A un fan del pop moderno il nome Dido può suonare alieno. Ripercorrendo la storia all’indietro, tuttavia, emergono record dimenticati e degni di rispetto. I suoi primi due album, No Angel (1999) e Life For Rent (2003), sono tra gli album più venduti nella storia delle classifiche inglesi, e sono rispettivamente al secondo e al settimo posto fra gli album più venduti nel Regno Unito durante gli anni duemila. Questo per dare un’idea.

Ma dove non arriva il successo commerciale – che, dopo il terzo album Safe Trip Home, è lentamente scivolato in basso –, arriva la qualità, ed è di questa che c’è bisogno più che mai adesso. Sembrava che non sarebbe più successo. Girl Who Got Away, l’album di Dido uscito nel 2013 e ultimo prima del rilascio di quest’ultimo Still On My Mind, appariva la fine della corsa. Eppure è ritornata, e Still On My Mind è senza alcun dubbio un’altra perla nel suo catalogo. Non una pietra miliare, ma Dido non ne aveva alcun bisogno. Quello che conta è, di nuovo, la qualità: e in Still On My Mind non c’è traccia che non ne contenga almeno un po’.

Fonte: Viagogo

Still On My Mind è un disco freddo, tanto nella musica quando nei testi e nella loro esecuzione, ma ogni aspetto di questa freddezza è intenzionale al cento per cento. L’elettronica morbida che ha da sempre caratterizzato la produzione di Dido c’è ancora, immutata e indimenticabile, splendente e curatissima come se non fosse passato un secondo dai tempi di No Angel.

La voce della cantante, i cui toni vibrati e morbidi in canzoni come Walking By ricordano la compianta Dolores O’Riordan, interpreta ogni momento con garbato e professionale distacco, a prescindere dalla situazione. Ci sarebbero da aspettarsi atteggiamenti di noncuranza in canzoni come Give You Up e Some Kind Of Love, in cui la cantante si presenta nella situazione da un punto di vista di superiorità morale; ma i momenti in cui la voce sottile, stoica di Dido trionfa al meglio è quando, come in Still On My Mind, la cantante parla da un punto di vista che sta nel torto. La canzone funziona perché Dido espone i fatti come sono, con calma, senza melodrammi o meschine vendette, e l’ascoltatore rimane quasi intrappolato nella disarmante freddezza spiccatamente British che trapela dal testo e dall’elettronica di sfondo.

Fonte: Youtube

Dal punto di vista musicale è difficile distinguere una traccia che spicchi in mezzo alle altre, ma chi conosce Dido sa che non bisogna ascoltare i suoi album in cerca di singoli che spicchino. Il sound generale, però, è come sempre di eccellente qualità. Tutte le produzioni, eccetto tre eccezioni, portano la firma della mano sapiente di Rollo Armstrong, fratello della stessa Dido e fondatore nel 1995 del megagruppo Faithless; Dido ha dichiarato durante la fase di lavorazione che non avrebbe accettato altri, come collaboratori per il progetto, eccetto lui.

La stessa produzione del disco, sempre secondo la cantante, è avvenuta nel più completo relax, seduti sul divano e spesso a casa: si può percepire nel disco stesso la familiarità tra i collaboratori e la generale concordia nel creare qualcosa che sia, più che d’impatto, fondamentalmente bello e piacevole per chi, col tempo, continua ad apprezzare Dido e la sua opera. E Rollo, collaboratore storico di giganti della musica come i Pet Show Boys, Moby, Grace, U2 e Simply Red, sa dove mettere le mani quando si tratta di creare atmosfera.

Fonte: Roundhouse

Il risultato è una succulenta zuppa che unisce nel suo corpo tutti gli amori musicali di Dido, dal trip-hop all’elettronica atmosferica, e accompagna senza mai perdere un colpo per tutti i quarantacinque minuti di durata del disco. Forse un po’ troppi, specie per un genere e un’artista che non si distinguono per la varietà in capo contenutistico, ma il risultato è obiettivamente privo di grinze, e fa trapelare la cura e l’esperienza dei creatori in ogni nota.

Non raccomandare Still On My Mind, almeno per provare, sembra sbagliato. L’esperienza ventennale di Dido emerge da ogni traccia, e la sua voce comanda con eleganza e disinvoltura in un album privo di fronzoli e momenti “standout”, ma perfettamente godibile e traboccante della familiarità dell’ambiente di registrazione. Non raggiungerà i record dei fratelli più anziani, ma non è meno degno di quanto essi non lo fossero.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Tracce Preferite: Hurricanes, You Don’t Need A God, Mad Love