece, i Fast animal and slow kids. Il gruppo che inizia ogni concerto con un “siamo i Fask e veniamo da Perugia” incontra a metà strada la band di Torino e ciò che ne viene fuori è un Albe meccaniche non troppo lontana dall’originale, ma comunque ben riuscita. Ben lontani dall’originale, sono invece i brani in cui i giovani cantanti sono intervenuti sulla riscrittura del testo: da Willy Peyote alla scrittura graffiante di Nitro ed Ensi.

Nella categoria delle “intoccabili” di questo disco ci sono sicuramente le due canzoni già citate come quelle con cui, chiunque avesse superato l’età della ragione, è cresciuto negli anni novanta. Partiamo da Disco-labirinto e dalla sua storia. Il brano fu scritto da Morgan e Davide Boosta Dileo e tutto gridava novità: il testo, il suo video e la sua ispirazione dance unita però a una scrittura musicale lontana da quella della musica leggera.

Per la riscrittura di quel famoso microchip, questa volta la scelta è caduta su Cosmo, un artista musicalmente non troppo lontano dai Subsonica. Il cantante ha preso Disco-labirinto, l’ha smontata come si potrebbe fare con un mobile Ikea e l’ha ricostruita in un modo che comunque risulta più che credibile. Potrebbe non piacervi o potreste non trovarci niente dell’originale? Ai Subsonica non sembra interessare tutto ciò, perché il risultato in questo caso è portato a casa con molto successo.

Se Cosmo risulta perfettamente allineato all’obiettivo dell’album, stessa cosa non si può dire dei Coma Cose in Aurora Sogna. È difficile avere un giudizio imparziale su questa canzone, che rappresenta l’inno di un’intera generazione ed è sicuramente il brano più ricordato di Microchip Emozionale, ma ci proveremo lo stesso. Nel complesso la versione riproposta in Microchip Temporale appare piacevole, ma non c’è quel quid in più che ti faccia gridare al cambiamento e che ci si aspettava da uno dei gruppi più creativi dell’ultimo periodo. Ciò che rende comunque questo brano piacevole è la quota femminile del gruppo, che regala finalmente una voce all’Aurora più conosciuta d’Italia.

Insomma, come cantano gli stessi Subsonica “Non mi importa molto se niente è uguale a prima” ed è proprio vero. Il verdetto è che Microchip Temporale non bisserà il successo del primo Microchip, ma comunque non si può dire che l’album non sia interessante e che l’obiettivo che si erano prefissati i Subsonica non sia stato raggiunto.

Canzoni consigliate

-Tutti i miei sbagli
-Lasciati

Voto

 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

Immagine di copertina: pagina Facebook Subsonica

 

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