A distanza di due anni da Sinatra, Guè Pequeno torna con un nuovo album, Mr. Fini. Un lavoro imponente, composto da 17 tracce e una serie di featuring decisamente variegati. In questo nuovo progetto discografico, dove il rap la fa sempre da padrone, sono tantissimi anche gli stili e le ambientazioni, decisamente cinematografiche. Inoltre, il titolo è un riferimento ad una lunga tradizione di rapper americani che hanno usato il proprio cognome all’interno dei lavoro lavori. 

La cover dell’album 

La copertina, realizzata da Corrado Grilli (Mecna, ndr), vede come protagonista Guè in una versione in bianco e nero, che ricorda molto l’atmosfera delle cover di alcuni suoi precedenti lavori, come Sinatra, Vero e Gentleman. Mr. Fini si presenta così ancora una volta come un personaggio alla Scarface, che non sfigurerebbe in alcun modo in un film di Quentin Tarantino o Brian De Palma. Così, ancora una volta, Guè Pequeno si presenta al pubblico in una veste iconica e riconoscibile. 

L’album, classico, come lui stesso l’ha definito, non è solo ricco di featuring. Infatti, le produzioni dei brani sono state affidate a “più voci”: 2nd Roof, Shablo, Night Skinny, Low Kidd, SIXPM, Rvchet, Aribetaz e Takagi & Ketra. Tra collaborazioni storiche e nuove conoscenze, Guè ha scelto profili diversi per arricchire e dare quante più sfumature possibili al suo settimo album.

L’imponente lavoro del rapper milanese si apre con L’amico degli amici, brano ricco di citazioni al mondo dell’arte e alla tv spazzatura, in cui colpisce in pieno viso il mondo dello spettacolo. Segue Chico, in collaborazione con la cantante urban Rose Villain e un nome noto della scena rap italiana e soprattutto partenopea: Luché. Il brano ci immerge subito in un mare di sonorità reggaeton, dove Guè canta “Dite a Universal di far uscire le mie nuove hit / Così che i miei gangsta possano pomparle nelle Jeep”. Sembrerà ironico dirlo, ma è proprio quello che viene voglia di fare ascoltando questo brano: metterlo a tutto volume in macchina. 

Guè Pequeno copertina album Mr.Fini

Artwork: Corrado Grilli

Dal “Tipo” all’amore effimero

Si cambia di nuovo registro in Il Tipo, uno dei brani più introspettivi del disco. Un vero e proprio storytelling, la cui base campiona L’ultimo bacio di Carmen Consoli, dove Guè descrive questo “tipo”, un personaggio piuttosto affascinante, alla quale ognuno di noi può dare il volto che più desidera. 

Segue Saigon, primo singolo estratto da Mr. Fini. Qui la capitale vietnamita (oggi nota come Ho Chin Mihn), diventa la sfondo ad un amore effimero, che nasce e sfiorisce in poco tempo, come i suoi famosi ciliegi. Anche in 25 ore si parla di amore. Un amore scandito dai giorni della settimana. Un escalation di eventi che si consumano nel weekend, tra alcol e sesso. 

La collaborazione con Mahmood e Marracash

In Parte di me ritroviamo un po’ di freschezza, data dalla collaborazione con uno dei protagonisti della scena urban italiana, Carl Brave.  Continuano i feat: dopo Sfera Ebbasta in Immortale, ci immergiamo in Tardissimo, in collaborazione con Mahmood e Marracash. Un brano riuscito che consolida ulteriormente la collaborazione tra Guè e Marra, che avevano già dato prova di grande sintonia in Santeria, disco collaborativo uscito nel 2016. Inoltre, la voce di Mahmood si inserisce e dialoga perfettamente con le voci dei due rapper milanesi. Probabilmente uno dei pezzi più interessanti del disco, che va a sottolineare la volontà di Cosimo di restituire al pubblico un album ricco di influenze dai più disparati generi musicali.

Gué punta anche sui nuovi talenti della scena rap 

Con Medellin, in collaborazione con Lazza, si vola lontano dall’Italia. E tra citazioni e rime affilatissime, troviamo i featuring con due giovani promesse del rap italiano: Geolier, classe 2000, e Young Rame, classe ’98. Cyborg e Giacomo, oltre ad essere due brani in cui lo storytelling e l’immaginario del rapper sono nitidi, sono anche la prova dell’interesse di Guè per la nuova scena rap italiana, ricca di giovani promettenti. 

A riprova che Mr. Fini è un album che non si limita al rap, troviamo Dem Fake, con un eccellenza della musica reggae: Alborosie. Ma le soprese non sono finite qui. Dopo Mercy on me (In sbatti), troviamo un’altra collaborazione interessante: la star del rap albanese Noizy

A chiudere i featuring del disco di Guè Pequeno troviamo Paky in Ti levo le collane. L’imponente nuovo album di Guè si chiude con due brani decisamente introspettivi, Stanza 106 e Ti Ricordi?. La giusta conclusione per questo nuovo lavoro, che sembrano riassumere tutte le tematiche e le atmosfere che abbiamo trovato nell’intero disco. Guè in chiusura sembra specchiarsi, in una sorta d’esame di coscienza, chiedendosi se quello che vede riflesso nello specchio gli somiglia e, soprattutto, gli piace. La risposta, senza starci troppo a pensare, è assolutamente sì. Guè non ha alcuna intenzione di perdere il suo scettro di “dittatore del rap” (citando la copertina digitale pubblicata da Rolling Stone nei giorni scorsi) e lo dimostra con questo ultimo, imponente ma assolutamente riuscito, progetto discografico. 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Fonte immagine di copertina: pagina Facebook Guè Pequeno
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