Cos’è successo nel giorno di San Valentino, a parte vedere su ogni social foto di coppie, dichiarazioni d’amore e frasi da Baci Perugina? È uscito l’album di un ragazzo che di gavetta ne ha fatta tanta e adesso sta vivendo il suo meritato momento di gloria. Stiamo parlando del neovincitore della kermesse sanremese: Diodato.

Di questo cantautore, forse, se n’è sentito parlare troppo poco fino ad adesso. Ci eravamo accorti di lui nelle varie partecipazioni a Sanremo, avevamo apprezzato Che cretino che sei e Adesso e avevamo strizzato l’orecchio nel sentire Babilonia. Ma forse non avevamo capito fino in fondo la sua eleganza, la sua scrittura, la sua voce così potente ma al tempo stesso delicata e anche il suo modo così naturale di calcare il palco. Diodato ci ha saputi aspettare senza bruciare tappe a suon di canzoni commerciali e di facile ascolto e se serviva la settantesima edizione di Sanremo per accorgercene, non possiamo far altro che ringraziare il santo ligure.

Fonte: sito ufficiale Diodato

Il nuovo album: Che vita meravigliosa

Così, a distanza di pochi giorni dalla serata che lo ha visto trionfare su ventiquattro big in gara, il cantante pugliese ha pubblicato il suo nuovo lavoro Che vita meravigliosa. Piccolo spoiler: l’ultimo album di Diodato è un album che va ascoltato per diversi motivi e che, sicuramente, ci mostra in alcuni casi il miglior Diodato possibile e in altri una parte di ciò che sa fare. Che i brani del quarto lavoro del cantautore fossero degni di nota, lo avevamo capito già dalla canzone inserita nella colonna sonora de La Dea Fortuna del regista turco Ferzan Özpetek.

Il brano che presta il nome al titolo dell’album parla di vita e lo fa descrivendone gli aspetti dolorosi, ma anche quelli miracolosi e seducenti. Non una canzone di semplice approccio, anzi una canzone difficile da assimilare, ma quanto mai evocativa e pungente, quando viene assimilata.

È, forse, proprio Che vita meravigliosa a riassumere il senso di questo disco: un racconto sulle varie sfaccettature di quel viaggio così avventuroso chiamato “vita”. Sfaccettature che si rispecchiano anche nelle scelte musicali dei vari brani che sono quanto mai variegate, ma questa non è una novità per chi conosce Diodato da tempo. In Che vita meravigliosa si va da brani con melodie strappalacrime, passando per un piccolo accenno all’elettronica in Alveari, fino ad arrivare a brani che vorremmo ballare insieme a Diodato e alla sua giacca pailettata usata nella serata delle cover, come Non ti amo più.

Il nuovo album è un viaggio tra le mille sfaccettature della vita

Ma torniamo a quel bellissimo viaggio raccontato dal cantante attraverso undici tracce e con una capacità di scrittura che avvicina e fa immedesimare tutti, dai più giovani ai più adulti. Perché uno dei poteri del cantautore è proprio questo e in questo album si palesa più che mai: raccontare la quotidianità e farlo con una semplicità tale da dire “è successo anche a me”. Perché, a chi non è mai successo di rimanere in bilico in un rapporto che ha un piede nell’amicizia e l’altro nell’amore, come succede al protagonista di Ciao, ci vediamo? Ma vi giriamo un’altra domanda: a chi non è mai successo di sentirsi solo e di far finta di sentirsi a proprio agio in questa condizione, come nella ballad Solo? O ancora, nell’ormai sdoganatissima e conosciutissima Fai rumore, Antonio Diodato racconta di quei silenzi così assordanti e innaturali che vorresti si trasformassero in parole e in rumore. E chi almeno una volta non ha provato questa sensazione?

Se avete risposto sì ad almeno una di queste domande, Diodato ha fatto centro. In questo disco, infatti, c’è tutto: la solitudine, l’invito a dare una svolta alla propria vita come in E allora faccio così e amore, tanto amore.

Diodato e l’amore

Di amore, Diodato, canta nelle due tracce più belle dell’album: Fino a farci scomparire e Quello che mi manca di te. Due canzoni per due fasi di un amore ormai giunto al termine. Nella prima, che ha come protagonista ancora quel silenzio assordante, Diodato canta una storia dove non c’è più niente da dirsi e dove non c’è più spazio neanche per la nostalgia. L’essenzialità di questo brano è sottolineata da un pianoforte, una chitarra e dalla voce del cantante. Il secondo brano sopracitato, oltre a tanta bellezza, offre pane per i denti ai tanti appassionati di gossip. Quello che mi manca di te, infatti, sarebbe dedicata alla sua ex, Levante. Ma a parte questo piccolo momento in pieno stile “giornali rosa”, ciò che veramente ci lascia questo brano è ciò che racconta. Una triste riflessione sul ricordo di una storia d’amore che esplode a metà del brano:

Quello che mi manca di te
è tutto quello che fai
quando non sai che ti guardo
ed io ti guardo più che posso

Ok Diodato, sei riuscito a farci piangere. Quindi, superata la fase in cui rimuginiamo su storie d’amore finite e finiamo tutti i fazzoletti che abbiamo in casa per asciugare le lacrime versate, Diodato ci propone le altre sfaccettature di quel viaggio iniziato con Che vita meravigliosa. Ci accompagna con un arrangiamento musicale che ci ricorda una canzone estiva, in una canzone che della spensieratezza delle giornate di agosto non ha niente. La lascio a voi questa domenica è, infatti, un brano che parla dell’indifferenza dell’uomo moderno che davanti a un suicidio avvenuto sui binari di un treno, non è capace di empatia.

I motivi per cui dovreste ascoltare Che vita meravigliosa

Ricapitoliamo, quindi, i motivi per cui dovreste comprare l’ultimo album di Diodato e vediamo se siete stati attenti. C’è tanto amore, ci sono brani con storie strappalacrime celati da melodie rock e pop, brani strappalacrime con musica strappalacrime e c’è tanta vita. Quindi, buon ascolto e buona conoscenza del cantautore tarantino che tanto avrà da raccontare nei prossimi anni.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Fonte immagine di copertina: pagina Facebook Diodato

 

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